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Dopo i taxi anche i medici Tutti in rivolta contro Monti

Le categorie si ribellano. Dal 10 al 13 febbraio i medici incroceranno le braccia. Continua la battaglia coi tassisti

Dopo i taxi anche i medici Tutti in rivolta contro Monti

I tassisti paralizzano le città e il governo li convoca. L’appuntamento è fissato per martedì 17 gennaio, alle 18, a Palazzo Chigi. Le 22 sigle sindacali, con un rappresentante a testa, saranno ricevute dal segretario generale della presidenza del Consiglio, Manlio Strano. Un gesto distensivo che, oltre a far lentamente rientrare le proteste, provoca anche lo slittamento dell’assemblea dei tassisti originariamente prevista per domani al Circo Massimo, a Roma. Ma per un dialogo che inizia, per l’esecutivo c’è un altro fronte che si apre: quello con i medici di famiglia e gli operatori del 118. A febbraio ci saranno quattro giorni di sciopero contro le norme della manovra che riguardano le casse previdenziali.

A Palazzo Chigi si consolano con l’allentamento della tensione con i tassisti. «Oggi che siamo stati finalmente convocati, mantenere in piedi l’assemblea per il 16 non avrebbe più alcun senso, se non quello di non essere ulteriormente compresi dai cittadini», conferma Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi. Quindi prima ci sarà il faccia a faccia a Palazzo Chigi, e poi l’assemblea nazionale, mercoledì 18, per fare il punto della situazione. «Decideremo cosa fare dopo l’incontro con il governo», chiosa Bittarelli. E che al governo abbiano deciso di abbandonare la linea dura lo testimonia la contestuale convocazione di cui dà notizia il Guardasigilli Paola Severino: domani pomeriggio a via Arenula, alle 16,30, sono attesi i rappresentanti degli ordini professionali vigilati dal ministero della Giustizia. Si tratta di 20 organizzazioni tra le quali spiccano quelle di notai, avvocati, ingegneri, geometri  e giornalisti. Alcune delle quali già in rotta di collisione con l’esecutivo.

Fatto sta che il Pdl resta vigile. «Abbiamo detto al presidente Monti che sosteniamo liberalizzazioni degne di questo nome, incisive sullo smantellamento degli autentici colli di bottiglia», ricorda Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera. «Si affrontino i veri problemi delle liberalizzazioni nel campo dell’energia, dei trasporti, dei servizi pubblici locali», spiega Maurizio Gasparri, suo omologo a Palazzo Madama. Sul punto una sponda arriva dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Liberalizzazioni sì, ma non solo per tassisti e farmacisti. Devono esserci anche per chi oggi non protesta, ma può contare su un monopolio. Come la rete di distribuzione del gas». Nelle città la situazione resta critica. Se a Roma il servizio all’aeroporto di Fiumicino è tornato regolare fin dalle prime ore della mattina, a Milano dopo una notte di auto ferme i blocchi spontanei sono stati rimossi solo all’arrivo della notizia della convocazione delle varie sigle sindacali a Palazzo Chigi. Pochi i taxi in servizio a Torino, mentre a Napoli la protesta in piazza del Plebiscito va avanti con un aumento delle corse in favore delle fasce più disagiate.

Sul piede di guerra ci sono anche avvocati e medici di famiglia. I primi diserteranno le cerimonie per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, in calendario per il 28 gennaio. I medici di medicina generale della Fimmg, invece, hanno proclamato quattro giorni di sciopero per difendere l’autonomia dell’Enpam. L’Unione delle camere penali italiani si dice «pronta alla mobilitazione» contro un governo accusato di agire con un metodo «inaccettabile, opaco e autoritario». I medici di medicina generale si asterranno dalle visite il 10 e il 13 febbraio. E l’11 e il 12 febbraio non saranno possibili chiamate urgenti alla Guardia medica e al 118. Saranno garantite solo le prestazioni indispensabili. Intanto il governo è al lavoro per mettere a punto il pacchetto sulle liberalizzazioni entro il 19 gennaio, prima della trilaterale con Francia e Germania. Nel provvedimento potrebbero esserci novità sulle frequenze tv. In vista c’è l’abbandono del meccanismo dell’assegnazione gratuita di sei canali agli operatori tv nazionali.

di Tommaso Montesano

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Commenti all'articolo

  • spalella

    16 Gennaio 2012 - 17:05

    In italia la cultura mafiosa, quella cultura della difesa del proprio orticello che puà essere illegale ma anche legalizzata per ERRONEA DECISIONE DEI GOVERNI, è talmente radicata che per morire, o ucciderla, ci vorrano anni e anni di determinazione e costanza. Certo che si ribellano i privilegiati, chi è che se ne stupisce ? è la decisione presa sulla base di GIUSTE RIFORME quella che NON DEVE NE' SORPRENDERE NE' CESSARE.

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  • encol1

    16 Gennaio 2012 - 09:09

    Per sciopero medici di base MA CHE CI RESTINO A VITA altro non fanno che prescrivere esami su esami, la maggior parte superflui quindi inutili, sempre molto costosi sia per il cittadino sia per la sanità pubblica. Si fa chiamare medico di famiglia fingendo di non capire che tale appellativo è sparito oltre 30 anni fa quando di fatto la nobile professione si è trasformata in vergognoso mercato. Non conosce la clinica perciò incapace di inventarsi uno straccio di diagnosi quindi prescrive una valanga di esami, tanto paga la mutua. Per tutto ciò percepisce un molto rispettabile stipendio fisso corrisposto dall'ASL mentre in realtà svolge l'attività principale del PRESTANOME. Che cosa dichiara ? logicamente lo stipendio fisso ed il resto...., se ne guarda bene. Che finalmente sia il cittadino libero di scegliere da chi farsi curare e pretenda lo scontrino fiscale da detrarre per il parziale rimborso.

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  • gianni modena

    16 Gennaio 2012 - 04:04

    in tutto questo non c'è nessuna responsabilità da parte di Napolitano ? io credo che il presidente abbia commesso un grosso errore con la decisione di affidare a Monti l'incarico di governare . stando così la cose il suo stipendio dovrebbe essere decurtato di almeno il 60%

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  • gianni modena

    16 Gennaio 2012 - 04:04

    di chi la responsabilità di quanto succede ? di Berlusconi ? il prof. Monti è legato a quel mondo finanziario che lo sta affossando insieme all'Italia , finora credo di poter dire che ha sbagliato tutto e non penso possa o riesca a migliorare la situazione .

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