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Mister Europa Monti non segue gli indirizzi comunitari

La prima manovra del governo tecnico lontana dalle raccomandazioni di Bruxelles: dove stiamo andando?

Mister Europa Monti non segue gli indirizzi comunitari

Grande fermento sui media nazionali a proposito della manovra appena predisposta dal governo Monti. Più tasse o meno tasse? Attenzione alle imprese o ai lavoratori? Liberalizzazioni o statalismo? Equità o sperequazioni sociali? Rispetto della costituzione o azione anticostituzionale? Questi ed altri sono gli interrogativi su cui ci si arrovella in questa prima fase del governo tecnico, cercando di capire se si tratti di misure “Europe compliant” oppure no. Politici, economisti, osservatori, opinionisti si alternano nell’offrire commenti e considerazioni più o meno in linea con il tema della coerenza delle misure adottate rispetto agli imperativi europei. Peccato che nessuno, tra i politici, gli economisti, gli osservatori, gli opinionisti e, ahimè, i tecnici, faccia riferimento a ciò che l’Europa ha stabilito quali linee guida dello sviluppo e della crescita dei paesi europei nei prossimi anni.

Sembrerà banale, ma sul tema, aldilà delle questioni congiunturali legate alla crisi, gli indirizzi comunitari sono chiari e consolidati ma, non si capisce come mai tali indirizzi rimangano assolutamente assenti dal dibattito complessivo in atto nel nostro paese. Di cosa si sta parlando? Si sta parlando, per esempio, della strategia Europa 2020 per la crescita nell'Unione Europea, in base a quanto previsto dalla Comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010, intitolata «Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva». Cosa stabilisce questo documento? Pochi ma chiarissimi indirizzi. Per l’Europa comunitaria, occorre raggiungere una crescita intelligente, attraverso lo sviluppo delle conoscenze e dell'innovazione sostenibile, basata su un'economia più verde, più efficiente nella gestione delle risorse e più competitiva; inclusiva, volta a promuovere l'occupazione, la coesione sociale e territoriale. In proposito, peraltro, la Commissione indica alcuni obiettivi da raggiungere entro il 2020, tra i quali: portare al 75% il tasso di occupazione delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni; investire il 3% del prodotto interno lordo in ricerca e sviluppo; ridurre le emissioni di carbonio al 20% (e al 30% se le condizioni lo permettono), aumentare del 20% la quota di energie rinnovabili e aumentare l'efficienza energetica del 20%; ridurre il tasso di abbandono scolastico a meno del 10% e portare al 40% il tasso dei giovani laureati; ridurre di 20 milioni il numero delle persone a rischio di povertà. Si parla poi di sostegno alla produzione di prodotti e servizi innovativi; miglioramento dei sistemi d'istruzione, mercato unico del digitale; gestione sostenibile delle risorse e riduzione delle emissioni di carbonio; aiuti alle imprese per superare la crisi economica ed inserirsi nel commercio mondiale adottando metodi di produzione più rispettosi dell'ambiente; incoraggiare strategie per la formazione di lavoratori e studenti, ma anche la parità tra donne e uomini e l'occupazione dei lavoratori più anziani etc…

Premesso che questa manovra rappresenta il primo atto del governo Monti in una situazione di difficile emergenza, un quesito sorge comunque spontaneo: dove stiamo andando? Come mai, anche questo primo atto del governo Monti appare distante dagli indirizzi comunitari? D’altro canto gli spread hanno nuovamente superato i 500 punti e potrebbero di fatto vanificare gli effetti della cd. prima fase. L’attenzione di questo governo verte solo su questioni contabili o anche su temi di futuro sviluppo complessivo della nostra nazione, in sintonia con le indicazioni dell’Europa? La fase due di questo governo nella quale siamo entrati ci condurrà verso gli obiettivi comunitari o stiamo andando altrove? Merkel e Sarkozy hanno già in mente un’altra Europa verso la quale anche Monti sta guidando il nostro paese? Qualunque sia il percorso che si è deciso di intraprendere sarebbe opportuno, e per un governo tecnico ancora di più, che si rendesse chiaro a tutti il punto di approdo verso cui si sta procedendo.

di Sergio Carbone
sergio.carbone@projectland.it

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Commenti all'articolo

  • sdavids

    16 Gennaio 2012 - 18:06

    Le motivazioni del declassamento del nostro Paese sono corrette, niente è stato fatto a caso o per favorire chi e cosa. S&P hanno sempre centrato gli obiettivi non solo su di noi ma anche su altri. E' verissimo che non cresciamo da 20 anni.... E' verissimo che sprechiamo da 20 anni... E' verissimo che di riforme strutturali basate sul lavoro incentivante e sull'economia non se ne vede da 20 anni.... E' verissimo che abbiamo una classe politica obsoleta pronta a inciuci partitici collusa con malaffare e mafia a tutti i livelli con stipendi da sceicchi coadiuvati dal beneplacito di una magistratura o parte di essa compiacente e politicizzata con conseguente stagnazione e crescita del nostro debito pubblico diventato ormai un cancro quasi incurabile. Monti è stato BOCCIATO per la sua incompetenza e per mancanza di senso di visione per il futuro intrappolato da logiche politiche e finanziarie. Gli Italiani lo ulteriormente BOCCIATO, ma il dopo? Questo è il VERO DRAMMA!!!

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