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Benzina, prezzi trasparenti: si possono salvare 350 euro

Ma la libertà di rifornimento riguarderà soltanto 500 pompre sulle 25mila presenti in Italia

Benzina, prezzi trasparenti: si possono salvare 350 euro

Il decreto liberalizzazioni di Monti, per quel che riguarda il capitolo benzina, prevede lo stop ai contratti di esclusiva tra gestori-proprietari degli impianti di carburante e compagnie. Inoltre viene introdotta la possibilità per i distributori di vendere anche prodotti non-oil. I self service saranno senza limiti fuori dai centri abitati. I gestori, inoltre, potranno aggregare gli impianti di distribuzione, anche in deroga ad eventuali clausole negoziali che lo vietino: obiettivo è quello di sviluppare la capacità di acquisto all'ingrosso dei carburanti, dei servizi di stoccaggio e del trasporto dello stesso carburante. Verranno introdotte entro sei mesi dalla entrata in vigore della legge di conversione del decreto le nuove modalità della cartellonistica dei distributori per assicurare che i prezzi in modalità "non servito" siano forniti senza indicazioni sotto forma di sconti. Dal pacchetto di provvedimenti è stato stralciato quello che prevedeva che le compagnie petrolifere fossero costrette a cedere fino a un terzo delle pompe di benzina direttamente possedute a gestori autonomi.

Risparmio di 350 euro - Per quel che riguarda il punto che prevede che i gestori degli impianti che siano anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore, bisogna sottolineare che si tratta soltanto di 500 rivenditori su 25mila: siamo il Paese in europa con più pompe. Secondo le prime stime, il risparmio annuale medio di cui potrebbe godere una famiglia italiana in seguito alle libralizzazioni nel settore del commercio dei beni di consumo (il pacchetto comprende anche le novità sugli orari degli esercizi e sulle edicole) è pari a 350 euro.

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Commenti all'articolo

  • Quijote

    24 Gennaio 2012 - 11:11

    Come faranno i gestori degli impianti di distribuzione carburanti ad acquistare i prodotti petroliferi da una compagnia diversa da quella della quale espongono il marchio? Premesso che la stragrande maggioranza degli impianti sono di proprietà delle medesime compagnie e vengono affidati in comodato ai gestori (e quindi la fornitura avviene con diritto di esclusiva a favire della comodante), qual'è quella compagnia petrolifera che nei propri impianti consentirebbe di vendere i prodotti delle sue concorrenti, rinunciando, a parità di costi di gestione, al margine pro litro di sua pertinenza? Ma diamo i numeri? Ma il governo, prima di legiferare, si documenta o fa le leggi a vanvera?

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  • eureka.mi

    22 Gennaio 2012 - 10:10

    Ma delle varie accise sulla benzina nessuno ne parla? Le mettono e ce le portiamo dietro per la vita anche se le varie cause per cui ce le hanno addebitate sono state superate.

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