Cerca

Quando condannò a morte un uomo: "Colpevole? Non lo so"

Scalfaro nel 1945 era magistrato e decise sull'esecuzione di sei presunti fascisti. Alla figlia di uno di loro: "Non ho certezze"

Quando condannò a morte un uomo: "Colpevole? Non lo so"

Prima di essere politico, Oscar Luigi Scalfaro era stato magistrato. Indossata la toga nel 1943, ancora su giuramento al Duce e al fascismo, il futuro presidente della Repubblica la indossò di nuovo dopo la Liberazione, dopo aver combattuto da partigiano contro i nazifascisti. Nel clima d'odio post 25 aprile, l'allora 27enne Scalfaro fu chiamato a giudicare sei fascisti "collaborazionisti". Furono tutti condannati a morte dalla Corte straordinaria di Assise di Novara e Scalfaro partecipò agli interrogatori. Di uno in particolare, il brigadiere Domenico Ricci, era assai intimo. Vicino di casa, la figlia di Ricci Anna Maria lo considerava addirittura un "secondo papà". Nell'ottobre 2006 quella oscura vicenda torna a galla e Scalfaro non può non ammettere di aver contribuito alla condanna a morte di Ricci e degli altri cinque imputati, anche se nella sentenza si legge: il brigadiere Ricci "insieme al Missiato costituì l' anima della Squadraccia, della quale, poi, pare abbia assunto il comando ufficiale allo scioglimento di essa". Quel "pare" peserà come un macigno sulla coscienza di Scalfaro, e non a caso per tutta la vita continuerà a scrivere ad Anna Maria, come per rimarginare quella ferita.

La sentenza scandalosa - Quando nel 1996 il Giornale pubblicò una foto di Scalfaro del 23 settembre 1945, sul luogo dell'esecuzione di Ricci e degli altri 5 presunti fascisti, la stessa Anna Maria scrisse al presidente per chiedere se pensasse che il padre fosse innocente o colpevole. "Sono certamente io, accanto al canonico Pozzo - spiegò Scalfaro alla stampa -. La sera alle nove, nove e mezza uscivo dall'ufficio e il sindaco mi disse: la fucilazione sarà eseguita domattina. Mi sono alzato alle quattro e sono andato in carcere. Li ho abbracciati tutti, uno per uno. Ho fatto la comunione con loro sul camion". Ma alla figlia di Ricci non potè dare spiegazioni: "Scalfaro una mattina presto mi telefona, un sabato o una domenica - ricorda la donna -, due parole: 'Stia tranquilla perché suo padre dal Paradiso pregherà per lei'. Tutto qua...". Semplicemente, Scalfaro non poteva avere la certezza della colpevolezza del suo vicino di casa, ma da "consulente tecnico giuridico" del tribunale d'emergenza, o meglio "tribunale militare di partigiani", non si sottrasse alla decisione.


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • doris

    31 Gennaio 2012 - 08:08

    Noi italiani abbiamo sulle spalle la mancata revisione della nostra storia ,i partigiani mitizzati,i fascisti pochi e cattivi.Da quelllo che mi raccontava mia madre,fascisti erano tutti o quasi,anche il sig Scalfaro,(il sig Scalfari, il sigBocca,il sig Fo ecc...ecc)purtroppo continuano a raccontarci la favola dell'antifascismo.......Ho sempre pensato che un popolo che non fa i conti con la sua storia non puo andare avanti.Scalfaro...ha fatto il giuramento al fascismo per lavorare come statale ......con calma e' diventato antifascista!

    Report

    Rispondi

  • liberal1

    31 Gennaio 2012 - 04:04

    l'ironia della sorte sapete qual'è? L'amnistia Togliatti che salvo tanta gente ex fascista o collaborazionista da un giudice come Scalfaro pace all'anima sua ma a volte DIO interviene pesantemente chi vuol capire capisca.

    Report

    Rispondi

  • bocciatore

    30 Gennaio 2012 - 18:06

    Che persona spregevole.

    Report

    Rispondi

  • costantino della malghera

    30 Gennaio 2012 - 17:05

    Ho sempre trovato una cosa brutta e volgare infierire su una persona dopo la sua morte. E' facile oggi raccontare che il terribile O.L. Scalfaro era a capo di un tribunale che ha condannato (a varie pene) gli ex fascisti o collaborazionisti del regime di Salò. Nella concitazione dei fatti, durante l'epurazione di personaggi coinvolti nei peggiori crimini della storia come furono le dittature del periodo bellico. Scalfaro ha sbagliato? Abbiamo scoperto che l'uomo non è Dio, quindi non è infallibile, forse perché era un essere umano? Tutti noi abbiamo qualcosa da rimproverarci, vi ricordate quel fatto del "lanci la prima pietra" detto da quel profeta ebreo, poi crocifisso? Voi non lanciate la prima pietra, ma anche la seconda e la terza...allora siete dei santi! Lasciate che i morti riposino in pace!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog