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Scalfaro, Fini dimentica le critiche. Alemanno: "Nel '94 abbiamo sbagliato"

Le reazioni alla scomparsa dell'ex presidente. Storace: "Non dimentico la sua faziosità". Alfano: "Grande protagonista, però..."

Scalfaro, Fini dimentica le critiche. Alemanno: "Nel '94 abbiamo sbagliato"

La morte di Oscar Luigi Scalfaro ha provacato come naturale la reazione di tutto il mondo politico italiano, più o meno commossa. Dalla stima generalizzata dal Pd e dal centrosinistra alle critiche, miste a cordoglio, da parte del centrodestra.

Visto da sinistra - L'ex premier Romano Prodi lo elogia: "Ha sempre difeso e promosso i principi della Costituzione, servendo il paese e mettendo al primo posto il bene comune". Per Walter Veltroni "aveva saputo fare della Costituzione la sua bussola in una delle fasi più difficili e per molti versi drammatiche della nostra storia. Scalfaro di questa nostra Costituzione è stato un difensore e un interprete fermo e appassionato". Massimo D'Alema aggiunge; "Lo ricordo come difensore intransigente del ruolo e delle prerogative del Parlamento, come difensore intransigente della legalità e di una visione etica dell'impegno politico". E per il segretario Pd Pierluigi Bersani l'ex presidente è stato "esempio di equilibrio".

Visto da destra - Più composito il ricordo dei politici del centrodestra. Se per il leader Udc Pierferdinando Casini "ha sempre difeso il Parlamento e la sua centralità, la magistratura e la sua autonomia e le Istituzioni dello Stato", il presidente della Camera Gianfranco Fini, che da leader di An lo criticò pesantemente, di Scalfaro ora preferisce celebrare solo i pregi: "Uomo di profonde convinzioni, animato da un operoso rigore ideale, il Presidente Scalfaro si è battuto convintamente per tutta la vita per l'affermazione degli ideali in cui credeva e per una Italia sempre più forte, democratica e unita". Dal Pdl il segretario Angelino Alfano sottolinea come "le sue scelte non furono da tutti condivise, ma fu un grande protagonista della politica italiana". Laconico il leghista Roberto Maroni ("Ho tanti ricordi..."), mentre due ex Msi si dividono. Francesco Storace, oggi segretrio della Destra, esprime "cordoglio, ma non dimentico la sua faziosità". Il sindaco di Roma Gianni Alemanno invece torna sui suoi passi; "Sicuramente nel '94 abbiamo sbagliato il giudizio su Scalfaro. Noi lo vedevamo come conservatore e difensore della Prima Repubblica e sicuramente abbiamo esagerato e sbagliato il nostro giudizio. Se c'è una persona che pensa diversamente da te - ha aggiunto - ma ha profondità di pensiero e una grande coerenza va sempre rispettato. Da questo punto di vista, diciotto anni fa, abbiamo veramente esagerato".


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Commenti all'articolo

  • Bachis Figus

    30 Gennaio 2012 - 17:05

    E che altro potevano dire Veltroni,D'Alema,Bersani se non le frasi fatte,prodotto della scuola delle Fratocchie? Per non parlare della spudorataggine di Fini e Casini che pur di apparire si prostituiscono ad ogni vento.

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  • iltrota

    30 Gennaio 2012 - 16:04

    Dove diavolo è finito Silvietto bello, l' ometto a pompetta? Come mai non esprime uno spassionato giudizio su Scalfaro, di cui è stato amico per lunghi e intensi anni?!

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  • Antony36

    30 Gennaio 2012 - 10:10

    e quanta ipocrisia nelle parole dei nostri politicanti, a cominciare da coloro che occupano le poltrone più prestigiose! E' stato per me il classico esempio del catto-comunista che sotto le apparenze di "coerenza" e "giustizia", imbastiva furbate a vantaggio personale e dei suoi "vicini". Dalla sua appartenenza all'Azione Cattolica aveva imparato come ingraziarsi i vertici vaticani: non per nulla, quando era ministro degli Interni, nel suo peregrinare nelle varie città, prima andava a rendere omaggio al vescovo della città e poi al prefetto!

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  • blu521

    29 Gennaio 2012 - 19:07

    Ma a libero ( un ossimoro), non si può dire che ci siano dei dilettanti. E fate bene: la Costituzione non è il testo preferito dei bananas!

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