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Maroni contro Bossi e il Pdl: "Azzurri? Partito ipocrita"

Bobo sostiene Tosi ma nega i dissapori nel Carroccio: "Non c'è alcun problema". Poi l'affondo contro il Cav e i suoi

Maroni contro Bossi e il Pdl:  "Azzurri? Partito ipocrita"

Roberto Maroni è sempre più lontano da Umberto Bossi e sempre più stretto a Flavio Tosi. L'ex ministro dell'Interno rafforza l'alleanza con il suo delfino veneto, partito per riconquistare in solitaria la sua città, Verona, sbattendo la porta in faccia al Pdl in vista delle prossime elezioni di maggio. Verona, in sostanza, diventa il nuovo laboratorio politico del Carroccio, o quantomento di quel Carroccio che vuole vita indipendenta da quella dell'ex alleato Silvio Berlusconi e del Pdl (e, chissà, forse vuole vita indipendente anche dal Senatùr e dal cosiddetto cerchio magico che si stringe attorno allo storico leader).

"Nessun problema" - Maroni, al centro di una situazione scottante, continua a minimizzare lo scontro. Ultimo episodio a Porto Tolle, in provincia di Rovigo, dove 148 persone si sono autosospese dalla Lega per dissidi interno al partito. "Nessun problema all'interno del Carroccio", ha provato a spiegare Bobo, ma in pochi ci hanno creduto, soprattutto tra i molti sostenitori di Tosi accorsi in massa alla fiera di Verona per l'inizio della campagna elettorale. A Verona, Maroni, ai problemi del Carroccio dedica soltanto qualche parola, ricordando di essere venuto nella città veneta "per esprimere la mia solidarietà personale a un leghista vero e autentico. Forse è per questo, perché è stato trovato troppo bravo e troppo leghista, che ha subito attacchi personali anche all'interno del movimento, che non sono tollerabili".

"Pdl, partito ipocrita" - Parlando delle comunali, Maroni è più che fiducioso sulla vittoria di Tosi. Secondo Bobo l'esito del risultato "è certo e sarà importante per il futuro non solo di Verona, ma per tutta la Padania". L'ex titolare dell'Interno non si nasconde e spiega che "l'amizione è di fare della Lega il primo partito, non solo il punto di riferimento dei leghisti, ma anche di chi non sa ancora di essere leghista". Marona accarezza lo stesso sogno che, racconta, fece Bossi al loro primo incontro. "Ma quel pazzo - chiosa Bobo - aveva ragione". La Lega (di Maroni), oggi, lancia la sua sfida alla politica italiana, e spiega: "Non abbiamo bisogno di allearci con un partito che dice il contrario di noi. Sarebbe un'ipocrisia". Tutti i riferimenti erano al Pdl. Quindi la chiosa su Monti, il governo "più centralista degli ultimi vent'anni. E' il Pdl che lo sostiene, dunque il movimento azzurro non può allearsi con un movimento ultra federalista come la Lega Nord".

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Commenti all'articolo

  • Alessio1

    31 Gennaio 2012 - 16:04

    Tosi è un gay

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  • borns

    30 Gennaio 2012 - 23:11

    Menomale che: Maroni, Tosi, Cota, Pini, incominciano ad avere sostenitori al di fuori dei militanti della Lega, così si convinceranno a non rompere più i co.... hai militanti della Lega e finalmente se ne andranno per fondare un loro partito

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  • wilegio

    wilegio

    30 Gennaio 2012 - 17:05

    Speriamo che questo sia l'embrione di una nuova formazione pronta a raccogliere e portare avanti i programmi (mai realizzati) dei vari governi Berlusconi. Oggi, dopo il tradimento prima di fini, poi dello stesso Berlusconi, e dopo che il cosiddetto terzo pollo si è messo a far l'amore con il pd, c'è l'urgente, forte bisogno di un polo aggregante per tutti noi delusi dalle promesse mai mantenute e poco entusiasti degli atteggiamenti e delle inutili pagliacciate di Bossi. Qualcuno serio, che chiacchiera poco e fa molto, come Maroni, Tosi, Cota, Pini e altri "frondisti" della Lega, al quale speriamo si uniscano le parti migliori dell'ormai disfatto pdl.

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  • 045500866

    30 Gennaio 2012 - 17:05

    sono andata ad ascoltare questi due signori, ieri alla Fiera di Verona. e mi sono paiciuti. molto. perche' sono semplici, chiari, diretti, consapevoli. Flavio Tosi avra' il mio voto e il mio sostegno perche' ha creduto nella citta' meravigliosa e come tale l'ha trasformata. Verona, la mia città, e' a misura d'uomo, e' accogliente, e' vivibile. Per questo lui si merita di tornare a Palazzo Barbieri, anche per quel suo pensiero splendido "abbiamo fatto solo il nostro dovere". un vero politico parla cosi'. Titta Savio Verona

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