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Stretta sui manager di stato: "Basta stipendi d'oro"

Il governo accelera sui compensi agli alti funzionari: "Nessuna paga maggiore di quella al presidente di Cassazione"

Stretta sui manager di stato: "Basta stipendi d'oro"

Il governo Monti accelera sulla stretta ai compensi dei manager pubblici. Il dl, si legge in una nota di palazzo Chigi, è "in linea con gli scopi che il governo si è   prefissato". E cioè, "eliminare o quanto meno ridurre gli sprechi connessi alla gestione degli apparati amministrativi". Per questo motivo, recita la nota di palazzo Chigi, "in tempi considerevolmente inferiori a quelli indicati dal decreto-legge approvato dal Parlamento lo scorso dicembre, e fissati in novanta giorni, il presidente Monti ha trasmesso al presidente del Senato, Renato Schifani, e al presidente della Camera, Gianfranco Fini, lo schema di provvedimento concernente il limite massimo retributivo dei dipendenti pubblici, previsto nel Salva Italia". Sono due, avverte il governo, i principi del provvedimento. Da una parte, il trattamento economico complessivo del primo presidente  della Corte di Cassazione diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni. In nessun caso l'ammontare complessivo delle somme loro erogate da pubbliche amministrazioni potrà superare questo limite. Secondo: per i dipendenti collocati fuori ruolo o in aspettativa retribuita, presso altre pubbliche amministrazioni, la retribuzione per l'incarico non potrà   superare il 25% del loro trattamento economico fondamentale".

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  • agosman

    31 Gennaio 2012 - 15:03

    Non basta, bisogna assolutamente inserire anche un tetto alle pensioni erogate dagli istituti previdenziali. In ogni caso la pensione deve essere una sola come uno solo deve essere lo stipendio nel settore pubblico. L’unica eccezione dovrebbe essere la pensione supplementare costruita autonomamente che prevede versamenti personali ad imprese assicurative. Meglio sarebbe inserire per almeno cinque anni un tetto massimo per gli stipendi pubblici di 6000 euro netti mensili (e per le pensioni 5000 euro netti mensili), con un taglio secco a tutte le retribuzioni e pensioni che superano quel limite. Nessuno morirebbe di fame e ne guadagnerebbe la posizione del debito pubblico. Nel frattempo predisporre un piano di moralizzazione delle retribuzioni pubbliche sia pure con riferimento massimo al primo presidente della Corte di Cassazione, ma con un punto fermo: se aumenta lo stipendio a costui automaticamente deve aumentare in proporzione per tutti gli altri dipendenti pubblici, civili e militari. Questo avrebbe effetti benefici anche nel settore privato dove lo scandalo delle retribuzioni dei manager e super manager è stratosferico. La strada è quella giusta ma l’ipocrisia è ancora tanta. Ci vuole più coraggio. Se Monti facesse una cosa del genere, tutti coloro che oggi gli sono ostili per ragioni di principio, dato che non è stato votato da nessuno, comincerebbero a volergli bene.

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  • Placido Olivieri

    31 Gennaio 2012 - 10:10

    Non è quel tanto che ci aspettavamo ma, comunque, è abbastanza per dire che un limite a questa indecenza è stato messo.

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  • agosman

    31 Gennaio 2012 - 08:08

    Non basta, bisogna assolutamente inserire anche un tetto alle pensioni erogate dagli istituti previdenziali. In ogni caso la pensione deve essere una sola come uno solo deve essere lo stipendio nel settore pubblico. L’unica eccezione dovrebbe essere la pensione supplementare costruita autonomamente che prevede versamenti personali ad imprese assicurative. Meglio sarebbe inserire per almeno cinque anni un tetto massimo per gli stipendi pubblici di 6000 euro netti mensili (e per le pensioni 5000 euro netti mensili), con un taglio secco a tutte le retribuzioni e pensioni che superano quel limite. Nessuno morirebbe di fame e ne guadagnerebbe la posizione del debito pubblico. Nel frattempo predisporre un piano di moralizzazione delle retribuzioni pubbliche sia pure con riferimento massimo al primo presidente della Corte di Cassazione, ma con un punto fermo: se aumenta lo stipendio a costui automaticamente deve aumentare in proporzione per tutti gli altri dipendenti pubblici, civili e militari. Questo avrebbe effetti benefici anche nel settore privato dove lo scandalo delle retribuzioni dei manager e super manager è stratosferico. La strada è quella giusta ma l’ipocrisia è ancora tanta. Ci vuole più coraggio. Se Monti facesse una cosa del genere, tutti coloro che oggi gli sono ostili per ragioni di principio, dato che non è stato votato da nessuno, comincerebbero a volergli bene.

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  • alexieimp39

    31 Gennaio 2012 - 08:08

    Ma quarda un pò. L'equiparazione al massimo stipendio per gli ststali e quelli ad essi assimilita deve essere quello di 250.000 ?!?! All'anima della riduzione, ma possibile che questa accrocco di gente chiamata popolo non commenta o reagisce ad una simile presa in giro? Ma vi rendete conto dell'entità della somma in relazione a quanto produce? In effetti io stesso ma che mi stupisco a fare quando si danno compensi da favola ad un pseudo cantante per fare il presentatore.

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