Cerca

Prof Monti va contro l'Europa per salvare i magistrati

Responsabilità civile, passa la linea Ue ma al governo non va. De' Manzoni su Libero Tv: "I giudici non si fidano dei giudici"

Prof Monti va contro l'Europa per salvare i magistrati

Sulla responsabilità civile la Camera vota in linea con l'Europa, facendo passare un emendamento della Lega che prevede la possibilità di fare ricorso contro giudici nel caso agiscano con dolo. Una posizione sacrosanta, che garantisce il giusto processo e tutela i cittadini e, questa l'indicazione dei vertici Ue, può sanare un grave difetto di sistema della giustizia italiana che allontana gli investitori stranieri. Ecco perché migliorare il processo civile può significare più competitività e non solo più "civilità" (basti ricordare che da gennaio 2001 a febbraio 2010 lo Stato ha sborsato 423 milioni di euro di risarcimenti per custodie cautelari e arresti preventivi "leggeri".


Di seguito l'articolo di Tommaso Montesano

È finita con Antonio Di Pietro a gridare contro una «maggioranza trasversale piduista» e l’Associazione nazionale magistrati a denunciare una «norma incostituzionale» contro la quale il sindacato delle toghe è pronto alle «più estreme forme di protesta». A partire dallo sciopero che potrebbe essere proclamato martedì. A far infuriare l’ex pm e l’Anm, il via libera dell’Aula di Montecitorio all’emendamento del leghista Gianluca Pini che introduce la responsabilità civile dei magistrati modificando la “legge Vassalli” del 1988, che finora ha consentito al cittadino, in caso di errore delle toghe, di rivalersi esclusivamente sullo Stato. I sì sono stati 264, i voti contrari si sono fermati a 211. Uno l’astenuto: l’ex ministro prodiano Giulio Santagata (Pd). Un esito che ha scatenato la caccia al franco tiratore con accuse incrociate tra Pdl e Pd. In mezzo il governo, in realtà il vero sconfitto: in Aula Enzo Moavero, ministro per gli Affari europei, aveva espresso parere contrario al provvedimento.

Moavero prende la parola perché Pini presenta l’emendamento all’interno della legge comunitaria 2011. Motivazione: la sentenza della Corte di giustizia europea del 24 settembre 2011 che ha condannato l’Italia, «uno dei pochissimi Stati occidentali che non permette ad un cittadino che ha subìto un’ingiustizia o un danno» di ricorrere contro le toghe. Moavero, però, commette l’errore di schierare l’esecutivo contro l’emendamento. Meglio affrontare la materia, spiega, «in una logica di insieme, nella debita sede e in maniera organica». Un autogol perché di lì a poco Gianfranco Fini accoglierà la proposta della Lega di votare a scrutinio segreto: si tratta, spiega il presidente della Camera, di un tema che «incide sull’articolo 24 della Costituzione».

Protetti dal segreto, i deputati si liberano dal vincolo dell’obbedienza al governo e l’emendamento passa addirittura con 26 voti in più della maggioranza richiesta. È il finimondo: Dario Franceschini, capogruppo del Pd, accusa il Pdl di aver disatteso gli impegni. «Non possiamo veder rispuntare la vecchia maggioranza», rincara la dose il segretario, Pier Luigi Bersani. Attacchi che Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl, bolla come «ingiustificati». I numeri gli danno ragione: sulla carta l’ex maggioranza (più i Radicali e l’intero gruppo Misto) disponeva di 227 voti. Lo stesso Pdl, inoltre, scontava 55 deputati assenti e 12 in missione. Conclusione: il testo non sarebbe potuto passare senza i franchi tiratori di Pd e Terzo polo. Una ricostruzione sposata da Di Pietro, che infatti denuncia l’esistenza di «cinquanta traditori che hanno votato in modo difforme dai loro gruppi. E cinquanta è un numero troppo grosso perché siano tutti di un solo gruppo: vanno cercati tra quanti si erano dichiarati contro l’emendamento Pini. Ovvero Pd, Udc, Fli e Idv». Fatto sta che il governo, incalzato dall’Anm che parla di «ritorsione contro la magistratura», non ci sta e invoca un intervento del Senato per correggere la norma. «Prendo atto della volontà del Parlamento. Confido però che in seconda lettura si possa discutere qualche miglioramento», avverte Paola Severino, ministro della Giustizia, che dice no a «interventi spot». E Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, risponde all’appello: «La norma si potrà correggere. I magistrati aspettino a scioperare». Parole che non piacciono ad Alfredo Mantovano, ex sottosegretario all’Interno, che in Aula ha difeso l’emendamento: «Non vogliono questa norma? Ne scrivano una migliore. Ad esempio un disegno di legge organico al quale possa essere assicurata una corsia preferenziale. Il governo dia seguito alla pronuncia di una larga parte della maggioranza che sostiene l’esecutivo».

Il Guardasigilli è nel mirino del Pdl, dove non sono passate inosservate le sue ultime nomine. Dopo la scelta di due esponenti di Magistratura democratica, la corrente più a sinistra dell’Anm, per le poltrone di capo di gabinetto e capo degli ispettori di via Arenula,     Filippo Grisolia e Stefania Di Tomassi, oggi il consiglio dei Ministri potrebbe rimuovere Franco Ionta dal vertice del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Al suo posto, Severino è pronta a proporre la nomina di Giovanni Tamburino, presidente del tribunale di sorveglianza del Lazio. Negli anni Ottanta, Tamburino è stato tra i fondatori del “Movimento per la giustizia”, altra corrente di sinistra delle toghe.

di Tommaso Montesano

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • borns

    04 Febbraio 2012 - 00:12

    Giusto che i magistrati paghino i loro errori. ma voi giornalisti da bravi cronisti, dovreste scovare una verità scomoda, chiedete a Pini se è farina del suo sacco l'emendamento? indagate e scoprirete che, gli è stato letteralmente dettato ( al telefono) nel 2010, in una seduta della sua commissione, dall' Avv. Ghedini. E' proprio un "falsone" come tutti i maroniani.

    Report

    Rispondi

  • francis drake

    03 Febbraio 2012 - 23:11

    mio caro cini, le chiedo scusa per l'indignazione, ma essendo ai miei primi commenti, non avevo idea che venissero pubblicati prima quelli fatti + tardi. Ora che ne ho la consapevolezza, aspetterò prima di adirarmi... ma e lei che li pubblica?

    Report

    Rispondi

  • fonty

    fonty

    03 Febbraio 2012 - 22:10

    E' la riparazione alla volontà del popolo sancita con il referendum negato dalla casta, complici i soliti politicanti cagasotto che approvarono la legge Vassalli. Chi è contro questa norma è contro un atto di civiltà e va contro la stessa comunità europea che si è espressa più volte sull'argomento per bocca della CCE. Fanno schifo oltre che i soliti "faccia di tonno" Palamara e Cascini con tutta la casta malefica dell' ANM, i vari esponenti reazionari del PD e UDC che protestano, per puro esibizionismo e per ingraziarsi le toghe, visto che alcuni loro esponenti sono sulla graticola giudiziaria, quelli dell'IDV non fanno testo, essendo giustizialisti a senso unico e guidati da uno scalmanato irresponsabile manettaro per tutti fuorchè per i suoi colleghi della casta. Un plauso, oltre che alla Lega anche ai radicali che stavolta si sono battuti per un atto di giustizia e hanno coraggiosamente votato contro i loro falsi alleati di sinistra.

    Report

    Rispondi

  • maxgarbo

    03 Febbraio 2012 - 19:07

    un referendum per la resonsabilità dei magistati è URGENTE!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog