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Fari puntati sui conti di Lusi Ma il Senato ferma la Gdf

Le Fiamme Gialle in aula chiedono l'accesso ai conti della Margherita, ma l'aula bloccano il sequestro degli atti

Fari puntati sui conti di Lusi Ma il Senato ferma la Gdf

La Guardia di Finanza non ha acquisito presso la filiale della Bnl del Senato la documentazione bancaria relativa ai conti della Margherita per il caso Lusi. A dichiararlo il presidente della Giunta per le Immunità di palazzo Madama, Marco Follini. Lo stesso Follini ha chiarito che il presidente del Senato Renato Schifani, attraverso il personale addetto alla sicurezza, avrebbe fermato gli uomini delle fiamme gialle che chiedevano il sequestro degli atti presso la filiale della Bnl che ha sede al Senato. Da quanto è stato possibile ricostruire, la Guardia di finanza si sarebbe presentata a palazzo Madama ma le sarebbe stato fatto presente che occorre rispettare una specifica procedura visto che il Senato gode della extraterritorialità. A quel punto le Fiamme gialle ne avrebbero preso atto e si sarebbero allontanate.

"Assoluta trasparenza" - Schifani ha invitato la Giunta per le Immunità di palazzo Madama, a esprimere un parere in merito inviando una lettera informale al presidente Follini. L'organismo per le immunità parlamentari ne ha discusso oggi, ma in assenza di documentazione e di una richiesta formale non si è espressa. "La Giunta - ha spiegato Follini - si mette in moto sulla base di documenti ufficiali, atti, richieste. Quando ci saranno, la Giunta risponderà con assoluta tempestività e all'insegna della massima trasparenza".

Le indagini - La Guardia di Finanza aveva chiesto l'accesso ai conti della Margherita nell'ambito dell'inchiesta sul caso di Luigi Lusi, l'ex tesoriere del Partito che ha confessato di aver sottratto dalle casse del movimento 13 milioni di euro di finanziamenti pubblici e rimborsi elettorali. Lusi, espulso dal Partito Democratico (il senatore ha annunciato il ricorso contro la decisione) è indagato dalla Procura di Roma per approprazione indebita. Secondo quanto si è appreso, la prossima mossa dei pm nell'indagine potrebbe essere quella di ascoltare i dirigenti dell'allora Margherita, come Arturo Parisi e Pier Luigi Castagnetti, che nel corso dell'ultima assemblea del partito protestarono contestando la trasparenza del bilancio: la cifra sottratta dalle casse della Margherita, infine, potrebbe essere superiore ai 13 milioni di euro. Ma i conti del partito, come spiega Rita Cavallaro nell'articolo che segue, erano truccati già dal 2007.

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Commenti all'articolo

  • luciorivo64

    09 Febbraio 2012 - 08:08

    Bisogna capire...... il Signor???? Schifani deve fare onore al suo Cognome........e così lo fà molto bene.....

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  • blues188

    08 Febbraio 2012 - 14:02

    che i due lader (pardon) leader erano impegnati a discutere su come spartirsi le prossime legislature. Mica hanno tempo per queste quisquilie

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  • aifide

    08 Febbraio 2012 - 13:01

    Dunque il senato gode dell'extraterritorialità quindi ladri, assassini, malavitosi della peggiore specie possono tranquilklamente rifugiarvisi poichbè nulla può la forza pubblica italiana nè la giustizia! Ora è tutto più chiaro: una sola domanda, a quale "territorio" apparteiene il Senato? Al Paese che non c'è? al sultanato di Alibabà?

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  • ciannosecco

    08 Febbraio 2012 - 13:01

    Il pm responsabile dell'indagine già a messo le mani avanti,lui non ha ordinato dgli investigatori di fare la caxxata di entrare in un luogo dov'è obbligatorio chiedere prima l'autorizzazione.Quindi adesso chi se lo prenderà in quel posto?Non sarà il magistrato,non saranno i ladri di sinistra,ma il povero maresciallo.In Italia le cose funzionano così.

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