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Comuni spremuti da Monti Scatta lo sciopero dell'Imu

La mozione del Tea Party spopola al Nord: un sindaco del Piacentino pensa alla protesta fiscale tagliando la spesa

Comuni spremuti da Monti Scatta lo sciopero dell'Imu

Azzerare l’Imu si può. Basta che gli amministratori locali si diano da fare, seguendo l’esempio del centinaio di consiglieri comunali che hanno già presentato la mozione dei Tea Party in cui chiede di abolire la tassa sugli immobili. Purché si proceda senza aumentare la pressione fiscale ma tramite l’innalzamento della detrazione d’imposta.

Finora la mozione anti-Imu è stata depositata in alcuni importanti capoluoghi di provincia come Torino, Milano, Pavia, Lodi, Venezia, Padova, Firenze, Bologna, Prato, Modena, Reggio Emilia, con una maggiore concentrazione al Nord e in Toscana, ma altre adesioni sono in arrivo. Non ovunque si trova la medesima accoglienza da parte delle giunte comunali e dei sindaci. C’è chi ha a cuore le tasche dei cittadini e si impegna a tagliare le spese dell’amministrazione pur di compensare il mancato gettito e chi invece intende incassare tutti gli introiti delle nuove tasse fino all’ultimo centesimo.
Nella Milano di Giuliano Pisapia, la mozione è stata presentata al consiglio di giovedì scorso dal capogruppo del PdL, Carlo Masseroli, ma la maggioranza ne ha impedito la discussione. Ma il centrodestra non si dà per vinto e tenterà di reintrodurla nel prossimo ordine del giorno a Palazzo Marino. Il piccolo Comune di Caminata, in provincia di Piacenza, è stato invece uno dei primi in Italia a prendere a cuore la mozione, approvandola: per fare tornare il bilancio il sindaco ha provveduto a corrispettivi tagli di spesa, inclusa la rinuncia a rimborsi e prebende da parte di tutta la giunta.

La mozione, che può essere presentata fino al 31 marzo, può essere richiesta scrivendo a segreteria@teapartyitalia.it o coordinamentoteapartyitalia.it. La rivolta fiscale intanto si estende alle organizzazioni professionali agricole. Ieri una delegazione della Confagricoltura e della Confederazione italiana agricoltori di Torino, guidata dai presidenti Vittorio Viora e Lodovico Actis Perinetto è stata ricevuta presso la Prefettura del capoluogo piemontese. Al viceprefetto di Torino Raffaele Ruberto e al vicecapo di gabinetto Maria Pia Terracciano hanno spiegato come l’Imu colpisca anche stalle, fienili, ricoveri per gli attrezzi e «questo significa che le nuove imposte aumenteranno esponenzialmente, con incrementi dal 250 al 400%». Così, secondo Viora e Actis Perinetto, si corre il rischio di assestare un danno irreparabile a un'attività produttiva che negli ultimi 10 anni ha visto scendere del 34% i redditi; solo nell’ultimo anno il prezzo del gasolio è aumentato di oltre il 40%, facendo salire a dismisura i costi di produzione. E nelle ultime settimane lo sciopero dei trasporti e il maltempo hanno inferto un altro duro colpo alle tenuta economica delle aziende agricole».

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • corto lirazza

    08 Febbraio 2012 - 13:01

    una rovina per molta gente che non può intestare la casa a qualche società di comodo o simili, Vedremo quali saranno i comuni che proveranno a fare risparmi sulle fiere del tortello o sui fuochi artificiali o sui maxischermi in piazza o sulle auto blu, o altre porcate simili..

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