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Lavoro, la Camusso è all'angolo

Fornero tratta con i sindacati: il ministro del Welfare offre più ammortizzatori sociali e reddito minimo. Cgil lasciata sola da Bersani

Lavoro, la Camusso è all'angolo

Via larga o viottolo che sia, la strada che porta alla modifica dell'articolo 18 è lastricata di insidie, trabocchetti, tranelli e qualche bugia. La trattativa tra il ministro del Welfare Elsa Fornero e i sindacati, Cgil e Sussanna Camusso in testa, prosegue, ma quel che è certo è che le ultime convulse 24 ore rischiano di lasciare più di una buccia di banana. L'annuncio di Repubblica di un incontro segreto e di un accordo già raggiunto tra Fornero e Camusso, infatti, non ha fatto piacere né alla segretaria Cgil né agli altri sindacati, che si sono sentiti estromessi su un tema cruciale. A poco è servita la smentita di governo e Camusso stessa, che ha accusato Repubblica di tramare alle sue spalle per fare saltare tutto. Il varco c'è, e Monti proverà ad infilarsi con tutto il corpo. L'idea, abbozzata, era quella di un annullamento dell'articolo 18 solo per i precari assunti. Un do ut des che per il momento salta. Sul piatto, allora, Elsa Fornero potrebbe mettere reddito minimo e indennizzi, un irrobustimento degli ammortizzatori sociali richiesto da più parti, anche dallo stesso governo (ministro dello Sviluppo Corrado Passera per primo). Sarebbero queste le "compensazioni" vera chiave di volta della trattativa per i prossimi giorni. Il tempo stringe, visto che il premier ha annunciato la riforma del lavoro entro marzo.

Rottura Cgil-Pd - Stamattina Cgil, Cisl e Uil si incontreranno al tavolo comune con la Rete Imprese Italia, mentre nel pomeriggio ci sarà un vertice interno per il sindacato 'rosso'. Per non rompere con la base e con le frange più irremovibili, la Camusso vorrebbe poter arrivare ad un accordo che escluda l'articolo 18, tema da stralciare ed affrontare in altro momento per non restringere quel "viottolo" di dialogo con il governo. D'altra parte, la segretaria sa che chiudere la porta ora al governo potrebbe significare anche crisi con il referente politico principale, il Partito democratico. Anche perché il partito di Bersani l'ha già avvisata: se la Cgil sceglierà di scendere in piazza contro l'articolo 18, questa volta il Pd non sarà al suo fianco.

 

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Commenti all'articolo

  • arch

    13 Febbraio 2012 - 14:02

    poi perderà la CIGL e poi l'Italia. Bel risultato. E noi, dall'altra parte, ci troveremo i vendoliani. Complimenti anche al PDL.

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  • sparviero

    13 Febbraio 2012 - 12:12

    Come ho scritto più volte, il PD nella persona di Bersani ha sempre comandato e sfruttato le manifestazioni ( "spontanee" ) di piazza della cgil quando gli faceva comodo. Da tempo Bersani ha girato le spalle alla signora Camusso, Monti ora è nei suoi piani. Diamo tempo al tempo, l'amico Bersy avrà un' amara sorpresa, le donne i tradimenti, solitamente non li perdonano.

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  • rosablulibero

    13 Febbraio 2012 - 10:10

    Ma cosa vuol dire "ammortizzatore sociale"? Distribuire palliativi al lavoro? Creare una nuova voragine di aiuti illegittimi, di sussidi ingiusti, di assegni familiari "estorti" allo Stato con false dichiarazioni? Non basta il caso Grecia a farci capire che l'unico modo per risalire la china é quello di stringere la cinghia sugli sprechi, sulle assunzioni statali, sui giorni di mutua pagati dall'INPS a lavoratori dipendenti disonesti (e qui le cifre non vengono mai fuori!!), sulle false pensioni di invalidità, sui costi dell'apparato statale centrale e periferico, su vitalizi illegittimi o scandalosamente esagerati! No non basta! Non può bastare fino a che la politica usa aiuti e aiutini, sussidi e assegnini per "comprare" il consenso (leggi il voto) dei cittadini. L'unica mossa vincente sarebbe abbassare drasticamente le tasse, togliere quei "finti servizi" dello Stato che costano miliardi di euro e non servono a niente! Combattere l'evasione fiscale eliminando l'ipocrisia fiscale.

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  • uffa

    13 Febbraio 2012 - 10:10

    Questi articoli e diverse trasmissioni televisive cercano di farci credere che il problema del mercato del lavoro sia l'art. 18. Esiste il lavoro precario perchè esiste l'art. 18, questo genere di affermazioni, purtroppo si sentono spesso in questi giorni. Nulla di più falso. Quando sono stati introdotti alcune tipologie di contratti, non si è vigilato sull'attuazione e non si sono prese le dovute contromisure. Annzi, forse si è vigilato e siamo arrivati proprio dove dovevamo arrivare.

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