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Ici anche per la Chiesa ai Comuni 600 milioni

Il governo: imposta su tutti gli immobili religiosi in cui si svolgono anche attività commerciali come ostelli, scuole, cliniche

Ici anche per la Chiesa ai Comuni 600 milioni

Il premier Mario Monti rompe gli indugi sul caso Ici-Chiesa, argomento che negli ultimi mesi ha suscitato vibranti polemiche. Il presidente del consiglio ha spiegato al vicepresidente della commissione europea Joaquin Almunia l'intenzione di mettere definitivamente ordine nella disciplina della materia, specificando i criteri che verranno seguiti. L'esenzione dal pagamento dell'imposta sugli immobili resterà solo per gli edifici di proprietà della chiesa nei quali si svolgono attività esclusivamente non commerciali, mentre sarà rivista per quegli edifici in cui si svolgono anche (seppur non prevalentemente) funzioni commerciali. In questi casi, l'esenzione dall'Ici resterà solo per quelle frazioni dell'immobile nelle quali non si svolgono funzioni commerciali. Le modifiche saranno apportate con un emendamento presentato in Parlamento. Nell'ottobre 2010 la commissione europea aveva avviato una procedura di indagine sui privilegi fiscali della Chiesa italiana.

La Cei mette in guardia sulle possibili conseguenze sul mondo del no profit. E dall'Anci arriva una prima stima del gettito che entrerebbe nelle casse comunali: "Il presunto gettito che, spero, dovrebbero incassare i comuni si aggira sui 500-600 milioni di euro", ha detto il presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, Graziano Delrio.

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Commenti all'articolo

  • francopit

    17 Febbraio 2012 - 11:11

    Ma le famose Case Ferie del Vaticano fatturano con IVA o senza? Gradirei veramente un chiarimento.

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  • ag

    17 Febbraio 2012 - 10:10

    Bisognerebbe essere piu' oggettivi nella valutazione del caso a partire dai giornalisti che tendono ormai solo a fomentare la reazione violenta della piazza. 1. Sul mancato gettito nessuno fa riferimento alla stima del Tesoro dell'autunno scorso che stimava in 100 Milioni ( e non 600) il mancato introito per eventuali inadempienze nel pagamento dell'ICI. 2. La legge in vigore riguarda tutti gli operatori no-profit e non solo la Chiesa Cattolica. 3. Bisogna intendersi su cosa voglia dire "commerciale" perche' su questo punto si gioca la questione: se io faccio una mensa per poveri o un'ostello e faccio pagare 5 Euro a parziale copertura dei costi che sostengo per poetr erogare un servizio di utilita' sociale, evidentemente lo Stato mi riconosce l'esenzione. Quindi se la legge venisse rivista per eliminare in toto il beneficio allora oltre ai 600 Milioni di cui parla l'articolo, bisognerebbe valutare anche i costi aggiuntivi dei comuni per farsi carico dei nuovi servizi assistenziali

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  • criticone

    17 Febbraio 2012 - 07:07

    è giusto applicarla ma come la mettiamo con tutte le mense aperte per i poveri? le devono chiudere?se a tutto questo penserà lo stato lo sai come taluni si tireranno su le maniche per arraffare tutto il possibile?ero militare alla cecchignola e con i marescialli succedeva che a loro arrivava a casa carne tenera e a noi burbette ,suole di scarpe.non contiamo poi le uscite quotidiane di militari (che da civili erano muratori,elettricisti,piastrellisti)che andavano nelle varie case di graduati ad effettuare lavori che per legge non sarebbero stati consentiti.dimenticavo ,trattenute sulla decade per varie rotture mai riparate.questo succederà se la gestione della povertà passerà in mano allo stato.

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  • maupi55

    16 Febbraio 2012 - 20:08

    E per tutte le spese che lo Stato Italiano sostiene (con i nostri soldi) per la sicurezza, trasporti, ecc. del Papa (e company) come la mettiamo? Se poi il ministro Casini si preoccupa di non far pagare troppo allo Stato del Vaticano, perchè non lo aiuta lui personalmente?

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