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Tagli a Province e onorevoli Accordo Pdl, Pd e Terzo Polo

Vertice dei tre leader dei partiti: accordo sulle riforme istituzionali, il testo entro 3 settimane. Frenata su legge elettorale

Tagli a Province e onorevoli Accordo Pdl, Pd e Terzo Polo

I partiti continuano a lavorare fianco a fianco, e Pdl, Pd e Terzo Polo hanno trovato un accordo sulle riforme istituzionali: entro due, al massimo tre settimane, si dovrebbe giungere a un testo condiviso che verrà sottoposto alle commissioni parlamentari. Questo l'esito del vertice di venerdì mattina alla Camera a cui hanno preso parte i leader dei tre schieramenti, Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini.ù

L'intesa - Nel testo, frutto delle intese raggiunte durante il lavoro preparatorio delle scorse settimane e confermato dal vertice dei tre leader, si prevede la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto, la sfiducia costruttiva, il potere di nomina e revoca dei ministri da parte del presidente del Consiglio, la riforma dell’articolo 117 della Costituzione. Tempi invece più lunghi per la legge elettorale, sulla quale ancora non si è raggiunta un’intesa conclusiva. L’iter a cui stanno pensando i tre leader dovrebbe essere rapido: anche in questo caso entro due-tre settimane si presenterà alle commissioni parlamentari un testo condiviso, mentre entro l’estate ci dovrebbe essere la prima lettura, in autunno la seconda lettura e nell’inverno, forse già a dicembre, la terza e quarta lettura previste dalla Carta. Quanto alla legge elettorale, la riforma potrebbe essere avviata dopo la prima lettura delle riforme costituzionali.  

Schifani: "Segnali positivi" - I presidenti dei due rami del Parlamento non celano il loro ottimismo. "I tempi sono ristretti, ma con un pò di buona volontà ce la possiamo fare se c'è condivisione politica. Sono fiducioso" ha spiegato il presidente del Senato, Renato Schifani. "Ci sono segnali positivi: il confronto tra le forze politiche si è avviato e si stanno registrando delle importanti convergenze" ha puntualizzato l'omologo alla Camera, Gianfranco Fini. "Sulle riforme pensiamo davvero di potercela fare" ha aggiunto Alfano. "Andremo avanti perché serve all’Italia. Pensiamo che il Paese abbia bisogno di istituzioni più efficaci. Noi riteniamo che tutto ciò si possa fare anche nel corso di questa legislatura, prima che il governo compia il proprio compito". Casini, leader dell'Udc, ha commentato: "Oggi con Alfano e Bersani abbiamo raggiunto un'intesa sulle riforme costituzionali a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari". Bersani infine ha chiosato ribadendo che "c'è intesa" sulla riduzione del numero dei parlamentari e sul superamento del bicameralismo perfetto; il segretario democratico ha concluso sottolienando che, invece, sulla legge elettorale non è ancora stato raggiunto un accordo definitivo.

Apertura a Lega e Idv -  Secondo quanto si è appreso, Alfano, Bersani e Casini avrebbero intenzione di coinvolgere anche Lega e Idv sulle riforme costituzionali che Pd, Pdl e Terzo Polo stanno discutendo da giorni. L'allargamento del confronto vorrebbe essere un modo per stemperare le tensioni tra i partiti e aumentare il consenso parlamentare per attuare le riforme istituzionali.

 

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Commenti all'articolo

  • marystip

    18 Febbraio 2012 - 08:08

    Vedete che ci prendono in giro? un paio di 100 deputati in meno sarebbe la grande riforma? Se ne eliminavano 700 era un taglio, non questo.

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  • thorglobal

    17 Febbraio 2012 - 21:09

    Alle pensioni tagli da subito, ai costi della politica,come al solito,si va alle calende greche.Dubito quin per la lingua latina.Ad maiora? Non ci credo.

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  • imahfu

    17 Febbraio 2012 - 20:08

    ma manca ancora tanto. Limato il numero dei parlamentari,solo ''limato''. Le Province: bene ma il personale dove va? Ora l'ostacolo maggiore é Berlusconi: é ormai ''out'' ma dirige Alfano. Ha deciso che l'alleato sara' la Lega. C'é da aspettarsi percio' che le Province resteranno. La legge elettorale ''porcata'' non si tocca ecc... Poi ricatterà perché si faccia la riforma della Giustizia prima di altre leggi con un solo articolo: Berluscni sempre e comunque innocente. Ha da obiettare pure sull'affaire Ruby. Il colmo! La riforma del lavoro: siamo ai panniccelli caldi. Occore un contrato unico per pubblico e privato , basato sulla natura delle prestazioni cui si atttribuisce un punteggio; le specializzazioni, i meriti , le qualità, sono remunerati con punti. Il punto é unico per tutti. La somma dei punti é la retribuzione.In Francia c'é già qualcosa di simile.

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  • gigigi

    17 Febbraio 2012 - 18:06

    ...ringrazio per la considerazione. Buon lavoro.

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