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Veltroni: "Art.18, no ai tabù" Viene crocifisso dal Pd

L'ex sindaco di Roma: "I santuari del 'no' hanno paralizzato il paese". La risposta di Fassina: "Sei più vicino al centrodestra"

Veltroni: "Art.18, no ai tabù" Viene crocifisso dal Pd

Walter Veltroni, intervistato da Repubblica, si è espresso a favore di una riforma dell'articolo 18. Una frase che ha scatenato l'ennesimo putiferio in un Pd diviso e attaccatto a una concezione del mercato del lavoro ancorata al sindacalismo intransigente della Cgil. La polemica sulle parole dell'ex sindaco capitolino si è subito fatta incandescente. Veltroni aveva spiegato: "E' necessario evitare tabù su materie come l'articolo 18", che sono "santuari del 'No' che hanno paralizzato l'Italia per decenni".

L'attacco di Fassina - Per questo parere Veltroni è stato immediatamente crocefisso dal suo stesso partito. "La prima regola per un dirigente nazionale sarebbe quella di affermare la posizione del partito di cui è parte - ha tuonato il responsabile economico del Partito Democratico, Stefano Fassina -. La posizione del Pd sul mercato del lavoro e sull'articolo 18 è diversa dalla tua, ovviamente legittima, ma minoritaria nel partito e più vicina, invece, alla linea del 'pensiero unico' e alle proposte del centrodestra".

E quello di Di Pietro - Contro Veltroni si è immediatamente scagliato anche un teorico alleato del Pd, il pasdaran Tonino Di Pietro, che sul suo blog ha scritto: "La cancellazione o la modifica dell'articolo 18, che oggi chiede anche Walter Veltroni, contraddicendo quanto appena detto da Bersani, non sarebbe solo una grande ingiustizia e la lesione di un diritto sacrosanto. Sarebbe anche un polverone alzato apposta per nascondere l'incapacità o la non volontà di fare sul serio qualcosa per rendere di nuovo competitivo il sistema Italia".

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  • dubhe2003

    20 Febbraio 2012 - 16:04

    ...they care you...Walter...mind!! A ragione o a torto,il ns.revisionista cambia idea,sempre al momento più opportuno,sperando che la gente non ricordi più il suo dire recente. Si sa,in Africa la vita è molto faticosa e non rende nulla...

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  • castalia

    20 Febbraio 2012 - 15:03

    Così aveva promesso alle politiche del 2008, ma si sa che i politici non mantengono mai la parola data!!!!! Per fortuna i romani se ne sono liberati, mille volte meglio Alemanno che veltroni. Si vantava che durante il periodo che ha amministrato Roma erano aumentate l'imprese. Peccato che erano gli extracomunitari che avevano avuto dal comune la licenza da ambulanti. HA concesso tante licenze agli extra comunitari che roma è diventata una casba dove proliferano clandestini ed evasori fiscali. Non c'è un extra comunitario che rilascia scontrini fiscali e magari subaffitta a 4 o 5 clandestini poicè gli ambulanti a oma occupano spazi inusitati e sempre senza pagare tasse!!!!!!

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  • imahfu

    20 Febbraio 2012 - 13:01

    Trasferire l'azienda all'estero... altra stupidaggine del mondo imprenditoriale, a corto di idee, di capitali e di buon senso. Un vecchio compagno di scuola, ando' in Bulgaria con la sua azienda: perse tutto e mi racconto'.... Le imprese italiane che erano in Serbia , nella guerra per il Kosovo , andarono in fumo sotto il fuoco italiano!!! In Europa non pochi paesi usano la 'moral suasion'. Cioé si é liberi... ma non di chiedere, piuttosto di ottenere, capitali dal sistema del paese abbandonato . E se la Serbia non é UE, ci sono dazi compensatori.... Insomma uno Stato deve essere anche con la mano forte e non preda di chi ha soldi. L'assunzione in Italia di lavoratori rumeni - citato da un intervento- ..,. la Romania é UE, dunque i lavoratori hanno uguali diritti. Ai vituperati sindacati la sorveglianza che non si approfitti della loro disponibilità che nasce dalla povertà.

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  • imahfu

    20 Febbraio 2012 - 13:01

    Da millenni uccidere qualcuno non é lecito. Cosa vecchia, abba doniamo questo impedimento, siamo moderni, siamo 'à la page', nuovi... Calco la mano per farmi comprendere: l'art.18 non é nuovo. E allora, quali sono i motivi per cambiarlo? Nessuno. Chi lavora in tranquillità, lavora meglio (Psicologia del Lavoro insegna). Se vogliamo rendere tutti precari, anche il nostro mondo diventerà precario. Ma, in fin dei conti, lo scorso anno i processi originati da quest'articolo dello Statuto dei Lavoratori sono stati 350. Non perdiamo termpo dietro le cazzate.

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