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Fisco Bizzarro: Severino paga il 60% di tasse, Passera il 38%

Il Guardasigilli è il ministro più ricco: supera l'ex ad di Banca Intesa che però gode di benefici tributatri legati ai fondi pensione

Fisco Bizzarro: Severino paga il 60% di tasse, Passera il 38%

È il Guardasigilli Paola Severino il ministro più ricco del governo Monti. E doppia a sorpresa l’ex ad di Banca Intesa, Corrado Passera. Nel 2010 Severino dichiarava un imponibile di 7 milioni, Passera “solo” 3,5 milioni. Segue Piero Gnudi, con 1,6 milioni. Al contrario di tre Paperoni, ci sono ministri il cui reddito crolla (a circa 200 mila euro) con il passaggio al governo. C'è chi rispetto al 2010 migliora la sua posizione, come Andrea Riccardi, che sale da 120 mila euro a 280 mila (se si somma allo stipendio di ministro, la pensione da professore). Fuori classifica alcuni dei ministri, come Annamaria Cancellieri e Vittorio Grilli, che non dichiarano quanto percepito nel 2010.

Ma la Severino ha pure un altro primato. Col fisco. Il titolare del dicastero di via Arenula paga la quota di tasse più elevata. Su 7 milioni di imponibile, nel 2010 ha versato nelle casse dell’Erario ben il 57,35% di quanto guadagnato. Percentuale ben più alta rispetto al 43%, che rappresenta  l’aliquota irpef massima. La ragione, probabilmente, sta nel fatto che nei 4 milioni il Guardasigilli ha conteggiato anche i contributi previdenziali e altri oneri diversi dai tributi. Fisco leggero, invece, per l’altro Paperone, Corrado Passera. L’ex amministratore delegato di IntesaSanapaolo ha incassato nel 2010 oltre 3,5 milioni di euro, ma l’amministrazione finanziaria si è beccata appena 1,36 milioni. Calcolatrice alla mano vuol dire 38%, cinque punti percentuali sotto il 43%, ultimo scaglione irpef che si applica a partire da 70mila euro. Nessun fenomeno di evasione, per carità. Il ministro per lo Sviluppo economico ha beneficiato di alcuni vantaggi tributari legati ai proventi dei fondi pensione. Più “regolare” invece il rapporto col fisco per il ministro del Turismo. Stiamo parlando di Piero Gnudi. L’ex presidente  di Enel viaggia attorno al 42% di tasse: 1,71 milioni di euro di redditi e assegno da 721mila staccato all’amministrazione finanziaria.

Non tutti sono stati trasparenti sui dati fiscali. C’è chi infatti non ha allegato il modello 730 alla dichiarazione sulla situazione patrimoniale. Tra questi, il ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi (redditi da 120mila euro più indennità da ambasciatore per oltre 200mila euro). Il titolare del Viminale, Annamaria Cancellieri ha fatto melina e non ha dichiarato nemmeno il reddito 2010.

 

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Commenti all'articolo

  • VermeSantoro

    22 Febbraio 2012 - 17:05

    Certo non stanno alla canna del gas, io farei una colletta pubblica per la Severino, poverina pagare tutte quelle imposte è un suicidio.

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  • la livella

    22 Febbraio 2012 - 13:01

    penso che sia uno schero, ma come si fa' a pubblicare questi redditi, anche solo per finta pensate solo un attimo a chi prende 400 euro di pensione a chi ha perso il lavoro a chi e' in mobilita' a chi e' in cassa integrazione a chi non ha un lavoro sig Monti sai quanto glie ne frega di quanto guadagnate voi, anzi avreste fatto meglio a stare zitti se l'italia andave a fondo a questa gente non sarebbe fregato niente, anche perche non aveva nulla prima. e forse avrebbe avuto qualcosa dopo ora invece deve sperare LA LIVELLA ...........

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  • angelo.Mandara

    22 Febbraio 2012 - 11:11

    Mentre Monti "lavora", i nostri politici (PDL-PD-UDC) avrebbero avuto il "parto del topolino"...decidendo in 200 il numero dei parlamentari in "eccesso" (come dire...con questa crisi non possiamo dare di più) dimostrando quanto era, purtroppo, nelle attese...robetta. Ci voleva tanto a guardarsi attorno sulla composizione delle attuali assemblee dei Paesi più rappresentativi e trarne le corrette conseguenze? Pare chiaro che questo è un momento unico ed irripetibile per "fare pulizia ed ordine" (con causali...crisi nera e governo tecnico, che ne giustificano anche decisioni "una tantum"). Allora, Dio illumini Monti e la sua salute. A nessuno è potuto sfuggire il passo, lo stile e la sicurezza con cui procede il ns. Professore neanche da paragonare al passo degli ex. (segue) Angelo Mandara

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  • angelo.Mandara

    22 Febbraio 2012 - 11:11

    Equità : perchè non provare ad immaginare una società dove, a Roma stessa, ci siano persone che, con grande naturalezza, la mattina lasciano la propria casa per recarsi...chi a Montecitorio chi in ufficio (con spirito da ipotetica "Città del sole")? Lo stesso comico Crozza, nel raffigurare, già dall'inizio, il Professore con quella voce meccanica da robot,lo immaginava in un'atmosfera asettica, di civiltà futura (mentre la vecchia politica pensa a cambiar nome e inno al proprio look). Già...quel Monti che con i suoi 16 immobili dichiarati (anche se percentualizzati)..."salassa" seconde, terze e...case...questo sì mi pare un inno nuovo. Saluti. Angelo Mandara

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