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Divorzio breve, il primo 'sì' Accordo in Commissione

Ok al testo in Commissione Giustizia, ora passa a quelle competentni. Porterà il tempo per divorziare da tre a un anno

Divorzio breve, il primo 'sì' Accordo in Commissione

Primo disco verde della Commissione Giustizia della Camera al divorzio breve: respinti tutti gli emendamenti resta sul tappeto l’ipotesi del relatore Maurizio Paniz di ridurre da tre a un anno il periodo di separazione che consente il divorzio per coppie senza figli o con prole in età adulta. Distanza che si allunga a due anni di fronte alla presenza di figli minorenni. Per dare formale mandato al relatore si attendono ora i pareri delle commissioni competenti, poi la parola passerà all’Aula di Montecitorio.

Soddisfazione bipartisan - "Mi rallegro per il primo nulla osta della Commissione Giustizia al divorzio breve da me presentato insieme al collega Paniz, e che ha finalmente infranto il limite di tre anni per i tempi della separazione tra i coniugi. Mi rendo conto che gli snodi del tema sono molto più complessi, ma li potremo affrontare in seguito, quando il dibattito passerà all’aula. Sul testo, sostanzialmente, si è creata un’intesa bipartisan che mi auguro venga perseguita anche nel proseguimento dell’iter legislativo". Così il deputato del Pdl Marcello De Angelis, promotore del testo insieme a Maurizio Paniz. Esprime soddisfazione anche il Pd con Paola Concia: "L'accordo raggiunto oggi in   Commissione Giustizia per la proposta di legge sul cosìddetto divorzio breve è un segnale di civiltà giuridica e di apertura verso una legislazione di stampo decisamente liberale".

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Commenti all'articolo

  • rendagio

    24 Febbraio 2012 - 22:10

    Ora la chiesa e la casta degli avvocati si incazzeranno........qui in brasile per un divorzio consensuale basta una firma in un ufficio preposto e tutto finisce, no soldi ,no avvovati e no clero....e si che lo giudichiamo un paese del 3°mondo, sveglia........

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  • kumachan

    24 Febbraio 2012 - 03:03

    Perche` non aggiungere almeno una delle altre due possibilita` che esistono in Giappone? La prima e` NON PAGARE ALCUN AVVOCATO e ci si siede davanti a tre giudici conciliatori (spesso ex giudici) ed una specie di investigatore privato, e le due parti presentano il loro accordo o ne raggiungono uno ed all`incontro successivo, dopo una (o piu` settimane se necessario) si giunge a sentenza e si e` divorziati. Nel caso di ripetuti incontri inconcludenti si passa alle battaglie con avvocati. Naturalmente non pretendo per l`Italia il secondo metodo: come si va in comune e ci si sposa con una firma, si va in comune e si divorzia con una firma (sempre a condizione di accordo esistente, chi non vuole non si presenta proprio). Ma presumo che non pagare avvocati in Italia sia impossibile da ottenere come non pagare i notai, i quali non esistono in nessun altro paese. Ed il bello e` che i notai non sono nemmeno responsabili di quello che firmano!

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