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Liberalizzazioni, sì a fiducia Senato: 237 voti favorevoli

Approvato il testo, che passa all'esame della Camera. Governo cede a pressione dei partiti su taxi, farmacie e avvocati

Liberalizzazioni, sì a fiducia Senato: 237 voti favorevoli
Il Senato ha approvato la fiducia sul maxiemendamento al decreto liberalizzazioni con 237 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti. Il testo ora passerà all'esame della Camera. Il pacchetto era statoapprovato in Commissione Industria al Senato. Il testo che ha approvato Palazzo Madama è però una versione annacquata rispetto a quella iniziale, costellato da misure troppo morbide. Tre in particolare i punti sui quali Mario Monti e i tecnici, nonostante i proclami, hanno ceduto alle lobby e alle pressioni dei partiti: taxi, farmacie, avvocati.

Taxi - Per quel che riguarda i taxi, alla fine, saranno i Comuni a fissare nel caso in cui lo ritengano necessario l'incremento delle licenze. E' stata creata l'Autorità dei trasporti, che sulle licenze potrà fornire un parere non vincolante, che ossia potrà essere disatteso dai sindaci, sempre propensi a non concedere nuove licenze. Nel caso l'Autorità potrà rivolgersi al Tar, ma appare evidente che rispetto alla prima bozza del testo, in cui il potere di concedere licenze spettava interamente all'Autorità, il passo indietro è stato significativo: hanno vinto i tassisti.

Farmacie
- Il capitolo farmacie mette in evidenza il fatto che sia stato alzato il tetto richiesto per l'apertura di nuovi ersercizi: il testo viene spostato da 3mila a 3.300 abitanti. Sono stati stabiliti i concorsi per le quote. Nelle parafarmacie saranno vendibili soltanto i farmaci che verranno "delistati" dalla fascia C. Infine, dal 2013 potrebbero arrivare farmaci monodose. Rispetto alla prima versione del decreto liberalizzazioni la differenza più significativa sta nella discrepanza del tetto per aprire una nuova farmacia.

Professionisti
- Infine il capitolo professionisti, forse quello più depotenziato in assoluto. Nella versione originaria del testo l'avvocato o il commercialista che non presentavano il preventivo in forma scritta sarebbero stati passibili di una sanzione disciplinare da parte dell'ordine di riferimento. Dopo la riscrittura del testo, il preventivo diventa solo una scelta affidata alla contrattazione tra cliente e professionista. Cambiamenti anche sul tirocinio: l'obbligo di retribuzione non scatterà subito, ma solo dopo i primi sei mesi di lavoro. Non è stata infine cambiata la previsione di innalzare il numero dei notai, con concorso annuale a partire dal 2015.

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Commenti all'articolo

  • annunziata

    02 Marzo 2012 - 09:09

    ho sempre criticato il bicameratismo e la numerosità del nostro Parlamento ma mi sto ricredendo: proposte balzane diventerebbero presto legge se non ci fossero questi meccanismi plurimi ad equilibrarle. Poi c'é l'inefficienza nella applicazione pratica ed il mancato o sporadico controllo ed i processi superlenti della magistratura. Insomma un sistema anchilosato che impedisce l'attuazione di politiche balzane ma anche di qualsiasi politica. Noi italiani vogliamo questi governi inefficaci ma non pericolosi che si alternano senza che le cose cambino e come elettori pratichiamo la politica dei pesi e dei contrappesi in modo da vivere tranquillamente : un paese a governabilità limitata,limitatissima.

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  • emilioq

    02 Marzo 2012 - 07:07

    Forza, avanti come un caterpillar senza farsi intimidire! Questa Italia deve essere risanata partendo dall'alto e non cominciando a castigare soltanto la povera gente! Aprite gli occhi e ascoltate la strada e non i paperoni!!!!!!!!!!

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  • spalella

    01 Marzo 2012 - 19:07

    Come volevasi dimostrare.... PRIMA i disonesti del parlamento PROVANO l'assalto alla diligenza con migliaia di emendamenti che sono solo furto e bottino per le lobby ed altri interessi truffaldini, POI alla fiducia si calano le brache perchè non vogliono andare a casa e perdere il giocherello. Ed allora è così che bisogna trattarli, come i pezzenti che sono, a colpi di fiducia in faccia sperando che vengano presto le prox elezioni per poter cancellare loro ed i partiti ladri che li hanno messi in lista.

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  • vinpac

    01 Marzo 2012 - 18:06

    Da domani saremo più ricchi, più liberi e più sereni. Non capisco perchè il giornale critichi l'ammorbidimento delle misure su taxi, farmacie ed avvocati. Perchè questa scelta impolitica ed autolesionistica? Non credo proprio che soprattutto farmacisti ed avvocati rappresentino un elettorato ostile al PDL. Quando trarremo un consuntivo onesto e leale di queste misure, che dovevano essere almeno precedute da altre ben più consistenti e produttive di risultati utili alla collettività? Vincenzo Pacifici

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