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Cav conferma la fiducia Alfano Ma il partito è perplesso

Il Cavaliere ha fatto retromarcia su Angelino; "è il nostro candidato" ma il Pdl non è compatto nel sostenerlo

Cav conferma la fiducia Alfano Ma il partito è perplesso

Silvio Berlusconi ha fatto di tutto per rimediare alla gaffe su Angelino Alfano e alla mancanza del "qui" necessario che crea iun ledaer. Ieri, venerdì due marzo, l'ex premier ha fatto retromarcia ha riconfermato la sua fiducia nel suo delfino anche se l'aria nel partito non soffia nella stessa direzione. Il Cavaliere pensa al futuro e per questo starebbe lavorando a una grande coalizione che aggancia Casini e soprattutto Monti. . E tra questi la possibile Grande Coalizione che lo stesso Berlusconi ha ventilato a Bruxelles. Una mossa che serve ad agganciare Casini e soprattutto Monti. Il leader dell’Udc però dice che un’alleanza con il Pdl «non è all’ordine del giorno». Quanto al «quid» che manca ad Alfano Casini ricorda di conoscere bene il Cavaliere: «Non bisogna mai mettere le mani sul fuoco, un giorno dice una cosa, un giorno ne dice un’altra». Anche il Pd chiude le porte. Pare che Alfano sia rimasto molto male per quelle parole di Silvio, che avrebbe addirittura accarezzato l'idea delle dimissioni, poi è arrivato un chiarimento con il Cavaliere e la nota ufficiale in cui Silvio riconfermava la fiducia. Il punto è che nel partito non tutti la pensano allo stesso modo, accanto ai tanti attestati di stima, alle dichiarazioni formali sul sostegno al segretario (mancava quello di Denis Verdini) si segnalano molti mal di pancia nel partito.

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Commenti all'articolo

  • anxur

    03 Marzo 2012 - 12:12

    La perfezione non è degli uomini. Il Presidente raramente sbaglia quando cura i suoi interessi. Per l'Italia e per gli italiani raramente indovinata una cosa utile produrre posti di lavoro e benessere. Alfano farebbe bene, anche se raramente, a dissociarsi quando il Presidente sbaglia. Ma non lo ha fatto mai. E non lo fa ora.

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  • piccioncino

    03 Marzo 2012 - 12:12

    Quel partito (..come gli altri..)..è pieno zeppo di opportunisti, furbetti, approfittatori, esperti voltagabbana,..legati ai privilegi e alle corporazioni..Se vogliono rilanciarsi..devono puntare su facce totalmente nuove, determinate, serene, pulite, coraggiose..coerenti,..possibilmente scelte nella società civile e..disponibili ad usare una ruvida ramazza ripulitrice..delle immense scorie stratificate dell'opportunismo all'amatriciana..La industriale Todini..mi parrebbe assai adatta per la leaderschip...Altrimenti andranno a rotoloni..nella melma..

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  • Lucasartor

    03 Marzo 2012 - 09:09

    Il problema non credo sia alfano..una grande coalizione( col mal di stomaco che mi provoca) e' forse l' unico sistema per garantire in italia una pseudo forma di governo, slvando anche dall' esposizione il berlusca e tutto cio' che lo riguarda!

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  • agosman

    03 Marzo 2012 - 09:09

    Ogni giorno che passa, e ogni volta che Berlusconi apre bocca, ho la sensazione che non solo le braccia ma tutto il tronco cada irrimediabilmente sempre più giù. Ormai non c’è più rimedio. Il bello è che Berlusconi si atteggia come se nulla fosse successo, come se tutto quello che ha predicato e poi puntualmente smentito sia con le parole che con i fatti non fosse mai accaduto. Oggi ci viene a dire che lui sostiene la premiership di Alfano, ieri auspicava il Monti –bis per il 2013. Se le parole hanno un senso è questo che ha detto all’intervistatore, ma evidentemente, il senso che lui sa distinguere ormai è solo quello del ridicolo. Alfano è sicuramente una brava persona, onesta e volenterosa. Sicuramente è uno che crede nei valori del centrodestra moderato che io condivido ma in un partito pieno di affaristi e mezzi delinquenti, ladri e profittatori non ha futuro. Mentre ieri erano tutti lì ad adularlo e “sostenerlo” con una mano mentre con l’altra nascondevano il pugnale pronti a colpirlo oggi in molti dimostrano più coraggio e mostrano apertamente quel pugnale. Berlusconi lo ha voluto segretario ma non accetterebbe mai una decisione di Alfano che non condividesse. E Alfano non prenderebbe mai una decisione che dispiacesse al suo presidente. Ecco, questi sono i limiti del fu più grande partito del paese, in caduta libera. Alfano non ha la forza e credo nemmeno la voglia di mettere alla porta i più che chiacchierati Scaiola, Milanese, Brancher, Lunardi, Cosentino, Verdini, Dell’Utri, e giù di lì tutta una lista di personaggi equivoci che si annidano ad ogni livello del partito e sotto ogni campanile. Se non si comincia a ripulire il partito, come ha riconosciuto lo stesso Alfano quando fu acclamato segretario, non si va da nessuna parte. Un partito così che esprime una lista bloccata di nomi così è invotabile. Comincio a domandarmi se non avessero ragione coloro che sostenevano che forse il PDL è ad immagine e somiglianza del suo creatore.

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