Cerca

Il prof Monti cala le braghe Ma alla Cgil non basta

Lavoro, il premier sull'articolo 18: "Tutti d'accordo tranne la Camusso, per noi discorso chiuso". Ma l'accordo con le parti sociali è lontano

Il prof Monti cala le braghe Ma alla Cgil non basta

"Sull'articolo 18 la Cgil ha manifestato posizione negativa". Lo ha spiegato il premier Mario Monti al termine dell'incontro con le parti sociali a Palazzo Chigi: il tavolo decisivo, aveva spiegato in precedenza, si terrà giovedì 22 marzo. "Decideremo quanto prima come procedere dal punto di vista legislativo", ha aggiunto. La Cgil prova a bloccare Monti, che però spiega che "abbiamo chiuso questa riforma". L'aspetto dell'articolo 18, ha aggiunto, "non è più sottoposto ad analisi nella riunione di giovedì" con le parti sociali". La riforma del lavoro "farà parte delle nostre spiegazioni all'economia nazionale. Ho tenuto a chiudere, e ci siamo riusciti, prima della mia partenza del viaggio in Corea, Giappone e Cina".

"Spero in riforma condivisa" - "Sulla disciplina dei licenziamenti individuali - ha affermato il Professore - abbiamo voluto accertare la posizione delle parti sulla normativa che, modificando l’articolo 18, il ministro ha proposto. Abbiamo voluto condurre un accertamento con scrupolo che ci ha portato a concludere che tutte le parti sociali" sono aperte "all’articolo 18 nella forumulazione nuova proposta dal governo ad eccezione della Cgil che ha manifestato una posizione negativa", ha aggiunto il premier. "Confido in una riforma condivisa", ha poi sottolineato. Monti ha spiegato che "abbiamo preso un impegno nei primi giorni dell'attività del governo di procedere alla riforma del mercato del lavoro entro la fine di marzo" e che "il ministro Fornero ha guidato questa operazione cruciale per dare una migliore prospettiva di competitività, di produttività e di crescita dell'economia, ammodernando gli strumenti di tutela e gli ammortizzatori sociali".

Camusso: "Proposta squilibrata" - La segretaria della Cgil, Susanna Camusso, ha spiegato che quella sull'articolo 18 "è una proposta squilibrata sulla quale il governo ha chiesto un pronunciamento unico" e che di fatto fa venir meno "l'effetto dell’articolo 18". Secondo la leader del sindacato rosso "il governo non ha accettato nessuno spostameto". Quindi si è lamentata per il fatto che "ancora non abbiamo in mano un testo che sia uno". Poi nuovi attacchi al governo: "E' evidente che l'attenzione che l'esecutivo dedica al mercato non ha un'altrettanta attenzione alla coesione sociale del Paese e alle condizioni dei lavoratori. Questo squilibro - ha aggiunto - è nei provvedimenti e nell'insieme delle modalità con cui si manifesta". Secondo la Camusso, però, non si tratta di una sconfitta per la Cgil: "Considero che il governo sbaglia e che non ho ancora provato a contrastarlo. Siamo nella stagione in cui dobbiamo decidere la mobilitazione".

Fornero: "Trattativa prosegue" - Il governo sfida la Cgil sul Lavoro, ma Elsa Fornero nel corso del tavolo con le parti sociali che la trattativa non è ancora chiusa: "Il dialogo non finisce oggi, ma continua per la scrittura delle norme". In sostanza, avrebbe spiegato, si continua a trattare. E pensare che soltanto domenica scorsa, intervistata da Fabio Fazio a Che tempo che fa (il conduttore delle 'interviste inginocchiate' si spinse anche a fare un baciamano al ministro: guarda il video) la Fornero aveva spiegato che "non si può trattare all'infinito" e che "si va avanti, con o senza accordo dei sindacati. Il testo arriverà presto in parlamento". L'incontro è terminato poco dopo le 20, e il premier Mario Monti ha annunciato che l'incontro definitivo con le parti sociali si terrà giovedì 22 marzo alle 16.

Monti: "Palla al Parlamento" -  Monti, prima dell'inizio dell'incontro con le parti sociali, aveva spiegato che il governo presenterà al Parlamento una proposta di riforma del lavoro che terrà conto delle posizioni delle parti sociali. Sul testo si espimerà l'aula: si tratta della pietra tombale sulla concertazione. L'obiettivo della riunione, ha spiegato il premier, era quello di verbalizzare le varie posizioni piuttosto che pensare a un documento contrattuale. Monti ha poi sottolineato che "il Parlamento resta l'interlocutare principale del Governo". Il premier aveva aggiunto: "Spero questa riunione possa essere conclusiva o quasi" ed ha quindi insistito sull'iter "molto intenso che ha riguardato le parti sociali e il ministro Fornero. Sono molto grato - ha aggiunto - per l'intensità con la quale avete tutti partecipato a un processo rivolto a dare un assetto più moderno all'economia e alla società italiana".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • encol1

    21 Marzo 2012 - 07:07

    Condivido in pieno il commento di un lettore che si firma "Sidneysask" . Da mesi si sta perdendo del tempo fossilizzati sull'art. 18 già superato dai fatti. E' come la storiella del barbone con la pancia vuota che si illude di stare bene leggendo il menu del giorno esposto al ristorante. Quale azienda potrà continuare la propria attività, quindi garantire lavoro ai propri dipendenti, con un carico fiscale REALE del 60% circa? Bisognerà avere il dono della magia. Perciò se la sig.a Camusso vuole maggior peso , mi riferisco a quello contrattuale, dateglielo. Saranno i dipendenti stessi, tra pochi mesi, ad accettare lavoro a qualunque condizione. Sono un imprenditore che ancora non soffre crisi ma senza alcuna illusione che presto toccherà pure al nostro settore. Se invece di perdere tanto tempo si pensasse seriamente a risparmiare TAGLIANDO tutte le spese inutili a partire dalla vergognosissima CASTA raggiungeremmo un sicuro e migliore risultato a vantaggio di tutti -

    Report

    Rispondi

  • IlSupervisore

    20 Marzo 2012 - 23:11

    e quindi può andare a cag@re...siamo in tanti che lo mandiamo lì! Si perde tempo con l'articolo 11 quando non vedono che il problema è trovare il lavoro che non c'è, siamo in recessione e non hanno fatto altro che tassare, non si proccupano di tagliare i privilegi ma tagliano le pensioni e spostano l'età pensionabile mentre loro di pensioni ne prendono oltre il decente e prima degli altri. E questi individui dovrebbero salvare l'Italia?

    Report

    Rispondi

  • sidneysask

    20 Marzo 2012 - 22:10

    Mentre questi politici cosidetti Tecnici , lavorano per riformare le leggi sul lavoro , come l' art. 18 , e la precarieta' etc ... Sara' tutto invano , poiche' il problema non e' la riforma del lavoro , ma e' : Mantenere le aziende in Italia ed attrarre delle nuove .. si e' gia' visto chiudere tante : Motorola , Alcatel , Nokia , Alcoa , e tante altre , e con la FIAT , basterebbero un paio di scioperi e il Sig. Machionne chiude tutte le baracche Italiane .. La priorita' non e' tutelare gli operai , ma le aziende ; Sono loro che Rischiano e creano il lavoro , e certamente ci devono ricavare dei profitti , altrimenti se ne starebbero a casa a giocare con il compagno fedele a quattro zampe ..

    Report

    Rispondi

  • carlo5

    20 Marzo 2012 - 21:09

    Fin dall'inizio del suo mandato il Presidente Monti ha preso a riferimento la Germania, la sua efficienza, le sue regole. Anche nella riforma del lavoro si faccia altrettanto, con qualche penalizzazione per noi. Perché ? Perché noi siamo in recessione ed i tedeschi no, perché l'economia tedesca tira la nostra no. Vorrei vedere cosa dicono i sindacati di fronte a tale linea governativa. Poi si parla di speculazione se non si e' competitivi e se le aziende si lasciano ingessate da regole del lavoro del secolo scorso.

    Report

    Rispondi

blog