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E la Cisl si accoda: "Riscrivere il testo". Di Pietro: "Monti padrone se ne vada a casa"

Bonanni: "Rivedere norma su licenziamenti economici". Tonino: "Premier arrogante". Il prof: "Vigileremo sugli abusi"

E la Cisl si accoda: "Riscrivere il testo". Di Pietro: "Monti padrone se ne vada a casa"

La Cei si è scagliata contro la riforma del Lavoro, e l'intervento a gamba tesa della Conferenza episcopale italiana sembra aver cambiato le carte in tavola. I vescovi, tramite monsignor Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione lavoro, giustizia e pace, hanno espresso la loro contrarietà al piano di Elsa Fornero e Mario Monti. E la Cisl si è subito accodata, sposando le istanze della Cei e parte di quelle delPd. "Siamo pienamente d'accordo con Fassina (il responsabile economico dei democratici, ndr) - ha spiegato il segretario del sindacato, Raffaele Bonanni -. Anche la Cisl vuole cambiare la norma sui licenziamenti economici e fare una riforma del lavoro credibile. E' quello su cui ci stiamo impegnando in queste ore. Anche noi vogliamo il modello tedesco. Speriamo che con il sostegno del Pd lo otterremo e chiariremo tutti insieme ai lavoratori la bontà delle soluzioni che abbiamo trovato".

Di Pietro: "Monti vada a casa" - Dopo aver affermato che "la riforma del lavoro è una bestemmia", il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha rincarato la dose: "E' un atto di arroganza inutile, da padrone. Sobrio ma sempre padrone". Il riferimento è al premier Mario Monti, che davanti a Palazzo Chigi ha dichiarato: "Che senso ha cancellare l'articolo 18, lasciando discrezione ai padroni di licenziare come e quando vogliono? E' solo un atto di arroganza da parte di Berslusconi, pardon di Monti". A chi gli chiedeva se quanto sta avvenendo nel Pd rischia di minare future intese con Idv e Sel, Tonino ha risposto: "Il Pd fa sempre il giorno dopo quello che dovrebbe fare il giorno prima. Così dimostra di aver perso contatto con la realtà. A rischio, comunque, è la maggioranza parlamentare e il futuro dell'Italia. E' una riforma che favorisce solo le lobby".

Alfano: "Bersani prigioniero della Fiom" - Sulla riforma del lavoro è intervenuto anche Angelino Alfano, il segretario del Pdl, che ha criticato la chiusura arrivata dal leader del Pd, Pierluigi Bersani. "La riforma del lavoro? Dipende  molto da quello che vuole fare Bersani. Se vuole fare la riforma che  hanno in mente la Camusso e la Fiom, allora vinca le elezioni, la faccia, e poi la speghi lui alla gente", ha spiegato il segretario degli Azzurri a Radio anch'io su Radio Rai. Alfano ha poi aggiunto: "Mi pare che nelle ultime 48 ore Bersani abbia detto tanti me e pochi sì". La riforma del mercato del lavoro predisposta dal governo "è un compromesso", che tuttavia tutti i partiti devono accettare. Se qualche partito intende in Parlamento modificarne solo la parte che gli interessa, allora il Pdl non ci sta, ha proseguito il segretario del partito: "Diciamo no a riforme al ribasso".

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Commenti all'articolo

  • alrom

    22 Marzo 2012 - 19:07

    BONANNI FIFONE. SARESTI TU IL SINDACALISTA COERENTE E MODERNO. CHE DELUSIONE, SEI COME TUTTI GLI ALTRI

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  • Ricafede

    22 Marzo 2012 - 19:07

    Quindi? Confidiamo sull'appoggio di Libero...... e soci

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  • voghera51

    22 Marzo 2012 - 19:07

    il popolo delle tute blu e non dovrebbe cominciare a disdire tutte le tessere di adesione. mi spiace ma continuano a non capire che i leader sindacali pensano solo a preparasi il loro futuro in politica. è da tempo svegliatevi !!! la storia ci insegna

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  • angelo.p

    22 Marzo 2012 - 19:07

    CARO TONINO MAGARI FOSSE UNA BESTEMMIA, IN QUESTO CASO I RESPONSABILI ANDREBBERO ALL'INFERNO,QUI PURTROPPO L'INFERNO VERRA' PER NOI CHE NE SUBIREMO PER L'ETERNITA' LE CONSEGUENZE.

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