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Vescovi cattocomunisti: "No Cgil sola". E la Cisl si accoda

La Cei: "Sbagliato lasciare la Camusso fuori dalle trattative. Il lavoratore non è una merce". E Tonino Di Pietro: "Questa riforma è una bestemmia"

Vescovi cattocomunisti: "No Cgil sola". E la Cisl si accoda

Nell'aspro dibattito sulla riforma del lavoro si registra anche l'intervento a gamba tesa della Cei, la conferenza episcopale italiana. "Il lavoratore non è una merce": così monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano e presidente della Commissione lavoro, giustizia e pace della Cei. "Bisogna chiedersi - ha proseguito - se il lavoratore è persona o merce. E' la grande istanza dell'enciclica sociale Rerum Novarum". Secondo Bregantini il lavoratore "non lo si può trattare come un prodotto da dismettere, da eliminare per motivi di bilancio, perché resta invenduto in magazzino. Leone XIII lo scrisse nella pietra miliare del cattolicesimo sociale, emanata nel 1891, più di un secolo fa". Quindi la Cei entra nel dettaglio dei provvedimenti: "La tematica di fondo dell'articolo 18 - aggiunge il monsignore - dovrebbe coprire tutti i lavoratori, non solo quelli con più di 15 dipendenti, già garantiti. Va estesa come valori di dignità e difesa come normativa".

Sbagliato lasciare fuori la Cgil" - Nell'intervista concessa a Famiglia Cristiana, Bregantini sposa le istanze di Susanna Camusso e ne prende le difese. Tra i "rilievi critici" alla riforma, il monsignore in prima posizione mette "il dispiacere che provo nel vedere la Cgil lasciata fuori da questa riforma. Un fatto che viene quasi dato come scontato, quasi che il primo sindacato italiano per numero di iscritti non sia una cosa preziosa per una riforma del lavoro. Dietro questa fetta di sindacato - aggiunge - c'è tutto un mondo importante, cruciale, da coinvolgere per camminare verso il futuro. Altrimenti c'è il rischio che questa parte sociale, con i suoi milioni di iscritti, resti disillusa, arrabbiata, ripiegata su   atteggiamenti difensivi, su un passato che non c'è più. Lasciare fuori la Cgil sarebbe una perdita di speranza notevole, un grave errore”. Il secondo "rilievo critico", invece, è che "ci voleva un po' più di tempo per mettere in atto una riforma così importante".

Sul precariato - Il monsignore prosegue: "Ma più in generale, come sollecita il Capo dello Stato riflettendo sulla riforma decisa dal governo nel suo complesso mi chiedo: diminuirà o aumenterà il precariato dei nostri ragazzi? Riusciremo ad attrarre capitali ed investimenti dall’estero solo perché è più facile licenziare? Sarà snellita la burocrazia? Daremo con questa riforma più vigore all’esperienza imprenditoriale? Ma non vorremmo nemmeno che la cosa fosse schiacciata su questi temi, perché ripeto, al centro di tutto ci deve essere la dignità dell’uomo e della famiglia”. Infine monsignor Bregantini snocciola anche qualche valutazione positiva sulla riforma: "Siamo contenti che i licenziamenti discriminatori vengano contemplati per tutti, anche nelle aziende con meno di 15 dipendenti. Questo è un discorso molto positivo. Anche la triplice distinzione dei licenziamenti in   discriminatori, economici e disciplinari è molto saggia”.

Idv-Cei, il nuovo fronte - Le parole di monsignor Bregantini sono un assist troppo ghiotto per l'Idv, che aveva promesso in mattinata un "Vietnam parlamentare" contro la riforma del lavoro. E così, a sancire un asse inedito, quello tra la chiesa e i dipietristi, ci ha pensato il portavoce dell'Idv, Leoluca Orlando: "Il governo ascolti il richiamo della Cei e dell'intero Paese. Il tema della trasformazione dei diritti dei lavoratori in diritto commerciale, la considerazione dei lavoratori alla stregua di una merce e non come soggetti di diritti costituzionalmente garantiti costituiscono un grave errore politico, una violazione della Costituzione e un attacco ai più elementari principi epici". Pochi minuti prima dell'intervento di Bregantini, neanche a farlo apposta, Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, aveva sbottato: "Introdurre i licenziamenti facili è una bestemmia".

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Commenti all'articolo

  • GMTubini

    23 Marzo 2012 - 14:02

    Consentimi, per una volta, di darti ragione (secondo me - come si suol dire in riva all'arno- è segnaccio)!

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  • biri

    23 Marzo 2012 - 12:12

    Caro camerata piccioncino (se lei mi chiama "compagno", mi sento autorizzato a chiamarla "camerata", e comunque, fortunatamente, non sono mai stato, non sono, e mai sarò, suo "compagno"), lei che si preoccupa tanto dell'occupazione dei giovani, solo perché adesso va di moda fingere di preoccuparsene, si è mai chiesto quanto sia utile ai giovani allungare di anni l'età pensionabile dei "vecchi"? Si è mai chiesto in quale condizione si troverà un lavoratore cinquantenne, licenziato per motivi "economici" (vero, pretendeva addirittura che gli pagassero lo stipendio!), quando un giudice, avendo verificato che i motivi economici non esistono, non potrà ordinarne il reintegro? Lei, come tanti bananas che si riempiono la bocca di parole di cui nulla sanno (cattocomunista, sapete quando, come, da chi e perché fu coniato questo termine?) è solo un pappagallo che ripete gli slogan dei suoi capetti. La vita vera è un'altra cosa.

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  • gasparotto

    23 Marzo 2012 - 09:09

    Lei sig.Marino non riesce a capire quello che io scrivo.Però ha un suo degno compare,Feltroni che ogni tanto cambia nick,tanto per non farsi riconoscere di essere il solito testone cuministardo. Lei si è incaponito con Berlusconi,io invece le ripeto che non voto Berlusconi ma voto contro le sinistre tassassassine e tenie delle società.Hanno un solo pensiero,distruggere la ricchezza a furia di tasse,per travasare il danaro nelle tasche dei parassiti. Parlo naturalmente del lecito arricchimento e dei fannulloni scansafatiche,che la sua CGIL ed il suo partìto,insieme al clero ed i curiali di complemento hanno sempre difeso.Lei dice che Berlo ed il suo governo non hanno fatto nulla.La scena è sotto i suoi occhi.Penso che sia almeno un tantino intelligente da capire chi si oppone al cambiamento e se non si cambia (con le tasse e patrimoniale)come voglion loro,non se ne fa nulla.Caos di piazza! Chi le dice che Berlo sia un puttaniere?La magistratura democratica? Certo se son loro,lei lo beve

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  • marino43

    22 Marzo 2012 - 20:08

    Certamente i prelati di alto rango erano certamente molto più simpatici qundo l'innominabile raccontava barzellette a tutti gli italiani,ma ancora di più quando le raccontava con bestemmia finale!Ma erano ancor più credibili quando non si indignavano per le escort portate a casa dell'innominabile che ancora aveva la seconda famiglia,si proprio quella che veniva esaltata nel family day...ti ricordi gaspa-rotto! Vedi come tutto torna? Se i vescovi(con tonaca rossa..brrrr!) si schierano a difesa dell'individuo che non deve essere considerato merce....allora si devono zittire..ma se sostengono ( anche il silenzio è un sostegno ..anche se indegno!) un puttaniere...beh..allora i vescovi sono i difensori della cristianità. Vi ha fregati tutti..e allora adesso...silenzio...Se avesse mantenuto le promesse,avesse fatto le riforme, abasssato le tasse, e ....udite....udite...avesse sconfitto il cancro...avresti ragione...ma poichè nessuna di queste cose le ha realizzate...S -I-L-E-N-Z-I-O e CUCCIA

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