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Casini: caro Fini, rinuncio ai privilegi

Il leader Udc scrive a Fini: le comunico che non mi avvalgo dei benefit con decorrenza immediata

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Casini: caro Fini, rinuncio ai privilegi

Pierferdinando Casini rinuncia ad ogni attribuzione che gli è riconosciuta in quanto ex presidente della Camera dei deputati. Lo fa con una lettera all’attuale Terza carica dello Stato, il giorno dopo la decisione dell’ufficio di presidenza di mantenere per gli attuali ex presidenti le attribuzioni per dieci anni a partire dalla prossima legislatura se questi hanno continuato ad esercitare il mandato parlamentare in questa o nella precedente.   "Illustre Presidente - scrive - ho avuto il privilegio di guidare la Camera dei deputati dal 2001 al 2006 e ritengo di averla servita con onestà ed equilibrio, come da più parti mi è stato riconosciuto. Ho preso atto delle decisioni assunte ieri, a maggioranza, dall’Ufficio di Presidenza in relazione allo status degli ex Presidenti. Ringrazio Lei ed i colleghi ma Le comunico che non intendo avvalermi della delibera e rinuncio, con effetto immediato, ad ogni attribuzione e benefit connessi a questo status"

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  • mio mii

    01 Aprile 2012 - 13:01

    perchè godrà di tutti i provilegi LO STESSO. in quanto CAPOGRUPPO da 2 legislature.

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  • D.P.F.

    31 Marzo 2012 - 08:08

    Gli appannaggi della casta, quale che sia il livello amministrativo, NON DEVONO essere decisi dagli stessi beneficiari. E' assolutamente anti democratico che un corpo sia allo stesso tempo legislatore e benficiario. I benefici di ogni tipo dovrebbero far parte della campagna elettorale e la fazione vincente potrebbe applicare quanto richiesto, e solo quello. Inoltre, basta con il finanziamento pubblico ai partiti, quale che sia la voce in bilancio. Se vogliono prosperare cerchino, convincendoli, tesserati e donatori, tutto da iscriversi a bilancio come una normale S.p.A, status nel quale i partiti dovrebbero essere convertiti. E finalmente, anche in Italia, chi froda IN GALERA !

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  • D.P.F.

    31 Marzo 2012 - 08:08

    Gli appannaggi della casta, quale che sia il livello amministrativo, NON DEVONO essere decisi dagli stessi beneficiari. E' assolutamente anti democratico che un corpo sia allo stesso tempo legislatore e benficiario. I benefici di ogni tipo dovrebbero far parte della campagna elettorale e la fazione vincente potrebbe applicare quanto richiesto, e solo quello. Inoltre, basta con il finanziamento pubblico ai partiti, quale che sia la voce in bilancio. Se vogliono prosperare cerchino, convincendoli, tesserati e donatori, tutto da iscriversi a bilancio come una normale S.p.A, status nel quale i partiti dovrebbero essere convertiti. E finalmente, anche in Italia, chi froda IN GALERA !

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