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Ora Tremonti fa l'americano "La Rai parli inglese"

L'ex ministro dell'Economia presenta proposta di legge: la tv pubblica mandi in onda film in lingua originale

Ora Tremonti fa l'americano "La Rai parli inglese"

Giulio is back. Tremonti è tornato. E per la prima volta da quando non è più al governo ha perfino depositato alla Camera una sua proposta di legge. Chi si immagina spericolate fantasie anti-spread resterà deluso. Perché la nuova missione di Giulio è la Rai. Non tutta la Rai: gli basta la seconda rete, oggi guidata da Pasquale D’Alessandro. Proprio a lui Tremonti vorrebbe imporre per legge la programmazione di prima serata almeno un giorno alla settimana. Per trasmettere «un’opera cinematografica in lingua originale inglese, con sottotitoli in lingua italiana».


Giulio is back Secondo l’ex ministro dell’Economia quella sarebbe la pietra fondamentale con cui aumentare la competitività dell’Italia e farla crescere come nessuno finora è riuscito. Tremonti ammette che non sia un metodo «convenzionale», di quelli che si imparano alla Harvard business università o alla London school of economics. Ma è sicuro che «nella globalizzazione i popoli di lingua inglese hanno un vantaggio competitivo di partenza: parlano l’inglese, la lingua della globalizzazione. Gli altri popoli hanno per contro un handicap: l’inglese devono impararlo. Molti popoli – a nord, ad est, nel centro Europa – hanno peraltro una naturale, davvero grande capacità nell'apprendere le lingue straniere e, tra queste, l'inglese. In ogni caso, in aggiunta, ogni giorno hanno accesso a media, soprattutto a televisioni, che sistematicamente trasmettono film e programmi direttamente in lingua inglese. Per gli italiani, che pure hanno molti altri caratteri positivi, non è così: la conoscenza della lingua inglese da noi non è diffusa e le statistiche lo dimostrano. Eppure, anche per l'Italia, la diffusione su vasta scala dell'inglese è strategica, essenziale per la nostra competitività».

Nostalgia britannica Tremonti si toglie anche un piccolo sassolino, ricordando le campagne elettorali del centro destra sulle 3 I (impresa, informatica, inglese) , che lui fa risalire a due fondamentali testi  degli anni Novanta naturalmente a firma Tremonti , e poi è diventata «Un’idea che ha avuto un successo più comunicativo (elettorale) che operativo (governativo)». Giulio si fa pungente: «Non è questa la sede per verificare cosa allora è successo o più propriamente cosa allora non è successo, quali meccaniche politiche di disinteresse/interesse si sono allora attivate». Riflettendoci, l’ex ministro dell’Economia, deve avere pensato che quel che Berlusconi gli negò magari Mario Monti può portargli a casa, anche perché «se gli italiani sanno poco l'inglese, vedono molto la televisione. Ed è proprio questa particolare relativa asimmetria che può essere trasformata in una opportunità». Perché allora puntare su Rai 2? Tremonti non lo spiega. Ma forse è solo nostalgia: era la rete dei socialisti. Quando socialista era anche lui.
di Fosca Bincher

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Commenti all'articolo

  • Phidry Hiellie

    02 Aprile 2012 - 19:07

    ......dovrebbe fare un disegno di legge per mandare via gente come lui, che ha ingannato il popolo italiano dicendo che i conti erano a posto e cosi non era, dovremmo fare una azione di classe (per lui class action) e chiedere il sequestro di tutti i suoi beni della sua discendenza e ascendenza fino alla 5° generazione!!!!

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  • eureka.mi

    01 Aprile 2012 - 17:05

    Gli Inglesi e gli altri stranieri non possono imparare l'ITALIANO? Perchè dobbiamo essere sempre noi ad adattarci agli altri?

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  • muff

    01 Aprile 2012 - 12:12

    ... che tutti ci esprimessimo solo e soltanto in inglese. Anche perché, come la RAI quotidianamente ci dimostra, in Italia ormai a parlare italiano è rimasto solo qualche doppiatore.

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  • boss1

    boss1

    31 Marzo 2012 - 12:12

    si stile Albertone in un AMERICANO A ROMA its okkei al reit uots ammerica addaie cicalòò

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