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Truffa e finanziamento illecito. Si è dimesso il tesoriere Belsito

Il cassiere del Carroccio avrebbe distratto a vantaggio della famiglia Bossi i fondi dei rimborsi elettorali. Con lui indagati in quattro

Truffa e finanziamento illecito. Si è dimesso il tesoriere Belsito

A essere indagato è il tesoriere della Lega, Francesco Belsito, che in serata ha dato le dimissioni dal suo incarico nel partito: le accuse nei suoi confronti sono di truffa ai danni dello Stato e finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e dai pm Roberto Pellicano e Antonio Filippini. Insieme a lui sono sotto indagine, secondo una nota ufficiale della Procura di Milano, che procede insieme a quelle di Napoli e Reggio Calabria, ci sono altri due indagati:  Stefano Bonet e Paolo Scala, che hanno gestito le operazioni finanziarie della Lega: per loro l'accusa di appropriazione indebita aggravata oltre che truffa ai danni dello Stato. Non solo in via Bellerio, dei finanzieri si sono presentati anche nell'abitazione privata di Belsito, in pieno centro a Genova.

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"Rubavano soldi al partito" - Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, in una nota, ha spiegato che il reato di appropriazione indebita viene contestato a Belsito, Scala e Bonet "con riferimento al denaro sottratto al partito Lega Nord; inoltre si procede per truffa aggravata ai danno dello Stato a carico di Belisto con riferimento alle somme ricevute a titolo di rimborso per le spese elettorali". Infine, precisa Bruti Liberati, il reato di truffa ai danni dello Stato è contestato a Bonet e Belsito "con riferimento all'erogazione concessa dallo Stato sotto forma di credito d'imposta in favore della società Siram con sede a Milano".

Bilanci falsi - Secondo la Procura di Milano i conti della Lega sono falsi e il tesoriere Francesco Belsito avrebbe distratto soldi pubblici per soddisfare le esigenze della famiglia del Senatùr. Nel decreto di perquisizione, si parla di esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord. "Si tratta di esborsi in contanti o con assegni circolari o attraverso contratti simulati", si legge  I pubblici ministeri, inoltre, contestano la falsità dei bilanci del partito. in quanto, scrivono "è inveritiero, non dà conto della reale natura delle uscite, non dà conto della gestione in nero". Da qui l'altro reato contestato, il finanziamento illecito ai partiti. In particolare, i magistrati fanno riferimento ai 18 milioni di euro ricevuti dalla Lega nell'agosto del 2011, una somma che ha avuto come presupposto "la validazione del rendiconto del 2010 sul quale vi è la prova della falsità". Ma i sospetti su una gestione poco trasparente partono dal 2004 (anno in cui Umberto Bossi è stato colpito da ictus).

Bossi non è indagato - Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, e i suoi familiari, non risultano però indagati nell'inchiesta che coinvolge Belsito. Lo si è appreso da fonti giudiziarie, nonostante il riferimento nel decreto di perquisizione ai soldi distratti dalle case della Lega per andare incontro alle esigenze familiari del Senatùr. L'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è però subito andato all'attacco spiegando che bisogna fare "subito pulizia" nella Lega: il riferimento è a Belisto, ma l'affondo di Bobo non lascia immune il Senatùr. Da par suo, lo storico alleato di Bossi (ormai ex?), Silvio Berlusconi, non ha dubbi: "Umberto è innocente".

Contatti con la 'ndrangheta C'è anche un filone calabrese nell'inchiesta che questa mattina ha portato la Finanza nella sede della Lega a Milano. Un filo che legherebbe il mondo delle cosche della 'ndeangheta con quello, della Lega. Alcuni esponenti della 'ndrangheta avrebbero favorito il trasferimento a Cirpo e in Tanzania dei fondi neri della Lega Nord.  Gli accertamenti, ancora in corso ruotano   attorno alla figura di un personaggio ritenuto contiguo ad una cosca   di 'ndrangheta e mirano ad accertare la natura dei rapporti   intrattenuti da quest’ultimo con imprenditori, politici e lobbisti.

La difesa di Belsito "Mi fanno la contestazione di finanziamento illecito ai partiti. Io sono tranquillo", ha detto Francesco Belsito, poi ha aggiunto:"Per quanto riguarda gli investimenti in Tanzania, dopo la bufera mediatica abbiamo fatto rientrare i fondi. Dunque il caso è già chiuso"

 

 

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  • geofono

    04 Aprile 2012 - 08:08

    dei "a loro insaputa" .ributtante!

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  • Beppe.demilio

    04 Aprile 2012 - 05:05

    Non credo che Bossi centri in quello che sta avvenendo in questi giorni perchè tutto viene fuori in un momento in cui la Lega si prepara a raccogliere firme per alcuni referendum molto importanti ed è rimasto il solo partito che fa opposizione pertanto cercano di demolirlo come certi magistrati sanno fare quando vengono comandati a bacchetta da qualche potere forte. Questo non significa che il tesoriere possa aver fatto qualche porcata e quello che stupisce di più è che lo possa fare tranquillamente senza che nessuno si accorge di nulla? E poi della Tanzania e di altri investimenti se ne parlava già da tempo ,perchè intervenire ora? perchè chiedere il bilancio del sindacato leghista e non chiedere i bilanci degli altri sindacati?

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  • marcopcnn

    04 Aprile 2012 - 04:04

    Persino i giudici Komunisti riescono a capire benissimo ciò che invece gli elettori padani sembrano non voler vedere. Bossi non pul essere indagato perchè contro di lui qualunque processo non reggerebbe. E' Bollito, ridotto ad una macchinetta che ripete meccanicamente vecchi slogan e battute. Un uomo in balia delle sue badanti e dei suoi falsi amici. Una marionetta nelle mani di persone senza scrupoli che sfruttano l'utile idiota per farsi gli affaracci propri alle spalle degli Italiani.

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  • sommesso49

    03 Aprile 2012 - 21:09

    Belsito lega (verbo) cioè coagula intorno al profitto gli interessi leghisti grazie ai profitti rivenienti dai rimborsi elettorali pagati da Noi. Così come tutti gli altri partiti. Questa sera in piazza (nei paesi del suditalia è costume incontrare amici nella piazza) c'era chi bestemmiava i genitori e gli antenati dei politici; c'era chi sosteneva che bisogna passarli per le armi; c'era chi sosteneva che non bisognerebbe più andare a votare; c'era chi sosteneva di dover pretendere le tangenti dai politici; c'era ecc. ecc. Quasi a dire che bisognerebbe impiccare il peggiore dei politici con le budella del migliore.

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