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Rosy e Manu, le due terrone che hanno fregato Umberto

La moglie Manuela Marrone e la "badante" Mauro: secondo i maligni ci sarebbero loro dietro il caos leghista degli ultimi mesi

Rosy e Manu, le due terrone che hanno fregato Umberto
Il ritratto che i maligni fanno del Senatur Umberto Bossi, in questi mesi di crisi leghista colminati nell'indagine sui fondi "distratti" dal tesoriere Belsito dai rimborsi elettorali del partito, è quello di un uomo "stritolato" tra due donne di ferro: la moglie Manuela Marrone e quella che, sempre i "maligni", chiamano la "badante" del leader leghista. Due padane (la firma della Marrone compare sull'atto fondativo della Lega nel 1984, mentre la Mauro vanta un lunga militanza politica culminata nella vicepresidenza del Senato), ma anche due donne del sud: la Marrone per il padre siciliano e la Mauro per essere brindisina, di San Pietro Vernotico. Strano destino, quello del leader padano circondato da donne meridionali.

La moglie - Descritta come schiva ma decisa, raramente ha rilasciato interviste o fatto dichiarazioni. A qualche congresso è salita sul palco, ma sono stati episodi sporadici. Il suo impegno è tutto per la scuola Bosina di Varese, che, spiega il sito dell’istituto, lei «maestra di scuola elementare di lunga esperienza» ha fondato nel 1998. Sulla scuola nel 2010 ci sono state alcune polemiche per un finanziamento di 800 mila euro dal Governo. Di lei s'è parlato anche quando Gianfranco Fini, in rottura con Berlusconi e i suoi alleati, la definì una  "baby-pensionata", in quanto destinataria di un assegno dal 1992. Sarebbe lei a indossare i pantaloni in casa Bossi, sopratutto da quando il Senatur è stato colpito dall'ictus dell'11 marzo 2004. E, secondo i ben informati, ci sarebbe lei dietro la nascita del cosiddetto "cerchio magico", ossia quel gruppo di fedelissimi che da qualche anno circonda Umberto Bossi e della quale Rosy Mauro è primo esponente. Come sarebbe stata lei a premere per l'avvio della carriera politica del primogenito Renzo Bossi Il Trota, approdato nel 2010 al Consiglio regionale della Lombardia.

Guarda il video su LiberoTv: Rosy Mauro impazzisce al Senato


La "badante" -
Nel 1980 si trasferisce a Milano per lavoro e inizia l'attività sindacale nelle file della UIL. Dieci anni dopo viene eletta segretario organizzativo del Sindacato Autonomista Lombardo. L'11 novembre 1999 è nominata Segretario Generale del Sindacato Padano. Consigliere comunale a Milano, dove è eletta nel 1993 col sindaco lumbard Marco Formentini, nell'aprile 2005 entra nel Consiglio regionale della Lombardia attraverso il listino (cioè senza prendere voti di preferenza) del Presidente Roberto Formigoni. Nel 2008 il grande salto a Roma, dove è eletta al Senato nella circoscrizione Lombardia e viene addirittura nominata vicepresidente dell'aula di Palazzo Madama. Epico l'episodio del dicembre 2010 quando, irritata per le richieste dell'opposizione utilizzare il voto elettronico per ogni emendamento al ddl gelmini, ha disposto votazioni a raffica, suscitando le proteste dei senatori del centrodestra e perdendo il controllo dell'aula. Dopo il via alibera a quattro emendamenti del centrosinistra, la seduta veniva sospesa e le votazioni riprendevano più tardi con presidente renato Schifani a tenere le redini dell'aula di Palazzo Madama. Negli ultimi anni è stata una presenza costante in tutte, o quasi, le foto del Senatur.


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Commenti all'articolo

  • metallurgico

    10 Aprile 2012 - 19:07

    Ma davvero c'e' qualcuno che crede davvero che il bossi non sapeva nulla degli intrallazzi in famiglia e all'interno della lega? Allora anche scaiola oppure rutelli o penati ecc. ecc. qui tutti non sapevano nulla cascano tutti dal pero senza alcuna colpa dopo trenta o quaranta anni in politica, poverini.

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  • Mary65

    10 Aprile 2012 - 16:04

    Logica, lucidità,rigore scientifico.....davvero alto il suo profilo, per non parlare delle deduzioni a cui arriva....sono di chiara matrice "mittle euoropea".Consiglio comunque un'arricchimento o una ripassata della concezione politica degli antichi Greci che di democrazia ne dovettero masticare parecchia.Possibilmente anche qualche esercitazione sillogistica non farebbe male.La contaminazione è arricchimento mai impoverimento lo hanno saputo tutti i grandi popoli della storia guardate gli Stati Uniti e guardate che fine ha fatto la Germania razzista e nazzista!Miopi fino a questo punto è davvero pericoloso esserlo.Padani!!!Aprite la vostra mente e ammettete i vostri errori che anche voi ne fate a bizzeffe.

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  • genviello

    10 Aprile 2012 - 00:12

    Se ci fosse una riduzione netta del 50% (dico cinquanta per cento) del numero dei Deputati e dei Senatori, sicuramente si avrebbero eletti piu' qualificati e si ridurrebbe anche, implicitamente, il numero dei Partiti Politici presenti in Parlamento

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  • anatradigomma

    08 Aprile 2012 - 10:10

    E con quest'articolo che cosa vorreste insinuare? Che se la Lega è ladrona è colpa dei meridionali? Ma guardate piuttosto all'ignoranza e alla "pirlaggine" di chi nella "gabina" (per dirla con il senatur) sulla scheda elettorale metteva la croce su quel simbolo e ci scriveva di suo pugno Bossi Renzo o piuttosto Mauro Rosi! E credeva alle scempiaggini ridicole di quei furbastri che avevano capito da anni che più le sparavano grosse e più i cittadini della parte più evoluta del paese gli dava retta. Gli credeva, rideva e votava contenta: e i risultati si sono visti. Bravi e grazie per quello che avete contribuito a fare.

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