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Monti: "Ecco la riforma" Articolo 18, sì al reintegro

Lavoro, il premier soddisfatto: "Ddl trasmesso a Parlamento, spero in iter approfondito ma spedito. E' una svolta storica per l'Italia"

Monti: "Ecco la riforma" Articolo 18, sì al reintegro
Il governo ha raggiunto un'intesa sul disegno di legge sulla riforma del lavoro ed è stato trasmesso oggi al Parlamento e al Capo dello Stato, che dovrà firmarlo. Mario Monti ed Elsa Fornero lo annunciano soddisfatti in conferenza stampa a Palazzo Chigi auspicando, parola del premier, un "iter parlamentare approfondito ma anche spedito". Fare bene, dunque, ma soprattutto fare presto. Monti ha definito la riforma una "svolta storica per il mercato del lavoro", che dovrebbe diventare "inclusivo e dinamico, in grado di contribuire all'aumento dell'occupazione e ridurre in modo permanente il tasso di disoccupazione". Il ddl va in due direzioni: "favorire i contratti più stabili - precisa il presidente del consiglio - e preservare la flessibilità virtuosa". C'è, assicura Monti, l'appoggio della politica: "Ci siamo assicurati della condivisione delle linee del progetto da parte dei leader politici che sostengono il governo". Una sorta di blindatura, dunque, perché, insiste il prof, "c'è rispetto per tutti ma andiamo avanti nell'interesse dello Stato".


Parla Elsa - "Nei momenti di difficoltà un Paese deve trovare la forza e la coesione per cambiare", prosegue il ministro del Welfare Fornero. Anche perché questa riforma riguarda tutto il Paese "nel medio lungo periodo. Non è scritta per il 2013 e per il 2014 ma è scritta per gli anni futuri". Quindi il ministro ha passato in rassegna le singole parti del ddl. "E' inserita una disposizione che riguarda il lavoro delle donne: in particolare che riguarda il contrasto a quella pratica barbara delle dimissioni in bianco". Quindi gli ammortizzatori sociali, con un intervento "importante e innovativo" con tutele in costanza di rapporto di lavoro ("La cassa integrazione") e interventi a favore degli anziani e ad incentivare l'occupazione. La riforma del lavoro non contiene la delega sui dipendenti della Pubbblica Amministrazione, che verrà inserita in seguito. Il ministro Filippo Patroni Griffi, spiega Fornero, ha infatti richiesto un periodo di confronto con i sindacati prima di inserirla al posto dell'attuale art.2 del testo.


Articolo 18 e licenziamenti - Il capitolo più succoso, com'è chiaro, è l'articolo 18. La modifica, avverte il ministro del Welfare, "è equilibrata": "Non blindiamo più il lavoratore a quel particolare posto di lavoro. Speriamo che sia il lavoratore a cambiare posto perché ha una prospettiva migliore ma non è più inchiodato a quel posto". Sui licenziamenti, invece, per quelli individuali è previsto "il rito speciale per le controversie". La novità più importante, in ogni caso, riguarda la possibilità di reintegro (e non più solo indennizzo economico) in caso di insussistenza del licenziamento economico. Il segretario Pd Pier Luigi Bersani si è detto soddisfatto ("E' un grande passo avanti, il testo non è stato scritto con la mia penna. In Parlamento ora sono possibili ulteriori modifiche"), così come il segretario della Cisl Raffaele Bonanni: "Mi sembra un accordo ragionevole". "Questa modifica serviva", si unisce al coro il segretario Uil Luigi Angeletti.

 

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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    05 Aprile 2012 - 10:10

    ma siamo sicuri che l'inespressivo sia completamente a posto? non è che gli possiamo provare l'intelligenza con qualche strumento perchè, contrariamente a quanto dice la sua segretaria, a me pare che il ragazzo non sia del tutto in regola con i neuroni. Dopo avere letto che il catatonico dice di avere fatto un bel lavoro con l'art. 18 le sue quotazioni, peraltro già simili a quelle di Prodi (che il Signore lo abbia in gloria), sono passate decisamente al limite negativo tendente all'infinito. Gente qui finisce a botte!!!!!!!!!!!!!!

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  • angelo.ally

    05 Aprile 2012 - 07:07

    Bisogna smettere di raccontare balle agli italiani. Non si può fare credere che se si modifica l'art. 18 si incentiva il rientro dei capitali esteri. GLI INVESTITORI ESTERI NON TORNERANNO PIU' IN ITALIA PERCHE' LA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE E POLITICA SONO UNA MASSA DI LADRI FARABUTTI E DELINQUENTI. La LEGA LADRONA INSEGNA

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  • parigiocara

    05 Aprile 2012 - 06:06

    e hanno lavorato quattro mesi per - praticamente - lasciare le cose come stavano; non hanno fatto niente ... se non danneggiare tutta la popolazione, salvando solo gli immeritati e sproporzionati privilegi dei boiardi di stato..

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  • gianni modena

    05 Aprile 2012 - 02:02

    SCUSA , MA TU CI FAI O CI SEI ?? QUESTO HA SALVATO L'ITALIA DAL DEFAULT ?? QUESTO CE LA STA PORTANDO DRITTO ! CON UNA TASSAZIONE SPREGIUDICATA , SALVO A BANCHE E RICCHI , NON CI SONO SOLDI PER GLI INVESTIMENTI GRAZIE ALLA TASSAZIONE E ALLE BANCHE CHE LI HANNO MESSI NEL MATERASSO , QUINDI TRA UN POCO LE AZIENDE CHIUDERANNO , TUTTI O QUASI DISOCCUPATI , ZERO ENTRATE , ZERO EURO PER LE PENSIONI , QUINDI FALLIMENTO ASSICURATO . CERCA DI ESSERE PIù LUCIDO E MENO DI SX . CORDIALITà

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