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Ecco l'unica soluzione: patrimoniale sui partiti

I rimedi alle irregolarità non sono leggi o authority, ma affamare la politica. Ci sono 2 miliardi in ballo, Monti tassi quelli

Ecco l'unica soluzione: patrimoniale sui partiti

La soluzione per i mali italiani sta in una legge anti-corruzione? Il freno alla malversazione può arrivare con certificati, codici etici, altri enti o authority? Forse. Ci sarebbe una via più breve, che con un po’ di semplificazione recita così: affamare la bestia. La bestia è, in sostanza, la spesa pubblica, e soprattutto il tipo di spesa pubblica che più simbolicamente oggi viene percepita come endemicamente improduttiva, e cioè i cosiddetti rimborsi pubblici ai partiti politici. Il meccanismo con cui questi ultimi hanno di fatto aggirato il famoso referendum è noto e stranoto, ed è la miglior dimostrazione di come è impensabile immaginare doti di riformarsi quando c’è di mezzo il proprio fondoschiena. Oggi, però, c’è qualcosa di diverso, che rende meno velleitaria la realizzazione pratica di una proposta seria: da un lato il montare, a destra e sinistra, di inchieste che - al di là della colpevolezza tutta da provare - mostrano un lato fragilissimo della gestione delle macchine dei partiti (Lusi e Belsito su tutti); dall’altra la congiuntura politica «strana» di un governo tecnico che non è diretta emanazione dei partiti e il cui premier continua a ripetere di non voler restare nell’agone politico.

Se non ora, dunque, quando? Così come sono, i fondi della politica sono un propellente insopprimibile per gestioni allegre, opache e sotto traccia, nonché un fattore propulsivo per ricatti incrociati, ferme restando ovviamente le responsabilità personali. La proposta affamatrice - già avanzata su Libero da Maurizio Belpietro e Franco Bechis e oggi ribadita è, semplicemente, di usare almeno la stessa voracità fiscale mostrata con i denari dei contribuenti con quelli - sempre dei contribuenti - gestiti dai partiti coi risultati che vediamo quotidianamente. Le casse delle formazioni elettorali, perfino quelle defunte, sono di fatto più al sicuro che in una banca svizzera, proprio nel momento in cui i risparmi, i redditi e i patrimoni degli italiani sono sottoposti, sotto un pressante canovaccio di retorica sacrificale e austera, a tenaglie da record del mondo.

Giocare coi numeri è semplice e puramente simbolico, forse. Ma se è vero - come ha documentato Libero - che i partiti oggi hanno liquidità per circa 600 milioni di euro e patrimoni prevalentemente immobiliari per oltre 2 miliardi, è così folle o demagogico - andare a intaccare quelle risorse (indubitabilmente del contribuente e altrettanto indubitabilmente male utilizzate), ad esempio, per evitare l’aumento di 2 punti dell’Iva previsto a ottobre? O per tamponare la tragedia dei debiti della PA nei confronti magari degli stessi imprenditori che quei partiti hanno votato e arricchito?

Ogni volta che si affronta l’argomento di una «patrimoniale ai partiti», la reazione media è un collettivo sopracciglio alzato, con frasi sui tacchini che non vogliono anticipare il Natale e allusioni al fiume di nero che costituirebbe la vera linfa sotterranea delle spese politiche. Se il governo, come ieri hanno  fatto capire Mario Monti e il ministro della Giustizia Paola Severino, ha intenzione di infilare le mani nella pratica, meglio essere spietati. Tutto sommato, sarebbe il miglior regalo alla massacrata dinamica della rappresentanza e a una possibilità di credibilità che oggi pare quasi irrimediabilmente compromessa.

di Martino Cervo

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Commenti all'articolo

  • futuro libero

    10 Aprile 2012 - 10:10

    sono d'accordo con te. I rimborsi verranno dati dati dopo non prima. Forse così molti partiti non aprirebbero bottega.

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  • maxgarbo

    10 Aprile 2012 - 10:10

    sarebbe ora che a decidere gli stipendi della casta, i rimborsi elettorali, le auti blu, fosse lei non i nostri politici. tagliando una parte dei loro compensi avrebbe già fatto una manovra economica. cosa aspetta? certo lo ro si opporanno ma visto come vanno le cose in italia, si assumeranno le loro responsabilitià. prof, ci vuole un colpo di freni!

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  • herbavoliox

    09 Aprile 2012 - 16:04

    ... questo è il momento che i ladri (chiamiamolo col loro nome per favore) restituiscano il maltolto. E non si deve dare un euro come finanziamento, ci hanno già preso per i fondelli col referendum del 1993 dove ha stravinto l'abolizione del finanziamento o rimborso che dir si voglia. Ora basta, gli italiani vogliono la completa abolizione con restituzione degli arretrati dal 1993 illegalmente percepiti. Giudici cari, datevi da fare c'è pane per i vostri denti, se ne avete ancora. La legge vale per tutti o è aria fritta?? Fatecelo sapere in tal caso agiremo anche noi di conseguenza; fregandocene altamente dell'imu, irpef, e tutti i balzelli, esigiamo rispetto e coerenza. Semplice no?

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  • ex finiano

    08 Aprile 2012 - 15:03

    Questo è il momento di tassare i partiti. Amministrano i soldi dello Stato mangiandoseli. Se non ora quando.!!

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