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LadyBossi Vacanze di Pasqua con Castelli: il Senatùr sacrifica figli e moglie Manuela

Sabato di passione per Umberto, riunito in sede con l'ex ministro, Calderoli e pochi fedelissimi. Prima il partito, poi la famiglia

LadyBossi Vacanze di Pasqua con Castelli: il Senatùr sacrifica figli e moglie Manuela

Ravioli, affettati vari, pasta al pesto. Il tutto innaffiato dall’immancabile Coca Cola. Umberto Bossi ha preferito trascorrere la vigilia di Pasqua nel quartier generale di via Bellerio, a Milano, con alcuni fedelissimi che aveva convocato di buon mattino con una telefonata. «Non avrei mai immaginato che, fondando la Lega, avrei avuto così tanti guai per la mia famiglia» ha confessato un Senatur abbattuto a Castelli, Calderoli, Speroni, Giorgetti, Carioni.

Pranzo senza Maroni - Il pranzo s’è consumato in un salone vicino all’ufficio del fondatore, con i piatti arrivati direttamente dalla mensa della sede leghista. «È doveroso stare insieme. Ora non dobbiamo spaccare il movimento» ha insistito l’ex ministro delle Riforme. A quel punto la discussione s’è focalizzata sulla giornata dell’orgoglio leghista in agenda martedì sera a Bergamo. «Dobbiamo andare tutti e portare tanti militanti». E infatti, come minimo, ci saranno 2.500 persone. Troppe per il CrebergTeatro prenotato in un primo momento. I lumbard hanno deciso di trasferirsi alla Fiera. Umberto non aveva troppa voglia di parlarne, ma a un certo punto i commensali hanno parlato anche del Sindacato padano e dei soldi finiti alla scuola Bosina, la creatura della moglie Manuela Marrone. «Sono finanziamenti regolari» ha ripetuto l’ex leader. Che al pranzo pre-pasquale ha deciso di invitare anche Castelli e Cota per “colpa” di Libero. Ha chiesto lumi sulla vicenda - sollevata da noi - della casa milanese lasciata in eredità alla Lega da una militante. L’abitazione è stata accettata dal movimento e subito venduta.  A Bossi hanno assicurato: tutto in regola. Il governatore piemontese ha fatto capolino in via Bellerio solo verso le 15, a pranzo concluso. Leonardo Carioni, presidente della provincia di Como, ha da anni grande feeling col Senatur. L’ ha conquistato anche con la sua simpatia. E con le doti canore. È bravissimo, Carioni, a cantare Celentano e i Nomadi. Ma ieri non era giornata per lasciarsi andare. «Sento l’affetto dei militanti» ha ripetuto Bossi. «Ora c’è chi deve fare pulizia nei conti».

Dilemma senatur - Certo, i maligni osservano che in via Bellerio non s’è fatto vedere Maroni. Anche perché Bossi non l’ha chiamato. Tutti giurano che non c’è nessuno strappo, tanto che Bobo sarà l’ospite più atteso alla manifestazione di martedì a Bergamo, insieme al Senatur. Ore prima del comizio, il nuovo tesoriere Stefano Stefani è pronto a cominciare il controllo dei bilanci. E vorrebbe un confronto con il suo predecessore dimissionario Francesco Belsito. Bossi resta amareggiato. Oggi passerà la Pasqua in famiglia. Durante la giornata potrebbe andare a Laveno, nel bar dove ama tracannare Coca Cola e succhiare sigari marca Garibaldi.

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • fracar52

    09 Aprile 2012 - 03:03

    VERGOGNA,VERGOGNA,VERGOGNA. NEMMENO CRAXI ERA ARRIVATO A TANTO !

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  • soleados

    08 Aprile 2012 - 21:09

    Sempre piu' meravigliato della COGLIONERIA dei leghisti.

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  • imahfu

    08 Aprile 2012 - 19:07

    E per te, no? Sei anche bugiardo. L'imbroglio lo lascio ai giudici.

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