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Carroccio, la bufera non è finita "Presto altri indagati nel partito"

Le voci suoi nuovi avvisi di garanzia e sulle perquisizioni in arrivo: nel mirino il Trota, Rosi Mauro e la moglie di Umberto Bossi

Carroccio, la bufera non è finita  "Presto altri indagati nel partito"
Da “padroni a Casa nostra” a “ladroni a casa nostra”. Qualcuno, ieri, con un rigurgito d’orgoglio, ha cancellato la frase sul muro di Pontida; ma se lo “tsunami sulla testa della Lega” (copyright Roberto Calderoli) fosse soltanto un venticello? E se l’autentica bufera giudiziaria cominciasse, sul serio, in questi giorni?

È già partito il tam tam nella Lega: è  sempre più insistente,  la notizia dell’imminentissimo «pacchetto d’avvisi di garanzia» che sarebbe pronto per parte della dirigenza leghista dalla Procura milanese: indagati tutti i nomi presenti nelle intercettazioni. E cioè, tra gli altri, gli ex membri del comitato organizzativo di tesoreria del Carroccio: a parte Belsito già incasinato di suo, Piergiorgio Stiffoni e lo stesso Roberto Castelli (che comunque voleva chiarezza sui documenti). E anche Daniela Cantamessa segretaria particolare di Umberto Bossi; e Nadia Degrada responsabile contabile; e Roberto Calderoli per il sospetto di una ristrutturazione «ma quella dev’essere una cazzata, Calderoli è ricco di famiglia...», commentano da Milano.

E ovviamente ci sarebbe anche Rosi Mauro, di cui Calderoli stesso invocava ieri le dimissioni. Le accuse sarebbero varie, alcune attengono ai bilanci. Sulla Mauro pesano fortissimamente le lauree acquistate e la faccenda del Sin.Pa. In più, verrebbe  indagata la famiglia Bossi in blocco: Umberto, Renzo -che proprio ieri, con sorprendete tempismo ha annunciato le dimissioni da consigliere regionale - , la moglie di Umberto Manuela Marrone per la sua scuola Bosina, il primogenito Riccardo. Di quest’ultimo sarebbero emerse copie di assegni circolari a lui girati dal padre e versati presso un istituto di credito varesino; soldi probabilmente usati per la sua Bmw X5, per pagamenti di spese legali e cartelle esattoriali. Eppoi sembra indagato anche il terzo figlio Roberto Libertà, il militante padano noto per aver tirato gavettoni di candeggina ai militanti comunisti; manca all’appello dei magistrati soltanto l’ultimogenito Sirio Eridano, che è ancora minorenne. Previste perquisizioni, almeno nelle sedi regionali di Liguria e Emilia (dove Rosi Mauro era legato federale, cioè commissaria).

A proposito di Roberto Libertà. È un giallo l’acquisto della tenuta di Brenta, nel varesotto, che Manuela Marrone ha effettuato per assecondarne la passione per l’agricoltura. Quei due ettari di terreno divisi in cinque particelle con due fabbricati - un casale di 7,5 vani e un fabbricato agricolo- sono stati acquistati il 24 giugno 2011 per il figlio Roberto Libertà a 450 mila euro. Più o meno la stessa cifra -guarda caso - dell’ormai stranota casa in via Mugello a Milano, frutto di un lascito ereditario accettato da Umberto Bossi come segretario della Lega da tale Caterina Trufelli, militante ottuagenaria. L’appartamento fu venduto da Bossi alla signora Angela Torazzi pochi mesi prima, l’1 febbraio 2011, a mezzo di 7 assegni per la cifra totale di 480mila euro. Non è un esercizio di alta contabilità azzardare che quei soldi, che sinora non risultano finiti nei rendiconti delle erogazioni volontarie del Carroccio, possano essere serviti all’acquisto del terreno di Brenta. Libero da qualche giorno chiede lumi su quell’eredità. Lo stesso Bossi, sabato, al pranzo prepasquale coi suoi colonnelli ha chiesto spiegazioni; e gli avrebbero risposto come al solito: «Tutto regolare...».

Ma, almeno finora, non spunta alcuna carta che confermi la suddetta regolarità. Ci rendiamo conto che leggere i bilanci di Belsito possa essere difficoltoso, specie in questo momento. Si spera dunque che il nuovo tesoriere Stefano Stefani, supportato dal nuovo comitato e, soprattutto, da un organismo esterno che certifichi minimamente i resoconti del partito, possa rispondere alle nostre domande: che fine hanno fatto i soldi dell’eredità? C’è un’altra “casa di Montecarlo” per i Bossi? Intanto come cantavano ieri Elio e le Storie tese sulle note del Carrozzone di Renato Zero:  “Il Carroccione va avanti da sè/ coi tesorieri/ i furfanti e i daneè....”

di Francesco Specchia

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  • Marcoenrico

    10 Aprile 2012 - 16:04

    Quindi leggiamo da Wikipedia, che non è certamente vicina a posizioni moderate e di centro destra: "Nel 1975 l'allora presidente della Regione Emilia-Romagna Guido Fanti (PCI) lanciò la proposta politica di raggruppare cinque regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) "per superare la crisi che ha colpito il Paese". Intervistato dal quotidiano torinese La Stampa, Fanti chiamò la "super regione" che proponeva di costituire Padania.". Successivamente la Fondazione Agnelli (FIAT come LaStampa) ha utilizzato più volte il termine Padania senza che Bossi avesse ancora fondato la Lega.

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  • Marcoenrico

    10 Aprile 2012 - 16:04

    Che voi lavoriate è la notizia del giorno. In ogni caso la Padania esiste e non da qualche anno come andate raccontando. Posso ricordarvi le strade di grande comunicazione chiamate dai romani Padana Superiore e Padana inferiore. Per arrivare alla trasmissione radiofonica (c'era solo la RAI) che dal dopoguerra ad almeno agli anni '70 si chiamava Gazzettino Padano, per arrivare al Grana Padano e via discorrendo. E questi nomi da dove sarebbero sorti se non fosse che da 2500 anni l'area indicata come Valle Padana non fosse così conosciuta dai suoi abitanti? Già mi leggo la replica dicendo che non è mai esistita politicamente. Falso. In quanto i romani la chiamavano Gallia Cispadana e Gallia Transpadana. Diventando unità politica prima sotto i Goti e poi con il nome di Longobardia sotto i Longobardi. Rimasta sotto l'impero tedesco sino a Napoleone divenne Repubblica Cisalpina e rep. Cispadana. Unite poi nel dominio napoleonico. E' l'Italia, al massimo, ad essere un'espressione geografica.

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  • feltroni ve le suona ancora

    10 Aprile 2012 - 15:03

    ... perciò si scrive con la p minuscola. La Calabria invece esiste e si scrive con la C maiuscola. E ora fammi andare, non ho tempo da perdere come te. Noi non leghisti lavoriamo, non attingiamo dai soldi pubblici per fare la spesa. Ps. Sei piuttosto prevedibile. H hai visto che invece di parlare dei tuoi colleghi ladroni, sei tornato a parlare del comunismo? Stavolta hai fatto addirittura un salto nell'800. Al prossimo scandalo ci parlerai del comunismo nelle civiltà precolombiane?

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  • Marcoenrico

    10 Aprile 2012 - 15:03

    Padania si scrive con la maiuscolo. Potrà non piacere ai democratici di fuori e comunisti di dentro, ma il nome preoprio in idioma italico deve essere indicato in maiuscolo. Italia - maiuscolo. Lombardia, Umbria, Calabria - maiuscolo. Parma, Teramo, Catania - maiuscolo. Monferrato, Maremma, Salento - Maiuscolo. Padania, Magna Grecia - maiuscolo. Potrà dispiacere ma è così.

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