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Finanziamento, farsa partiti: si terranno tutti i soldi

Pdl, Pd e Udc congelano i 100 milioni di rimborsi 2008 in attesa della riforma, che non diminuirà i contributi

Finanziamento, farsa partiti: si terranno tutti i soldi

I partiti trovano l'accordo sulla trasparenza del finanziamento pubblico: non cambierà nulla, continueranno a incassare soldi a pioggia. Una farsa a uso e consumo dell'opinione pubblica, che dovrebbe accontentarsi della buona volontà della Casta mentre intorno tutto frana tra inchieste giudiziarie e soldi (pubblici) usati a fini privati dai politici. Nella sostanza, Angelino Alfano (Pdl), Pier Luigi Bersani (Pd) e Pier Ferdinando Casini (Udc) hanno trovato l'intesa sul congelamento dell'ultima tranche di rimborsi elettorali del 2008 che stavano ancora attendendo, 100 milioni di euro. Altro che rinuncia (l'Idv chiedeva, per esempio, di usare quel tesoretto per pagare gli esodati della riforma del lavoro): verranno incassati solo a riforma avvenuta, che però non cambierà di una virgola l'entità dei mega-finanziamenti.

Più controlli - Il via libera vero e proprio c'è solo sulle norme per rendere più severi i controlli sui bilanci. Sarà istituita una commissione formata da magistrati della Corte di Cassazione, della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato che passerà al vaglio i conti dei partiti. L’organismo sarà presieduto da Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti. L'accordo prevede poi l'obbligo di pubblicare i bilanci su Internet, di investire solo in titoli di Stato italiano, di ridurre da 50mila euro a 5mila euro la soglia delle donazioni da denunciare. Mentre le contribuzioni dei partiti politici a fondazioni, enti e istituzioni o società che superano i 50mila euro all’anno dovranno essere esaminati dalla nuova commissione. I bilanci dovranno poi essere obbligatoriamente sottoposti al controllo di società di revisione iscritte nell’albo speciale Consob.

 

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  • gian46

    12 Aprile 2012 - 22:10

    Puzza lontano un miglio. Dopo le amministrative saremo tutti impegnati a commentarne i risultati. E' il momento migliore per approvare leggi impopolari senza dare troppo nell'occhio. Dobbiamo vigilare sulle "regole" che i politici stanno elucubrando. Non e' mai capitato che proponessero una riforma a proprio sfavore, anzi, come e' stato nel 1993 in risposta al referendum che abrogava il finanziamento, ne hanno fatta una che col tempo lo ha decuplicato. L'esito finale della "manfrina" in corso potrebbe essere di trasformare i partiti da "associazioni private" in organi istituzionali a carico dello Stato. In questo caso il contribuente, oltre a continuare a foraggiarli con le tasse, si troverebbe anche a pagarne il personale, in qualita' di dipendenti pubblici. Le dichiarazioni di Bersani sono un campanello di allarme. Sostiene a spada tratta che e' lo Stato a dover finanziare i partiti, non i privati: da li' a statalizzarli il passo e' breve, in perfetto stile sovietico.

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  • roberto19

    roberto19

    12 Aprile 2012 - 20:08

    come i ladri .

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  • gian46

    12 Aprile 2012 - 20:08

    ABC non hanno mai parlato di ridurre o cancellare, ma di "regolamentare". Fate onore alla loro coerenza! Nessun giornale si e' mai schierato fermamente per l'abolizione, loro stessi pascolano a piene mani nel finanziamento pubblico. Nessuno ha interesse ad enfatizzare il nocciolo del problema italiano: il fiume di danaro che scorre verso partiti ne fa' nascere uno nuovo ogni giorno, animato da alti ideali, ma e' solo un buon affare; e quello che scorre verso i giornali li anestetizza affinche' non esagerino, pena ritorsioni. Il comune cittadino e' impotente. Ma un'arma ce l'ha ancora: il voto. L'alta astensione terrorizza i politici e "forse" li piegherebbe al senso di responsabilita'. Ma svegliamoci subito, gia' alle amministrative di maggio, alle prossime politiche non e' detto che lo abbiamo ancora. Siamo gia' in un regime di democrazia sospesa ed il passo successivo e' breve: emergenza e supremo interesse della Nazione.

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  • biemme

    12 Aprile 2012 - 20:08

    Sempre più ingordi queste sanquisughe, ed anche senza pudore. Pensionati e lavoratori alla fame e loro salvano i loro prilegi, stipendi e ingenti finanziamenti per meglio lucrare. Mai più un voto. A casa tutti!

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