Cerca

Lavoro, tutti contro Fornero maestrina dal cappotto rosso

Il premier Monti non ha gradito le ultime sparate del ministro. Marcegaglia a Napolitano: "Accordo sulla riforma stravolto"

Lavoro, tutti contro Fornero maestrina dal cappotto rosso

Tutti contro Elsa Fornero. Il ministro del Welfare ha tirato troppo la corda e ora anche Mario Monti cerca di contenerla. Al premier non è piaciuta la sua ultima esternazione: "O passa la riforma del lavoro o il governo va a casa". Una frase a dir poco inopportuna per il premier soprattutto in un questa fase di tensioni politiche interne. Nessun ministro si è schierato con Fornero: da Passera (il ministro dello Svilupop economico ha affermato che la partita sull'articolo 18 poteva essere giocata diversamente) ad Andrea Riccardi che ha sostenuto di non essere in grado di dire quando il governo va a casa o no.

Combattiva Emma
- Monti non è soddisfatto di come il suo ministro ha gestito la riforma del lavoro: il braccio di ferro con i sindacati prima, poi la tensione con Confindustria che ha portato a una frattura nei rapporti con il presidente uscente della Confindustria, Emma Marcegaglia che ha scritto na lettera al Capo dello Stato Giorgio Napolitano  per spiegare le differenze tra l'accordo condiviso a Palazzo Chigi con le parti sociali (tranne la Cgil) e il testo successivo del disegno di legge. E il premier sta cercando di ricucire lo strappo con gli industriali.

 


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lucia elena

    17 Aprile 2012 - 09:09

    Non credo ai richiami di monti verso fornero. Sono tutti in accordo per fare sparate e confondere l'opinione pubblica facendo credere nell'unità degli intenti ma.........solo per ingannarci.

    Report

    Rispondi

  • Vinvag

    16 Aprile 2012 - 19:07

    Non che mi piaccia Passera, ma lei sbaglia. L'investimento in opere pubbliche non aumenta il debito pubblico. Questo perché se viene investito 100, per un meccanismo economico che si chiama "moltiplicatore keynesiano", in Italia si produce un aumento del PIL di circa 200. Tenga presente che gli investimenti pubblici attivano pochissime importazioni ed hanno il vantaggio di generare produzione e lavoro quasi esclusivamente italiani. Poiché il carico fiscale è di circa il 45%, l'esborso viene quasi completamente recuperato. Se l'opera pubblica è utile aumenta l'efficienza del sistema produttivo e dei servizi e di conseguenza si ripaga. (P.S.: questo è uno dei motivi per cui i NO-TAV danneggianog ravemente il nostro paese).

    Report

    Rispondi

  • z.signorini

    16 Aprile 2012 - 19:07

    Betzero propongo la tua ricetta, sintetica e realista. Una persona in poche parole dice quello che è semplicemente il vero, allora perché questo gruppetto di demenziali rincoglioniti non arrivano a capire? Forse si son dimenticati di leggere l'ultima pagina del libro bocconiano? Onestamente sembra proprio così, allora è meglio che vadano a casa e licenziarli in tronco questi incapaci ignoranti.

    Report

    Rispondi

  • salvosalvino

    16 Aprile 2012 - 19:07

    Così recita un famoso proverbio: " Il pesce comincia a puzzare dalla testa ". Il cattivo intervento di un infame gruppetto di presuntuosi professorini ha realizzato in breve uno dei più fulminei disastri economici che si sia mai visto in Italia negli ultimi decenni. Dovrete rispondere di questo crimine pianificato e procurato come, tempo addietro, venne fatto al famoso Processo di Norimberga. Sarà una questione di giustizia per le famiglie già rovinate e per tutti i morti per suicidio!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog