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Umberto vuol congelare Pontida. Calderoli attacca il "Cerchio"

Stati generali della Padania a metà maggio, per rilanciare il movimentoa rischio il raduno di Pontida: potrebbe non esserci il 10 giugno

Umberto vuol congelare Pontida. Calderoli attacca il "Cerchio"

Stati generali della Padania, a metà maggio, per rilanciare il movimento e preparare al meglio i congressi in Lombardia e Veneto, prima del gran finale con l’assise federale. Lo hanno annunciato ieri mattina Roberto Calderoli e Roberto Maroni incontrando la pattuglia padana in Regione Lombardia. La riunione s’è aperta con la secca comunicazione del capogruppo Stefano Galli: «Monica Rizzi si è dimessa» e quindi ha lasciato la poltrona di assessore allo Sport e Giovani. Al suo posto Luciana Ruffinelli. Nessuno dei presenti ha aggiunto qualcosa. Da notare che la Rizzi è la “madrina” del Trota, tanto da averlo seguito passo passo in campagna elettorale rinunciando alla candidatura per non fare ombra al rampollo. Il Senatur l’aveva ricompensata con il ruolo in giunta. Cade quindi un’altra testa pesante del Cerchio magico, il gruppo di colonnelli più vicino alla famiglia di Umberto (anche se l’ormai ex assessore ha sempre rifiutato questa etichetta). Calderoli ha fatto il punto sulle vicende giudiziarie. A partire dai veleni che l’hanno riguardato: «Tutti i rimborsi che ho percepito come coordinatore delle segreterie li ho girati al movimento. E non mi sono mai occupato di cementifici...».

La storia finita? - Certo, ed è stato un passaggio molto significativo, «anche per me e gli altri senatori c’era un filtro che rendeva difficilmente raggiungibile il Capo», ovvero Bossi. Una bordata, senza citarlo direttamente, al Cerchio magico. Maroni non ha infierito sui rivali interni e s’è preoccupato di dettare la linea. Ha citato l’articolo apparso su la Repubblica di ieri - a firma Ilvo Diamanti - titolato “La Lega non è una storia finita”. Per l’ex responsabile del Viminale, il Carroccio deve ripartire dagli obiettivi falliti (anzitutto federalismo e semplificazione) per rilanciare il movimento e recuperare i delusi. Proprio con questo spirito saranno organizzati gli stati generali della Padania. Il Carroccio vuol reagire immediatamente alla bufera giudiziaria: aveva pensato di sospendere la raccolta firme per le leggi di iniziativa popolare in materia fiscale e federalista abbozzate nelle ultime settimane. E invece, ha detto Maroni, «dobbiamo confermare la mobilitazione».

Raduno a rischio
- Al momento, l’unica iniziativa che rischia la cancellazione è il raduno di Pontida. Via Bellerio lo immaginava il 10 giugno, ma con un calendario zeppo di congressi (il 30 giugno e 1 luglio ci sarà quello federale) è difficile immaginare che la kermesse si terrà nella data prevista. Anche perché andrebbe in scena, di fatto, l’incoronazione del nuovo segretario senza aspettare l’assise ufficiale di venti giorni dopo. «Potrei anche non essere io il candidato» ha ripetuto Maroni ai consiglieri lombardi. Sul futuro timoniere, Bobo ha ricordato: «Non ci sarà più il capo carismatico, è necessario immaginare una gestione più collegiale» anche per prevenire possibili mal di pancia tra regioni leghiste che si contendono la supremazia nel partito (ovvero i lombardi e i veneti). Non sono mancati i momenti di tensione.

Il capogruppo Galli ha sbottato, senza fare nomi: «So per certo che uno dei nostri consiglieri è andato dal Pd dicendo di sparare contro l’Eupolis (l’istituto per la ricerca, la statistica e la formazione, ndr)», presieduta dal leghista gradito a Maroni, Stefano Bruno Galli. «Ecco», ha proseguito il capogruppo, «il responsabile venga nel mio ufficio a scusarsi oppure i nostri consiglieri passeranno da 20 a 19». E poi: «Qualcuno ha parlato a una giornalista per dire che anche il capogruppo non è stato votato...» ma a quel punto è saltato su Giangiacomo Longoni, consigliere varesino vicino a Marco Reguzzoni e protettore del Trota. «Visto che siamo in periodo di caccia alle streghe, dico davanti a tutti che non sono stato io». Lo stesso Longoni, quando Maroni aveva già lasciato la riunione, s’è rivolto ai colleghi per smentire di aver postato su Facebook un commento in cui dava del Giuda a Bobo. Inutile aggiungere che lo stesso Longoni è l’indiziato numero uno per il suggerimento anti-Eupolis al Pd e che tanto ha fatto infuriare Galli. I sussurri di palazzo giurano: il responsabile s’è poi scusato davvero, nel giro di poche ore...

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    17 Aprile 2012 - 11:11

    se voi vi decideste di mettere i punti dove servono, non incorrereste in questi inconvenienti. Fateveli prestare da Piccioncino: ne ha a iosa

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