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La carezza di Napolitano ai partiti: "Non sono il regno del male"

Il presidente della Repubblica: bisogna estirpare il marcio, ma non sono il simbolo del calcolo particolaristico e della corruzione

La carezza di Napolitano ai partiti: "Non sono il regno del male"

Anche il Capo dello Stato interviene nel dibattito sui finanziamenti ai partiti, e dopo averli di fatto messi all'angolo gli dà una carezza. Nel videomessaggio al convegno commemorativo promosso a Ravenna per il centenario della nasciata di Benito Zaccagnini, dice che il marcio si deve estripare ma non bisogna demonizzare il partito. Ecco le sue parole: "Il partito e la politica «non sono il regno del male, del calcolo particolaristico e della corruzione. Il marcio ha sempre potuto manifestarsi, e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità. Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica".


Il ricordo di Zaccagnini - Dopo il breve passaggio sulla situazione attuale, Napolitano commermora la figura politica: "Quando si ritorna con il ricordo, storico e personale, su una figura come quella di Benigno Zaccagnini così ricca umanamente e così a lungo intrecciata con lo svolgersi della vita pubblica in Italia, ci si può chiedere per quale aspetto Zaccagnini, la sua visione, la sua esperienza ci parlano oggi più direttamente e a che cosa ci richiamano più intensamente". Per il capo dello Stato "l'accento può cadere, certo, su quel che egli fu da uomo della Resistenza, da parlamentare per più di quarant'anni, da rappresentante del movimento politico dei cattolici nella rinata Italia democratica. Ma mi si lasci dire che Benigno Zaccagnini oggi ci parla per come fu tutto quello, per come contribuì a costruire e far vivere la nostra Repubblica, e a difenderla anche nelle circostanze più tragiche e dolorose contro il vile e sanguinario attacco del terrorismo. Egli lo fece da uomo sommamente probo, con quella tensione ideale e morale, e con quello spirito di servizio, che scaturivano da un'autentica vocazione alla politica, praticata con fede nei valori da diffondere e consolidare, senza mai smarrire quello che egli definiva 'l'aspetto più profondamente umano della politicà, e senza venir meno a una ricerca esigente che deve - diceva - 'trasparire dai nostri comportamentì".

Corruzione e onestà
- "Ed era in questo quadro - ha aggiunto il presidente Napolitano - che Zaccagnini invocava il partito come strumento. Ecco, il partito e la politica possono e debbono ancor oggi essere questo. Non sono il regno del male, del calcolo particolaristico e della corruzione. Il marcio ha sempre potuto manifestarsi, e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità. Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica".

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Commenti all'articolo

  • futuro libero

    18 Aprile 2012 - 12:12

    che possa fare arrivare a napo e monti tutti i nostri commenti?

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  • swiller

    18 Aprile 2012 - 10:10

    Nessuno sputa nel piatto dove mangia e li la greppia è ben rifornita, vergogna.

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  • giggino1977

    18 Aprile 2012 - 02:02

    Uagliò credi di essere credibile blaterando tali sciocchezze ? Lo sanno tutti gli italiani che i politici sono una massa di ladri da 60 anni, te compreso !

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  • 19gig50

    17 Aprile 2012 - 22:10

    Quando devono farsi eleggere sono disposti a tutto... a chiacchere, poi una volta eletti si adeguano al traffico del palazzo. Il Presidente dice che alcuni amano la politica, amano l'Italia, per me amano solo la loro tasca. Pretendono i nostri soldi per andarsi ad abbronzare alle Maldive, mentre a noi impongono l'addizionale regionale e quella comunale per un anno. Ci ricoprono di tasse e poi neiamo a scoprire i loro intrallazzi, le porcherie. Come si può credere a questa gente. Vanno rimossi, creare una nuova casta, totalmente. Questi nomi devono sparire dalla scena politica senza mantenere privilegi. Il popolo italiano non sente il bisogno di riscattarsi, di rigenerarsi o è soltanto un gregge di pecoroni?

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