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Ambrogioni (Cida): "Le pensioni 'd'oro' non sono quelle dei dirigenti d'azienda"

Ambrogioni (Cida): "Le pensioni 'd'oro' non sono quelle dei dirigenti d'azienda"

Roma, 23 feb. (Labitalia) - "Finalmente quando si parla di 'pensioni d'oro' si comincia a non parlare delle pensioni dei dirigenti d'azienda. Pensioni, queste ultime, dell'importo medio di 50mila euro lordi all'anno e frutto di contributi regolarmente versati". Così Giorgio Ambrogioni, presidente della Cida, Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato, parla con Labitalia delle cosiddette pensioni d'oro.

"I dati pubblicati oggi da un autorevole quotidiano -dice Ambrogioni- sono dati oggettivi, tratti dal Rapporto elaborato dal professore Brambilla sulla base di dati Inps. Quello che secondo noi è negativo non sono i dati -precisa Ambrogioni- ma semmai un certo approccio scandalistico al tema che finora ha caratterizzato il tema delle pensioni. E che ha portato a mischiare situazione non confrontabili, come i vitalizi dei parlamentari con pensioni maturate con 40 anni di lavoro".

"Il problema vero che ritorna ogni volta -spiega Ambrogioni- è quello dell'equità del sistema pensionistico. Problema che esiste e che trova il suo nodo negli anni 1995-96, ai tempi cioè della riforma Dini. Allora, non si ebbe il coraggio di far passare tutti al sistema contributivo. Oggi, oltretutto, l'Inps perde 8 miliardi l'anno per l'evasione contributiva: l'Istituto la smetta dunque -conclude il presidente della Cida- di avventurarsi in proposte in campo pensionistico e metta in atto, invece, tutti gli strumenti necessari per recuperare questa enorme massa di evasione contributiva".

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