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Pensioni: sindacati, con Ape via in anticipo di 3 anni e 7 mesi

Roma, 12 set. (Labitalia) - Potranno accedere all'anticipo pensionistico (Ape) quei lavoratori a cui mancano tre anni e sette mesi alla pensione. Il prestito sarà sperimentato per due anni. E' questa per i sindacati l'ultima ipotesi di mediazione avanzata dal governo e oggi sul tavolo del confronto al ministero del Lavoro. Dal primo gennaio 2017, dunque, se il 21 settembre prossimo, data dell'incontro 'politico' che dovrebbe chiudere la partita potranno andare in pensione, accedendo al prestito pensionistico i lavoratori con 63 anni di età.

"La mediazione è arrivata oggi ma era in viaggio da un po'. Noi avevamo chiesto un anticipo di 4 anni", spiega il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli al termine della riunione. L'Ape sarà sperimentata per due anni. "Ma questo - prosegue Petriccioli - non significa che dopo abbandoneremo l'intervento. Serve piuttosto per un monitoraggio dei pensionamenti". Restano sul tavolo inoltre tutte le agevolazioni per consentire un accesso all'Ape anche ai lavoratori svantaggiati, approfondite in questi mesi di confronto. Per questa categoria, e probabilmente entro il tetto di 1200 euro netti di reddito, il prestito pensionistico ventennale non dovrebbe pesare sulla pensione: l'intera rata di ammortamento infatti, riferiscono i sindacati, verrà pagata dallo Stato. Per l'Ape volontaria invece resta la rata ventennale che inciderà sulla pensione: "ma questa sarà una scelta che lasciamo all'autonomia dei singoli", dice il segretario confederale Uil, Domenico Proietti.

Sul tavolo dell'incontro anche il tema dei lavoratori precoci e di quelli con lavori usuranti. Per ambedue le categorie comunque sarà necessario, dicono ancora Cgil Cisl e Uil, un supplemento di 'istruttoria' nel corso del prossimo incontro politico confermato per il 21 settembre prossimo. Per quei lavoratori che hanno iniziato tra i 14 e i 18 anni, sul tavolo comunque resta l'ipotesi di un bonus contributivo che consenta loro di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi; per gli usuranti invece si lavora ad una modifica della normativa per ampliare la platea dei beneficiari cercando di eliminare sia le finestre di uscita previste oggi che l'aggancio alle aspettative di vita con cui rendere possibile un'uscita dal lavoro 3 anni e 7 mesi prima. Confermato, dice ancora Proietti, anche il capitolo delle ricongiunzioni non onerose, la possibilità di allargare la 14esima e l'equiparazione della no tax area.

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