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Unerbe: erboristerie in calo, serve riconoscimento professionale

Unerbe: erboristerie in calo, serve riconoscimento professionale

Roma, 10 nov. (Labitalia) - "L’erboristeria negli ultimi tre anni ha registrato, per la prima volta, sia a livello nazionale che locale, una contrazione, sia pur piccola, di punti vendita e volumi di affari nonostante un aumento costante di consumi di prodotti naturali e comunque assimilabili ai prodotti erboristici. Il dato che emerge è che non sempre il consumatore riconosce nell'erborista la figura professionale idonea alle sue necessità, per cui è necessario continuare a seguire da vicino il percorso e l’iter del Testo unico del commercio della Regione Lazio fino all’approvazione definitiva e alla sua trasformazione in legge". Questo il messaggio lanciato dall'associazione di categoria Unerbe-Confesercenti.

In occasione della due giorni 'La città dei semplici', manifestazione del settore erboristico e dei prodotti erboristici, ideata e promossa da Unerbe unitamente alla Camera di commercio di Roma, si è svolto un convegno proprio per fare il punto. All'incontro hanno preso parte: Paolo Ospici, presidente provinciale Unerbe di Roma, Alessandro Lippi, segreteria Assessorato Attività Produttive della Regione Lazio, Ermanno Anselmi, coordinatore nazionale Unerbe; Nicola Di Ponzio, raccoglitore di erbe officinali da 4 generazioni di Lenola; Francesco Tomasselli coltivatore e raccoglitore di erbe spontanee di Isola del Liri; Marco Sarandrea, produttore di erbe e distillati di Collepardo, primo a livello internazionale, che diffuse il rinomato e caratteristico liquore Sambuca.

Sono circa 300 le aziende del settore erboristico, tra Roma e provincia, e circa 600 nel Lazio, con un volume d'affari complessivo di circa 24 milioni di euro annui. A queste vanno aggiunte le aziende produttrici. Il Lazio è inoltre una regione con una biodiversità importante nella quale è presente circa il 25% delle specie botaniche che abbiamo in Italia.

"È importante che l'erboristeria, che ci preme ricordare essere una scienza con storia e tradizione millenaria, riprenda a crescere. E' importante che le aziende del settore prosperino affinché facciano da volano anche per uno sviluppo più armonico e meno dipendente dall'estero", prosegue la nota. "Crediamo quindi - osserva - che sia necessario rilanciare il prodotto nazionale, utile opportunità di lavoro per tanti giovani che hanno deciso di dedicarsi alla coltivazione delle piante officinali, ma che si scontrano con una realtà fatta di concorrenza agguerrita a cui si può rispondere facendo confluire risorse, pratiche e saperi già presenti tra le figure professionali del settore".

"Unerbe - ha dichiarato Paolo Ospici - si fa carico del ruolo di promotore della filiera corta, coinvolgendo anche le istituzioni di riferimento che devono e possono aiutare le imprese nascenti a crescere in un mercato difficile come questo. Filiera corta e certificata che è sinonimo di qualità ma anche di convenienza per il consumatore e per l’operatore.

"Unerbe - ha proseguito Paolo Ospici - può sostenere, nei confronti della Regione una funzione di stimolo e pressione per la creazione di un laboratorio unico regionale in cui far convergere le erbe raccolte per la loro trasformazione (essiccazione, triturazione, confezionamento) che hanno dei costi non sostenibili dalla singola impresa. E' necessaria anche un’iniziativa per abbattere i costi dei singoli produttori relativamente alle certificazioni di qualità", ha concluso.

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