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Sempre più 'expat', manager italiani pronti all'espatrio

Sempre più 'expat', manager italiani pronti all'espatrio

Roma, 25 nov. (Labitalia) - “Rileviamo un numero sempre maggiore di aziende che richiedono personale da trasferire all’estero, ma anche di candidati disponibili a questo tipo di esperienza e si prevede un’ulteriore crescita indicativamente del 10% per l’anno in corso. Fra le mete predominanti: Regno Unito, Germania, Cina, Giappone, Usa”. Parola di Paola Marchesi, Manager Sales di Technical Hunters, società di headhunting leader nella ricerca e selezione di personale specializzato, che fa il punto sugli 'expat', termine anglosassone che indica i lavoratori che l’azienda trasferisce in un Paese straniero.

“La maggior parte degli 'expat' ricevono retribuzioni superiori ai 100 mila euro lordi annui, variabili chiaramente per seniority e ruolo. In genere, le candidature prevedono un'età media tra i 30 e i 49 anni", spiega Marchesi. "Ma, in particolare, i dati rilevati sottolineano - prosegue - come i candidati trasferiti all'estero appartengano a due fasce d'età: sotto i 34 anni, per l'avvio di un percorso professionale volto a una crescita internazionale con retribuzioni maggiori rispetto ai coetanei in Italia ma al di sotto in media dei 100 mila euro, oppure tra i 35 e i 49 anni, per un 'salto' di carriera da un percorso più statico, con retribuzioni in ascesa, quindi superiori ai 100 mila euro annui lordi”.

Le caratteristiche richieste sono formazione 'tecnica' secondo mansione e settore di mercato, esperienza pregressa e conoscenza del settore di riferimento con cui aver già intrattenuto rapporti professionali costanti, perfetta conoscenza linguistica (eventualmente anche della lingua locale, oltre all'inglese) e soprattutto disponibilità a una permanenza fuori Italia anche a lungo termine, secondo progetto pattuito.

Di contro, le aziende si preparano al supporto dei dipendenti fornendo loro tutti i benefit necessari per uno stile di vista adeguato, valutando la mansione che il candidato andrà a ricoprire, ma anche il contesto socio-politico-culturale in cui si troverà: alloggio confortevole, disponibilità a garantire periodici viaggi in Italia, auto aziendale in loco, carte di credito aziendali, condizioni favorevoli per la famiglia eventualmente trasferita, assicurazioni.

Oltre chiaramente alla retribuzione, che, di norma, rileva incrementi rilevanti non dovuti solo al costo della vita nel Paese di destinazione, ma anche al riconoscimento di un incentivo maggiore per la scelta perseguita. In Europa, le mete predominanti lo scorso anno sono state Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia, trend confermato anche per l'anno in corso, mentre sul fronte internazionale le mete principali sono state negli ultimi tre anni Cina, Giappone, Canada, Stati Uniti, Emirati, Sud America e Russia.

“La scelta della località deriva chiaramente dal settore e scelta strategica dell'azienda di origine, previe analisi di mercato che vedono le destinazioni prefissate come zone in crescita dal punto di vista commerciale o strategiche per la produzione”, sottolinea la manager di Technical Hunters. “Dal 2012 ad oggi la nostra società ha seguito alcuni progetti di carattere internazionale sia per pmi italiane che aziende multinazionali, sia italiane che internazionali. Dal nostro punto di vista, abbiamo collaborato con aziende di svariati settori, tra cui oil&gas, construction, automotive, impiantistica industriale, food&beverage, fashion&luxury, retail, medicale, componentistica industriale”, conclude Marchesi.

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