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Opportunità per startupper e professionisti di 'big data'

Opportunità per startupper e professionisti di 'big data'

Milano, 27 nov. (Labitalia) - I 'Big data' stanno cambiando il modo di raccogliere, analizzare e integrare i dati e, di fronte all’aumento delle fonti informative disponibili, sempre più aziende italiane comprendono che gli analytics rappresentano una fonte di vantaggio competitivo e uno strumento di evoluzione del modello stesso di impresa. Così, quello degli analytics è un settore che offre sempre più opportunità sia per i professionisti specializzati sia per le startup. A rilevarlo è la ricerca dell'Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School Management del Politecnico di Milano.

Sempre più organizzazioni, infatti, stanno introducendo nuovi ruoli di governance, come il chief data officer, presente oggi nel 26% dei casi, o nuove figure professionali come il data scientist (nel 30%), anche se nella maggior parte dei casi queste figure non sono non ancora codificate formalmente.

Il chief data officer è il membro dell’executive management team con competenze tecniche, di business e soft skills che si occupa della gestione e valorizzazione dei dati come asset strategico, attraverso un team multifunzionale. Il data scientist, invece, è la figura professionale interdisciplinare che ha il compito di estrarre informazioni dai dati, modellizzare problemi complessi e di identificare opportunità di business; oltre alla conoscenza dei sistemi di analytics, ha competenze informatiche, matematico-statistiche e di business.

Rispetto allo scorso anno, vi è una crescita notevole della diffusione di queste figure, a conferma di una maggiore maturità e consapevolezza delle aziende: la diffusione del data scientist è quasi triplicata e quella dei chief data officer quasi raddoppiata. Complessivamente, diminuiscono anche le aziende che non hanno intenzione di inserire queste figure (rispettivamente il 60% e 56%). Ad oggi, tuttavia, il responsabile delle attività di controllo e gestione dei sistemi di analytics si conferma essere il Cio o un It decision maker nel 52% delle organizzazioni, mentre nel 22% è il business intelligence manager. I casi in cui la responsabilità è in mano al chief data officer o a un data scientist sono marginali (4%).

L'analisi sull'ecosistema startup nel mercato mondiale Big data e Business intelligence, poi, ha individuato 498 startup che hanno ricevuto finanziamenti da investitori istituzionali dal 2012 ad oggi, per un totale di 14,48 miliardi di dollari. Le startup censite si possono classificare principalmente in tre macroaree: Infrastructure, quelle che processano, memorizzano e analizzano i dati; Analytics technologies, che mettono a disposizione specifiche tecnologie analitiche; Application, soluzioni verticali di analisi dati rivolte a particolari ambiti.

Le startup sono attive nel 50% dei casi nel settore del marketing sales e nel 47% nel Crm Customer Experience. Seguono security (15%), finance (15%), supply chain, logistics operations (8%), human resources (6%) e It (3%). Sono 33 le startup operanti in Italia, il 58% delle quali fondate dal 2013 ad oggi. La maggior concentrazione è al Nord (55%), poi Centro (33%) e Sud-isole (12%). Il fondatore, nel 25% dei casi, ha competenze prettamente tecniche, nel 16% manageriali e nel 59% sia tecniche che manageriali. Nel 38% dei casi ha un'età compresa tra i 30 e i 40 anni, nel 33% è maggiore di 40 e nel restante 29% tra i 20 e i 30 anni.

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