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Il riflessologo, camminiamo di pari passo con medicina

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Il riflessologo, camminiamo di pari passo con medicina

Roma, 30 dic. (Labitalia) - "Il riflessologo cammina di pari passo alla medicina tradizionale". Ne è convinto Sergio Atzori, riflessologo e presidente dell'Associazione italiana medicina olistica, che aderisce al Coordinamento delle libere associazioni professionali (Colap), e che con Labitalia parla delle finalità di questa disciplina.

"Il riflessologo -spiega- riequilibra energeticamente ciò che l'individuo ha in disequilibrio, lavorando sui campi energetici. Lo fa attraverso una ricerca riflessologica che mette in condizione di capire quali sono le parti in disequilibrio del corpo e agire su quelle. Questo consente di prevenire eventuali patologie e di essere un valido aiuto per le persone che già hanno delle patologie conclamate, diventando si supporto alla medicina ufficiale".

"Quindi, la riflessologia -avverte Atzori- può essere un valido mezzo integrativo alla medicina ufficiale, infatti molti medici ci inviano dei loro pazienti. Il riflessologo, oltre a stimolare i punti riflessi, ha una presenza fisica, fatta oltre che di tocco di ascolto che è quello che oggi le persone cercano".

"L’Associazione italiana di medicina olistica -ricorda- è nata con l’intento di studiare e divulgare quelle tecniche definite di 'medicina non-convenzionale', che prendono appunto in considerazione l’uomo nella sua visione olistica cioè completa di corpo e anima. Secondo i principi della medicina naturale, l’organismo umano non deve essere inteso solo come corpo fisico, ma valutato in una visione più ampia che comprenda mente e corpo, psiche e soma".

"L'Assocazione -ricorda- forma figure professionali attraverso corsi pluriennali nei quali viene data pari importanza sia agli aspetti teorici che pratici. Purtroppo, però, non sono molti i giovani che si avvicinano a questa disciplina perché non è pubblicizzata e, magari, si preferisce un titolo di studio riconosciuto dalle istituzioni".

"Per questo, la scuola triennale che sta all'interno della nostra Associazione -ammette- ha frequenza quindicinale e i corsi sono organizzati di domenica per consentire, alla maggior parte delle persone che lavorano, di partecipare comunque ai nostri corsi. Certo, sarebbe meglio che da giovani si cominciasse a studiare questa tecnica perché offre la possibilità di lavorare subito, a differenza di altri corsi magari più lunghi che poi però non danno una certezza professionale".

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