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Calderone (Cup): "Orientamento al lavoro già sui banchi di scuola"

Roma, 29 gen. (Labitalia) - In un momento in cui la qualità dell'istruzione è in calo, i tempi di conseguimento del titolo di laurea si allungano e la disoccupazione giovanile supera il 50% nelle regioni del Mezzogiorno, rafforzare il dialogo tra formazione e lavoro e tra Università e imprese deve essere una priorità. E’ questo, in sintesi, il monito lanciato dalla presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, al convegno dello Snals-Confsal, svoltosi questa mattina, presso la Camera dei deputati, sul tema 'La centralità di una scuola seria. Più istruzione per la formazione e il lavoro'.

Nel suo intervento, la presidente Calderone si è soffermata sulla necessità di rivedere l'offerta formativa per adeguarla alle esigenze del mondo del lavoro, sottolineando che la formazione, per poter essere utile, ha bisogno di essere finalizzata in percorsi ben precisi e coadiuvata al tempo stesso da un percorso di orientamento al lavoro che deve iniziare già sui banchi di scuola.

“Se è vero che sempre più spesso il corso di laurea non riesce a garantire il lavoro sognato - ha commentato Marina Calderone - qualche chance in più sembrano oggi averla i laureati in Informatica e Ingegneria, solo perché da tempo il rapporto tra imprese e atenei in questo ambito è più stretto”.

“Ma c’è ancora molto da fare: è necessario - ha aggiunto - un sistema di acquisizione delle competenze che renda più facile il dialogo tra mercato e Università, coinvolgendo anche il mondo delle professioni per rendere più elevata la formazione e di conseguenza più competitivo il nostro Paese”.

Già la Corte dei Conti, infatti, con la delibera n. 7 del 19 aprile 2010, aveva fornito il 'Referto sul sistema universitario', ha ricordato Calderone, facendo riflettere sull'utilità della riforma universitaria targata Berlinguer-Zecchino che, tra i suoi principali obiettivi, aveva quello di collegare il mondo accademico con quello lavorativo, in linea con quanto già applicato nei principali paesi europei.

"Infatti, a più di dieci anni dall’introduzione del sistema di istruzione a doppio ciclo (laurea triennale e laurea specialistica), la riforma non ha prodotto i risultati attesi, né in termini di aumento dei laureati né in termini di miglioramento della qualità dell’offerta formativa, generando al contrario un’eccessiva frammentazione delle attività formative e una moltiplicazione spesso non motivata dei corsi di studio", ha avvertito.

Per Marina Calderone, "la cosa più importante è fare sinergia fra tutti quelli che sono gli attori del mercato del lavoro, il mondo delle imprese ma anche il mondo delle professioni, e far comprendere a tutte le istituzioni che è importante non creare false aspettative ai giovani e invece valorizzare quelli che sono i percorsi di alternanza scuola-lavoro cercando di semplificarne i processi e di renderli sempre più aderenti alle necessità effettive del mondo delle imprese e del lavoro in generale".

"Per noi è importante proporre anche il modello del circuito professionale - ha commentato con Labitalia - come modello di un settore in cui in modo estremamente dinamico si possono anche introdurre nuove professionalità e soprattutto in cui i giovani possono trovare un sicuro sbocco per le loro aspettative di lavoro e di vita".

"Ma il tema fondamentale - ha ribadito - è quello dell'orientamento e della qualità dell'orientamento, che non deve sottacere anche le difficoltà di inserimento se si scelgono percorsi universitari di studio che poi non sono sicuramente collegati a quella che è la richiesta del mondo del lavoro".

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