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Confassociazioni: "Con ddl sul lavoro autonomo più aiuti alle donne"

Confassociazioni: "Con ddl sul lavoro autonomo più aiuti alle donne"

Roma, 4 feb. (Labitalia) - "Senza dubbio, con il cosiddetto 'Jobs Act per i lavoratori autonomi', il governo ha dimostrato di prendere in seria considerazione anche i numerosi ostacoli che affrontano le donne non dipendenti e di questo, come Confassociazioni, non possiamo che compiacerci". Lo ha dichiarato in una nota Federica De Pasquale, vicepresidente di Confassociazioni con delega alle pari opportunità, riferendosi al ddl varato dal governo.

“Ci auguriamo che questa prima copertura finanziaria inserita nella legge di stabilità 2016, volta a garantire una serie di agevolazioni per le partite Iva, diventi nei fatti strutturale e non occasionale, arrivando al famoso Statuto dei lavoratori autonomi che in tanti chiediamo da anni”, ha continuato.

“Da tempo - ha ricordato De Pasquale - abbiamo esposto a diversi dicasteri le nostre istanze in merito a temi quali la malattia grave, la maternità, i congedi parentali, lo smart working e a come sia necessario che la lavoratrice autonoma, professionista soggetta esclusivamente alla gestione separata dell'Inps, possa usufruire delle stesse agevolazioni riconosciute alle lavoratrici dipendenti, ma con modalità molto più elastiche che tengano conto e tutelino la specificità delle nostre attività professionali".

"Ad esempio, permettendo di accedere al congedo di maternità gestendo liberamente i tempi di assenza dal lavoro, con il solo obbligo di darne comunicazione all'Inps. È importante comprendere che una lavoratrice autonoma non può molto spesso assentarsi per diversi mesi. Questo sembra che il governo in parte lo abbia preso in considerazione, ma aspettiamo di vedere nei fatti cosa accadrà quando all'ente di previdenza arriveranno le prime domande”, ha spiegato la vicepresidente di Confassociazioni.

“Altro punto che per noi risulta di primaria importanza - ha aggiunto Federica De Pasquale - sarebbe la costituzione di un fondo a cui attingere in caso di malattia grave, sempre tenuto dall'Inps, ma a uso esclusivo delle donne iscritte alla Gestione separata e che non hanno una Cassa di previdenza privata".

"Come abbiamo sottolineato anche al presidente Cesare Damiano nei mesi scorsi, nel corso di un'audizione in commissione Lavoro alla Camera dei deputati, a nostro avviso, questo sarebbe un passo molto importante che auspichiamo il Parlamento faccia proprio in sede di conversione del decreto", ha concluso.

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