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Consulenti lavoro, profughi picchiati in vigneti Chianti categoria estranea

Consulenti lavoro, profughi picchiati in vigneti Chianti categoria estranea

Roma, 12 mag. (Labitalia) - “Profughi picchiati e sfruttati nei vigneti del Chianti: consulenti del lavoro estranei alla vicenda”. Il Consiglio nazionale dell’Ordine di categoria, appresa la notizia, ha subito avviato le verifiche su tre dei soggetti coinvolti nella vicenda per capire se risultassero iscritti all’albo dei consulenti del lavoro che, si ricorda, è consultabile da tutti sul sito www.consulentidellavoro.gov.it. Ne è emerso un esito negativo.

"Da qui -si legge in una nota- la presa di distanza e la richiesta di smentita da parte del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro che, per legge, vigila sull’operato dei professionisti iscritti. L'operazione in questione è stata coordinata dalla Procura di Prato ed ha portato ad una trentina di perquisizioni tra le province di Prato e Firenze".

"Sono stati notificati -spiega- 12 avvisi di garanzia a una banda di nove pachistani accusati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento di manodopera straniera clandestina. Nell'inchiesta della Procura di Prato, da dove partivano gran parte dei profughi, risulterebbero indagati anche tre professionisti italiani, indicati quali consulenti del lavoro, accusati di aver fornito falsa documentazione per aggirare la legge sull'immigrazione e concorso esterno in associazione a delinquere. Così, però non è. Il Consiglio nazionale dell’Ordine ha, infatti, provveduto ad acquisire i nominativi dei tre presunti indagati e controllato sul proprio albo nazionale confermando che non si tratta di consulenti del lavoro".

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