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Ilva: ingegneri, nostre competenze per coniugare sviluppo e ambiente

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Ilva: ingegneri, nostre competenze per coniugare sviluppo e ambiente

Roma, 19 mag. (Labitalia) - Mettere in campo le proprie competenza tecniche per dare, da soggetto terzo, un contributo di valutazione sulle scelte politiche che verranno prese nei prossimi mesi sull'Ilva di Taranto, riuscendo a coniugare tenuta occupazionale e tutela ambientale e della salute del territorio. E' l'obiettivo del Consiglio nazionale degli ingegneri italiani che oggi a Roma, in collaborazione con l'Ordine degli ingegneri della provincia di Taranto e la Regione Puglia, ha tenuto una conferenza stampa per presentare il convegno 'Ripensare l'industria siderurgica in Italia. Ilva: attualità e prospettive', che si terrà a settembre e durante il quale i professionisti presenteranno le loro idee sul futuro dello stabilimento siderurgico (video).

"Noi vogliamo soltanto dare alla politica e alle istituzioni -ha spiegato a Labitalia il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano- la nostra disponibilità a fare in modo che a qualunque scelta venga fatta, che è di competenza delle istituzioni, noi daremo una risposta tecnica in modo che questa sia compatibile non solo con la normativa ma con le necessità indispensabili di tutela della sicurezza e della salute".

Gli ingegneri hanno realizzato anche una ricerca, con il loro centro studi, sul futuro della siderurgia italiana e dell'Ilva.

Nessuna proposta specifica però dai professionisti, ma un contributo terzo, 'super partes' nell'interesse di Taranto, della Puglia e del Paese. "Siamo interlocutori -ha ribadito Zambrano- non nel senso di voler condizionare le scelte ma di verificare quelle che saranno fatte alla luce di questi principi ineludibili".

"Qualunque scelta, che sia il privato a intervenire acquisendo la struttura, che sia il pubblico ad occuparsi dell'ambiente, in ogni caso -ha ribadito Zambrano- le regole vanno rispettate, la scelta deve essere quella di un paese civile e moderno, quale l'Italia è".

"Noi da soggetto terzo, da ente pubblico, che ha tutte le conoscenze tecnico-scientifiche per fare le verifiche, ci poniamo come interlocutore attento, affidabile e soprattutto terzo", ha concluso.

E alla conferenza stampa è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha sottolineato la "gratitudine agli ingegneri italiani che, con un dono professionale, hanno offerto alla Regione Puglia, ma all'Italia intera, la possibilità di riesaminare tutta questa vicenda alla luce della loro professione. Ed è una cosa di grandissima importanza".

Ed Emiliano ha le idee chiare sulla vicenda Ilva. "La Regione Puglia deve rispettare le leggi, anche quando non le condivide -ha sottolineato- e si rende conto che comunque siamo davanti uno snodo fondamentale. Si rischia di far funzionare questa fabbrica nonostante non si abbia ancora la certezza tecnica che essa è costruita in modo tale da rispettare il diritto alla salute dei nostri concittadini".

Secondo Emiliano, "il punto di vista degli ingegneri potrebbe prevenire l'intervento della Corte Costituzionale, della Corte europea dei diritti dell'uomo che sta valutando se le leggi italiane, che consentono alla fabbrica di continuare nonostante la sua dannosità, non siano in violazione della Carta europea dei diritti dell'uomo". "In questo caso la produzione dovrebbe essere sospesa e quindi avremmo una situazione difficilissima da gestire se il governo non si sfila prima dal tunnel in cui rischia di infilarsi. E in tutto questo è evidente che il silenzio e la mancanza di dialogo sia con il Consiglio nazionale degli ingegneri che con la Regione Puglia non è più accettabile", ha concluso.

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