Cerca

professionisti

Ad Antonio Pappano il Premio Fondazione Carla Fendi 2016

Ad Antonio Pappano il Premio Fondazione Carla Fendi 2016

Roma, 8 lug. (Labitalia) - Va al Maestro Antonio Pappano, quest'anno, il Premio Fondazione Carla Fendi, per aver "contribuito alla cultura musicale in tutto il mondo con i suoi importanti incarichi in qualità di Music Director della Royal Opera House - Covent Garden di Londra e di direttore musicale dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia". Sarà consegnato domenica 10 luglio, alle 12, nella giornata conclusiva di Spoleto59 Festival dei 2Mondi, sul palco del Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi. E sarà sempre Sir Antonio Pappano a dirigere il concerto finale in piazza, alle 20, che chiuderà la manifestazione.

Giunto alla quinta edizione, il Premio istituito dalla Fondazione Carla Fendi intende "onorare personalità di alto valore nel campo dell’arte, della cultura, della creatività, come testimoni illustri del nostro tempo ed esempi di eccellenze per il nostro futuro". Il premio, un planisfero creato per la Fondazione Carla Fendi dal Maestro Sandro Chia e da lui rielaborato ogni anno con una nuova immagine, nelle edizioni precedenti è stato attribuito a Bob Wilson insieme a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo; a Liliana Cavani e Julie Taymor; a Piero Tosi e Riccardo Muti; a Paolo Sorrentino.

La Fondazione Carla Fendi, in qualità di main partner del Festival di Spoleto, oltre ad aver sostenuto la giornata inaugurale e il cartellone del Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi (che la Fondazione stessa ha ristrutturato e riconsegnato alla città nel 2015), come ogni anno, presenta anche un progetto/performance e il tema del 2016 è il barocco. Il progetto, infatti, è 'Un percorso nella modernità del Barocco' e si articola in due appuntamenti in programma in questo ultimo weekend del Festival.

"La Fondazione Carla Fendi - spiega una nota - ha scelto di far sua la sfida della più avanzata ricerca sull’arte contemporanea: interpretando il 'moderno' circostante come deflagrante espressione di un eterno Barocco, inteso come sublime, ambiguità, eclettismo e cangianza, cifra trasversale di ogni contemporaneo linguaggio espressivo. Quasi che la lucidità del reale cercasse ciclicamente rifugio in un percorso più complesso, sofisticato e ambiguo, e dunque nell’eccezione, nell’anomalia, nella sorpresa, nell’inganno, nella mescolanza e nella promiscuità che il Barocco incarna".

Un viaggio che comincia domani, sabato 9 luglio, alle ore 19,30, presso il Chiostro di Sant’Eufemia, con l’esecuzione del 'Vespro della Beata Vergine', capolavoro barocco di Claudio Monteverdi ed espressione di ogni 'diversità' musicale. Nell’Anno Giubilare della Misericordia, infatti, la Fondazione Carla Fendi ha voluto dedicare a Spoleto Festival dei 2Mondi un momento di intensa spiritualità, affidato alla direzione del Maestro Rinaldo Alessandrini, illustre custode della tradizione barocca, con l'ensemble Concerto Italiano.

Si prosegue domenica 10, alle 12, al Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi, con la performance 'Cangianze: L’inganno del Barocco', che racconta tre aspetti della mutevolezza, una delle cifre di questa corrente del Seicento.

"Il primo: le voci indefinibili e sfuggenti dei Pueri Cantores, unite alla modernità di Samuel Barber - Adagio per Archi - e ai versi del poeta Giuseppe Manfridi. Il secondo: l’'ingannevolezza' di una performance affidata a danzatori cubani, su musica di Giovan Battista Lully e coreografia da Balanchine: un’esecuzione sorprendente per tecnica e cangianze formali. Infine, questa esplorazione dell’anomalo e del diseguale culmina con la voce del controtenore Max Emanuel Cenčic: refrattaria a qualunque collocazione di genere, in quel suono 'indefinibile' che fu la meraviglia tra Sei e Settecento, sorprendentemente vicino alle più spericolate esperienze del contemporaneo e del pop".

In transito a Roma direttamente da Cuba, per arrivare alla giornata conclusiva del Festival di Spoleto, ci saranno quindi anche tre danzatori della Escuela Nacional de Ballet de Cuba: tre gemelli sedicenni con la stessa vocazione per la danza.

Saranno loro tra i protagonisti della performance 'Cangianze: L’inganno del Barocco', progetto ideato da Quirino Conti per la Fondazione Carla Fendi. Per la prima volta in Europa, chiamati da Carla Fendi per una esibizione fantasiosa costruita sull’'inganno' e sul trompe l’oeil, i danzatori sono artisticamente messaggeri della nuova atmosfera che sta legando Cuba al mondo intero.

“Ho fortemente voluto la realizzazione della performance sulla modernità del Barocco, la cui regia è stata affidata a Quirino Conti, perché trovo interessante e utile - commenta Carla Fendi - raccontare il tempo in cui viviamo. Oggi, c’è una profonda insofferenza per il reale e il razionale: la società ormai spettacolarizza qualsiasi cosa cercando risposte in un percorso più complesso e ambiguo e dunque nell’eccezione, nell’anomalia e nell’inganno che il Barocco incarna. Mi auguro che questo progetto possa offrire un interessante spunto di riflessione sulla nostra contemporaneità e avviare un dibattito ricco e proficuo”.

“Noi viviamo in un periodo neo Barocco - spiega Quirino Conti - in quanto la nostra contemporaneità è vocazionalmente contraddittoria e complessa. L’architetto canadese Frank Gehry esprime questo tempo al meglio, ad esempio con il Guggenheim Museum di Bilbao. Oppure nel mondo dell’arte contemporanea mi vengono in mente artisti come Maurizio Cattelan e Damien Hirst: entrambi rappresentano questa vocazione allo stupefacente, all’ineffabile al ‘cangiante’".

"Il Barocco dei nostri tempi, a differenza del precedente, ha una committenza di natura laica. Ora è il consumismo a chiedere al Barocco di essere poliforme, incontenibile, spettacolare in quanto viviamo uno stato di perenne insoddisfazione dove ognuno vuol essere protagonista e non più spettatore”, conclude.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog