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Analogisti, appuntamento a Brindisi con l'equazione della vita

Analogisti, appuntamento a Brindisi con l'equazione della vita

Brindisi, 10 ago. (Labitalia) - Dal neonato metodo Limitless 3.0 all’equazione della vita, per parlare di ipnosi metafisica, perdono e accettazione. Questi i temi al centro del nuovo appuntamento che vede impegnati gli analogisti, veri e propri professionisti del benessere individuale, in programma a Brindisi dal 26 al 28 agosto, al Grande Albergo Internazionale (viale Regina Margherita 23). Il convegno, dal titolo 'Il mito genitoriale', è organizzato dall’Upda (Università popolare delle discipline analogiche) e vedrà la partecipazione del fondatore delle discipline analogiche, lo psicologo Stefano Benemeglio, coadiuvato dagli analogisti pugliesi Olga Fusaro, Oronzo Liantonio, Massimo Pisani e Rossella Panaro.

Non si tratta di un corso ma di un laboratorio aperto a tutti per un'esperienza diretta con le proprie emozioni. Per allievi e operatori analogisti, il workshop di Brindisi è un appuntamento consueto arricchito da contenuti, evoluzioni, aggiornamenti e strumenti pratico-operativi per il riequilibrio della sfera emozionale. Mentre per i numerosi partecipanti che ogni anno si approcciano per la prima volta al mondo analogico è un'occasione per mettere a fuoco dinamiche inconsce e sperimentare un metodo originale volto a migliorare la qualità della vita.

Il programma del convegno si articola in tre giorni ricchi di studi e di sperimentazioni. In particolare, nel corso della prima giornata - alla quale è possibile partecipare gratuitamente - chi si affaccia per la prima volta al mondo analogico potrà acquisire informazioni di base per seguire al meglio lo sviluppo dei lavori. Il convegno prosegue per altri due giorni affrontando temi che riguardano da vicino un po’ tutti.

Un'esperienza che inizia con l’apprendere informazioni di base utili per decodificare il linguaggio non verbale dell’inconscio, fatto di gesti e di oscillazioni del corpo. Il modo con cui l’'io bambino' (o inconscio) esprime in continuazione blocchi, turbamenti ed emozioni come rabbia, paura, delusione e, ancora, approvazione e rifiuto.

Un approccio olistico innovativo e veloce, assicurano gli analogisti: "Da sempre la psicologia fa risalire problematiche esistenziali al rapporto genitoriale con mamma e/o papà. Per molte persone, però, l’approccio psicologico classico resta solo teorico, mentre per altre si concretizza in anni di psicoterapia e in un percorso emotivamente doloroso e a lungo termine che non sempre si è disposti a intraprendere. Tutti casi in cui il rapporto genitoriale viene poco scandagliato. Così, mentre il disagio psicologico è in costante aumento, sono sempre più numerose anche le persone lasciate sole a fronteggiare problematiche esistenziali che spesso restano irrisolte".

Cosa fare allora? Le discipline analogiche propongono appunto un percorso olistico innovativo, pragmatico e veloce che non vuole sostituirsi né a cure farmacologiche né alla psicoterapia classica, dalla quale l’approccio analogico si differenzia anche per metodologie e tempistiche.

Nel workshop di Brindisi, Stefano Benemeglio scandaglierà le tappe attraverso le quali l’inconscio costruisce il mito genitoriale - un processo interiore che porta a identificare due differenti modelli genitoriali, uno positivo-attrattivo e l’altro negativo-repulsivo o conflittuale - fino ad arrivare al nocciolo di un problema che riguarda da vicino un po’ tutti, l’emulazione.

Quello con i genitori, infatti, sostengono gli analogisti, è un rapporto profondo che, posto dal figlio alla base della propria esistenza, si nutre di emozioni e si snocciola in scelte di vita spesso obbligate, poiché poste in essere per emulazione di entrambi i modelli comportamentali genitoriali.

Il risultato insomma, secondo gli analogisti, è una sorta di coazione a ripetere e quindi a rivivere anche i turbamenti causati dal comportamento genitoriale conflittuale e il tutto attraverso scelte di vita emulative. "Si instaura così - affermano - un circolo vizioso da molti chiamato destino o karma. Le discipline analogiche, allora, esortano a costruire il proprio futuro riappropriandosi di ogni scelta e quindi anche del proprio destino. Un obiettivo perseguito sciogliendo quei turbamenti emozionali che diversamente finirebbero con l’influire sulle scelte di vita fino a pregiudicare la libera realizzazione personale".

Al centro dell'appuntamento di Brindisi anche il neonato metodo Limitless 3.0 che, messo a punto per il concreto superamento di problematiche esistenziali, si avvale di strumenti operativi particolarmente efficaci per il riequilibrio emozionale: dall’ipnosi metafisica a risorse umane che è possibile potenziare quali perdono e accettazione fino all’equazione della vita.

"Perdonare - precisa Stefano Benemeglio - non è questione razionale. Il perdono, affinché sia davvero tale, è un fattore puramente emotivo. Non si può perdonare se non si è in grado di assumersi la propria parte di colpe. Il perdono è condivisione e solo così accettazione. Solo rielaborando, a distanza di tempo, gli episodi fonte di rancore, provando, almeno allora, a porsi dal punto di vista di chi sta dall'altra parte potremo aprire le porte al perdono emotivo".

"Svuotati del rammarico e del rancore, che a quel punto taceranno e smetteranno di influenzare il nostro sentire, allora potremo guardare i fatti attraverso una lente oggettiva. Il perdono è più una questione di rilascio, che di concessione", sottolinea Benemeglio.

Una scoperta nel mondo analogico è poi l"equazione della vita', primo sistema matematico esistente al mondo applicato alla sfera emozionale che, attraverso coefficienti spaziali e temporali, definisce la procedura di soluzione per l’individuo. Inoltre, l’equazione permette di monitorare l’evoluzione di una ristrutturazione emotiva.

Una formula rivoluzionaria che spalanca le porte a infinite prospettive e rende più semplici e accessibili dinamiche complesse, come assicura Benemeglio: "L’equazione della vita permette di lavorare sullo spazio emozionale del singolo individuo, valutando i diversi coefficienti relativi alla relazione spazio-tempo e comprendendo così la distorsione esistente tra realtà e percezione emotiva".

"Una distorsione evidenziata dal coefficiente temporale che indica la potenza del 'sigillo' causa dei problemi di tipo emotivo, sintomatico e fisiologico. Grazie all'equazione della vita, si può costantemente monitorare l'andamento evolutivo di una ristrutturazione emotiva dal suo inizio, nella sua evoluzione fino al suo termine, che viene raggiunto quando i valori saranno funzionali alla felicità e alla salute", conclude Benemeglio.

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