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La scuola professionale Galdus premia l''intelligenza del fare'

La scuola professionale Galdus premia l''intelligenza del fare'

Milano, 9 set. (Labitalia) - Il fare quotidiano e il lavoro come ambito di espressione dell’intelligenza, intesa come pensiero, azione, fatica, passione, desiderio, talento. E' il tema su cui la scuola professionale Galdus invita a riflettere a partire da una rinnovata proposta di laboratori, eventi e iniziative nelle scuole presentata ieri a Palazzo Sormani, a Milano, in collaborazione con Aidi-Associazione italiana di illuminazione, Associazione Figli della Shoah, Bookcity per le scuole, Centro Culturale di Milano, Fondazione memoriale della Shoah, Fondazione 3M, Giunti Editore, Librerie Feltrinelli, Luni Editrice, Mediagraf, Mic-Museo interattivo del cinema. Il Premio è promosso dalla scuola professionale Galdus, con il patrocinio di Regione Lombardia e del Comune di Milano.

L’obiettivo è produrre racconti, poesie, opere artistiche e video a tema e inviarli a premio@galdus.it entro il 10 marzo 2017 per concorrere alla premiazione che si svolgerà a Milano il prossimo maggio.

Non solo nel fare quotidiano ma anche in ogni mestiere - dall'artigianato alla medicina - l’uomo è sfidato a mettere in gioco tutto se stesso, trasformare la realtà con testa, mani e cuore. Per questo a presentare il tema dell’anno scolastico 2016/2017, presso la sala del Grechetto a Palazzo Sormani, è stato l’epidemiologo Franco Berrino, direttore del dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano e autore di libri dedicati all’alimentazione, introdotto da Alberto Rapomi, responsabile della Biblioteca comunale centrale di Milano, dai saluti istituzionali di Galdus e dal direttore del Premio Galdus, Nicoletta Stefanelli.

“Molti pensano che dietro al fare vi sia solo la meccanica ripetizione del gesto - ha precisato Diego Montrone, presidente di Galdus - ma si dimenticano che pensiero, azione e passione sono aspetti inscindibili in chiunque prenda sul serio la vita e l’opera a cui è chiamato. Se non so, guardo, cerco, imparo, applico. Nel rapporto tra la scuola e l’impresa, teoria e pratica possono riappropriarsi del legame originario e contare sullo straordinario alleato rappresentato dal sistema duale, cioè dal percorso misto scuola-impresa finalizzato al conseguimento di un titolo di studio”.

“Quest’anno il Premio 'diventa impresa' - ha aggiunto Paola Missana, direttore generale della scuola - coinvolgendo sempre più gli studenti di Galdus nell'organizzazione e nella gestione del progetto culturale. Per la prima volta un neoqualificato Galdus, che ha deciso di proseguire gli studi con un percorso misto scuola-lavoro, collaborerà con noi sul progetto del Premio e sosterrà l'esame di diploma tecnico in alternanza”.

Franco Berrino ha introdotto il titolo del Premio Galdus 2017: “Come diceva un antico detto, 'Ogni giorno della vita passato senza amare il proprio lavoro è un giorno perso'. Pensiamo agli artigiani, che lavorano a regola d’arte. In questa espressione sta il senso del lavoro: fare le cose indipendentemente dal successo. Lavorare in questo modo, a regola d’arte, aiuta la salute, genera bellezza, per la persona e per la collettività”.

Paolo Soraci, capo ufficio stampa di Pde - Gruppo Feltrinelli e membro della giuria del Premio Galdus, ha commentato il dipinto del pittore Jean Fouquet (XV secolo), 'La costruzione del tempio di Gerusalemme', scelto come icona dell’edizione: “La lezione che abbiamo appreso in questi anni di collaborazione con Galdus è quanto sia ricco e bello apprendere un lavoro in cui gesto e coscienza, progetto, idea e pratica realizzazione convivano in maniera inestricabile".

"Un'altra lezione che emerge chiara dalla visita ai diversi corsi di Galdus è il valore della collaborazione. Gli ultimi anni hanno fatto della competizione il primo motore di sviluppo e innovazione, ma guardando i ragazzi e gli insegnanti di Galdus a stagliarsi è la bellezza del lavorare insieme”, ha concluso.

Il tema del Premio Galdus 2017, infatti, prende ispirazione dal dipinto di Jean Fouquet e dal pensiero dello scrittore Christian Jacq sull’uomo del Medioevo, che individua, in particolare, nel Maestro d’opera colui che vive la sua esistenza come una lotta tra la ragione, autrice di tecniche, e il mistero, creatore delle scienze. Per gli artigiani e i costruttori medievali la ricerca spirituale sarebbe la normale avventura di esseri di carne e di sangue tesi a conquistare la propria vera natura attraverso la verità custodita in un’architettura, in una scultura, in un mestiere.

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