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Libia, La Russa: invieremo 10 addestratori

Esteri

Roma, 20 apr. (Adnkronos) - "Il governo italiano ha dato la disponibilità per inviare 10 addestratori militari in aiuto agli insorti contro Gheddafi in Libia". A darne l'annuncio è il ministro della Difesa Ignazio La Russa, al termine dell'incontro con il suo omologo britannico Liam Fox.

"Il numero dei nostri addestratori - sottolinea La Russa - è pari a quello garantito dal governo britannico". Parlando del ruolo dell'Italia nella crisi libica, La Russa spiega che ''agiamo con compiti diversi ma nell'ambito della stessa squadra, la Nato''. Fra i compiti in precedenza assegnati all'Italia, La Russa ne aggiunge due, riguardanti ''il rifornimento in volo degli aerei britannici'' e ''l'estensione della capacità d'accoglienza degli assetti militari nelle nostre basi Nato''.

Più in generale, il ministro della Difesa afferma di condividere con il britannico Fox ''la necessità di un impegno sempre maggiore, per evitare nuovi lutti e sofferenze al popolo libico'', ribadendo che ''non vi è una differenza etica di comportamento fra le nazioni impegnate nell'azione in Libia dettata dalla risoluzione dell'Onu. Si tratta - osserva La Russa - di proseguire nell'impegno con l'obiettivo di consentire a tutta la Libia di avere un governo libero e democratico; impegno che per quanto concerne l'Italia è stato riconosciuto ieri anche dal capo del Consiglio nazionale transitorio degli insorti libici Jalil in visita ieri a Roma''.

Il ministro ribadisce poi che "l'intervento di truppe di terra in Libia è un'ipotesi non percorribile". "Si tratta di una ipotesi - precisa ancora La Russa - che non abbiamo esaminato e che non auspicano neanche gli insorti libici anti-Gheddafi".

Esclusa anche un'azione di forza per liberare l'equipaggio dell'Asso 22. "Stiamo monitorando la situazione del rimorchiatore 'Asso 22': al primo posto resta l'esigenza di garantire la sicurezza degli italiani a bordo del rimorchiatore posto sotto sequestro in Libia", informa il ministro della Difesa. "Un'azione di forza - spiega La Russa - non sarebbe difficile da realizzare, ma le notizie che abbiamo sul buono stato di salute dei nostri connazionali ci consiglia di non prendere in considerazione l'idea di un blitz, per non mettere a repentaglio la loro integrità fisica".

Ma da Tripoli si sottolinea che Regno Unito, Francia e Italia hanno assunto posizioni che ''non aiutano''. ''Ogni presenza militare (in Libia) è un passo indietro e siamo certi che, se i bombardamenti (della Nato, ndr) finissero e ci fosse un cessate il fuoco autentico, potremmo avere un dialogo tra tutti i libici su ciò che il popolo chiede: democrazia, riforme politiche, elezioni'', ha detto Abdul Ati al-Obeidi, ministro degli Esteri di Gheddafi, in un'intervista alla Bbc, aggiungendo che molti paesi sostengono questa linea. Il ministro ha quindi criticato l'intenzione annunciata dal governo britannico di inviare istruttori militari nell'est della Libia per addestrare gli insorti, affermando che la mossa mette a rischio ogni possibilità di arrivare alla pace.

Intanto, i raid aerei della Nato condotti oggi in Libia hanno colpito obiettivi legati alle radio locali e ai centri di telecomunicazione in diverse città del paese. Lo ha annunciato la tv libica 'al-Libiya', considerata vicina al regime di Muammar Gheddafi. E il Colonnello è riapparso oggi alla tv di Stato. Il leader libico è stato ripreso questa mattina all'interno di una tenda, in una località ignota, mentre riceveva lo sceicco Mohammed Zinati, coordinatore dei Comitati popolari libici. Per dimostrare che si trattava di una registrazione recente, accanto al colonnello era stato posto un apparecchio televisivo che mostrava le immagini di una trasmissione mandata in onda in diretta questa mattina dalla stessa emittente di Stato.

Sul fronte dei combattimenti tra lealisti e insorti, questi ultimi sarebbero riusciti ad avere la meglio, avanzando su Brega. Secondo quanto ha rivelato un esponente dei ribelli alla tv araba 'al-Jazeera', le truppe della resistenza sono entrate questa mattina nella città portuale in seguito al ritiro dalla zona degli uomini del regime libico.

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    22 Aprile 2011 - 20:08

    dopo essere sicuri alla Democrazia da parte dei insorti e ribelli educazione democratica si costruisce l'istruzione democratica Occidentale al interno dello Stato dei insorti e dei ribelli o si lascia tutto aperto al cielo nel estremo caos senza l'esistenza di un vero Stato che ha il proprio confine? sarebbe molto meglio che scappassero dalla Libia .Gli insorti e i ribelli devono diventare l'esercito di difesa del popolo civile,il popolo civile e' al occorrenza che si dovra' armare contro alla guerra .La formazione dello stato deve essere con risoluzione Democratica per non ottenere l'eticchetta del Terrorismo politico in Occidente.E' solo la risoluzione Democratica che non ha eticchetta.

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