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Pasqua: i riti della settimana santa in Calabria, dai vattienti all'Affruntata

Cronaca

Cosenza, 20 apr. - (Adnkronos) - I riti della settimana santa in Calabria sono vari e dal profondo significato religioso. Nella notte tra giovedi' e venerdi' a Verbicaro (Cosenza) si assiste alla penitenza dei vattienti, figure che battono sulle cosce un tappo di sughero con pezzi di vetro procurandosi delle ferite. I vattienti corrono per le strade e lasciano i segni con il loro sangue nelle diverse tappe del loco percorso fino ad arrivare alla casa madre. Sulle ferite viene versato vino per disinfettarle e colorare ancora di piu' la scena dei penitenti. Anche a Nocera Terinese i vattienti di auto flagellano in pubblico.

Nel paese in provincia di Catanzaro pero' il rito si rinnova il sabato santo. Nel capoluogo catanzarese invece e' significativa la Naca, cioe' la processione del venerdi' santo. Il termine Naca indica la culla dove e' riposto Gesu' morto. La processione affonda le radici nella storia lontana, ai tempi della dominazione spagnola. A Girifalco (Catanzaro) e a Caulonia (Reggio Calabria) si svolge il Caracolo, dall'arabo Karhara che significa girare. Anche questa processione ha origini spagnole. Nel comune del reggino le due confraternite dell'Immacolata e del Rosario si incontrano in un punto chiamato Buveri, da dove partono con le fiaccole in una processione meditativa attraverso le strade dove sono posti luoghi che ricordano gli ultimi momenti terreni di Gesu'. (segue)

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