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Siria, Assad abroga lo stato d'emergenza e concede il diritto di manifestare pacificamente

Esteri

Damasco, 21 apr. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha promulgato oggi il disegno di legge, approvato due giorni fa dal Consiglio dei ministri di Damasco, che abroga lo stato d'emergenza e pone fine all'esistenza della Corte per la sicurezza dello Stato. Lo ha annunciato la tv di stato siriana. Il disegno di legge promulgato oggi dal capo di stato siriano concede la possibilità di indire delle manifestazioni pacifiche nel paese.

Intanto, non si placano le proteste contro il regime di Assad mentre le autorità cercano di arginare il dissenso attraverso una repressione che si fa sempre più violenta. Duri scontri continuano ormai da tre giorni a Homs, terza città siriana a 180 chilometri a nord di Damasco e nei villaggi vicini. A Homs alcuni cittadini denunciano le varie chiamate al Jihad (Guerra santa) da parte di bande armate che sono ricollegabili alla corrente salafita, ramo radicale dell'Islam sunnita, secondo vari testimoni responsabili dell'uccisione di otto poliziotti siriani.

''La brutalità delle forze di sicurezza siriane non è nuova. L'abbiamo subita per 48 anni'', racconta Sami, un medico siriano dal villaggio di Zeidan, nei pressi di Homs. ''Quello che ci terrorizza sono piuttosto queste bande armate che girano per le strade e che potrebbero presto trasformare questa rivoluzione pacifica in un ciclo di violenza tra civili'', aggiunge in un'intervista ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL. ''La verità è che abbiamo bisogno di riforme, ma i continui richiami alla guerra santa da parte di questi gruppi armati non ci rassicurano per niente'', racconta Johnny ad Aki. ''Sono sempre più frequenti episodi di cristiani che in questi giorni vengono minacciati'', aggiunge.

''Noi cristiani in Siria abbiamo sempre vissuto in pace e non vogliamo che il desiderio legittimo di libertà di un popolo possa essere utilizzato da un gruppo di fanatici per seminare terrore nel paese'', ripete Munir, un giovane di trent'anni.

L'attivista siriano per i diritti umani Michel Kilo ha dichiarato al quotidiano libanese 'Assafir' che ''la soluzione siriana consiste in un dialogo tra governo e manifestanti e soprattutto a un ritorno a metodi pacifici. La violenza di questi giorni potrebbe portare non solo alla distruzione dello Stato, ma anche a quella di una società intera che corre il pericolo poi di essere 'telecomandata' da Tel Aviv''.

Ad Aleppo, ieri, le autorità siriane hanno arrestato 35 persone nel corso della manifestazione all'università, denuncia Ammar Qurabi dell'Organizzazione nazionale per i diritti umani. Mentre oggi un nuovo appello su Facebook invita a scendere in piazza. Sulla pagina della Rivoluzione siriana 2011 appare un appello a manifestare domani. ''Venerdì santo, 22 aprile 2011, un cuore, una mano, un obiettivo'' si legge sul banner nel social network dove c'è anche una croce su una chiesa tra due minareti con la mezzaluna. L'obiettivo è quello di sottolineare come, durante una festività cristiana, i musulmani e i cattolici si uniscano in una manifestazione contro il regime di Assad, a favore di nuove riforme politiche e di maggiori libertà.

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