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Sanita': la cardiologa 'col velo', temo porte chiuse in Italia/la storia (2)

Cronaca

(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Cosi' e' iniziato il viaggio della giovane verso l'Italia. Con l'appoggio del padre, infatti, Fatima decide nel 2006 di trasferirsi in Italia. Prima a Perugia, dove inizia ad imparare la lingua italiana, poi nel 2007 a Roma, dove vince il concorso di specializzazione in Cardiologia in un Policlinico della Capitale.

L'inizio e' pero' traumatico. "Quando una mia collega mi porto' a fare un giro nel reparto - racconta la ragazza - la caposala, con modo spicci, mi impedi' l'ingresso in corsia per via del velo che all'epoca mi copriva capelli, collo, orecchie e parte del volto. Mi disse che con quel velo indosso potevo impaurire i pazienti. Ci rimasi molto male, e piansi pure, anche se devo dire che venni difesa subito dalla mia collega, che disse alla caposala di rispettarmi".

Successivamente problemi di questo tipo non ci sono piu' stati. "Col passare del tempo - aggiunge Fatima - in ospedale iniziavano a conoscermi, ad apprezzarmi, il mio italiano migliorava e riuscivo a capire e a farmi capire meglio". (segue)

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